Green economy
Un’impresa su tre è eco-friendly

Il 27,7% delle aziende (oltre 33mila) ha investito nel “verde”

Si registra un vero e proprio boom in Emilia Romagna per quanto riguarda il settore della green economy. Sono tantissime, infatti, le imprese che hanno deciso di investire in quelle che si chiamano politiche verdi e tante altre sono quelle che hanno dichiarato che lo faranno nei prossimi mesi, presentando progetti ben strutturati che si concretizzeranno nel breve periodo. E il segnale non può che essere positivo in un momento in cui molto si sta facendo per adottare politiche che abbiano il più basso impatto ambientale possibile. Durante gli Stati Generali della Green Economy che si sono svolti a maggio all’Opificio Golinelli a Bologna, sono emersi dati particolarmente interessanti: il 27,7% delle imprese (in totale oltre 33mila) ha investito nel green economy tra il 2010 e il 2015 o sta progettando di farlo. Le ripercussioni sull’occupazione sono significative: sul totale dello scorso anno, le assunzioni nel settore sono state l’11,3%. Una percentuale, quest’ultima, davvero positiva e che fa ben sperare per il futuro in un momento difficile a livello nazionale specie per quanto riguarda il lavoro. Altri dati sono stati snocciolati per sottolineare l’impegno della Emilia Romagna nella green economy. Con il 10,79% la Regione ha una percentuale maggiore di brevetti verdi rispetto all’Italia (6,01%). Un forte impulso arriverà inoltre dall’approvazione del Piano energetico regionale (Per) che avrà come l’obiettivo quello della riduzione delle emissioni del 20% al 2020 e del 40% al 2030 rispetto ai livelli del 1990; l’incremento al 20% nel 2020 e al 27% nel 2030 della quota di copertura dei consumi attraverso l’impiego delle fonti rinnovabili; l’aumento dell’efficienza energetica al 20% nel 2020 e al 27% nel 2030. Insomma l’Emilia Romagna si sta impegnando concretamente per investire in un settore che è diventato negli anni di strategica importanza. E anche nel corso degli Stati Generali della Green Economy, le parti sociali intervenute (Confindustria Emilia-Romagna, Tavolo permanente per l’economia, Cnr Bologna e organizzazioni sindacali) hanno sottolineato in modo unanime l’importanza del percorso partecipativo che la Regione ha messo in atto sul Per come modello di confronto sulla green economy.
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Sostenibilità ambientale e sociale al centro: le linee guida

Nel corso degli Stati Generali della Green Economy all’Opificio Golinelli a Bologna a maggio, il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e gli assessori Palma Costi, Paola Gazzolo, Simona Caselli e Raffaele Donini hanno illustrato le azioni per un modello di crescita sostenibile. Il programma punta a un nuovo sistema produttivo in cui la sostenibilità ambientale è connaturata alla sostenibilità sociale (con al centro il Patto per il Lavoro), all’attrattività degli insediamenti produttivi per una maggiore competitività delle aziende, senza tralasciare la messa in sicurezza del territorio e la valorizzazione delle risorse naturali. Ricerca, innovazione ed efficienza energetica, economia circolare e qualificazione ambientale, eco-innovazione in agricoltura e produzioni bio; mobilità sostenibile, sono i pilastri dell’azione regionale a sostegno della green economy.