In Italia il petrolio non va più di moda
È il gas la prima fonte di energia

Il cambiamento si comprende a partire dai numeri

In Italia il petrolio non va più di moda, o almeno ha perso quell’appeal che lo aveva caratterizzato negli anni passati. Nel Belpaese è il gas la prima fonte di energia: per la prima volta nella storia ha infatti superato il petrolio, i cui costi per le forniture, lo scorso anno, sono scesi ai minimi storici. I consumi di prodotti petroliferi dopo il rimbalzo del 4,1% del 2015, hanno segnato un calo dello 0,9% a 59,4 milioni di tonnellate; i consumi di gas sono invece tornati a sfiorare i 71 miliardi, analoghi a quelli del lontano 2001. Segnali importanti che indicano un cambiamento di rilievo, senza ombra di dubbio. A tirare le fila dei consumi energetici e più in generale della situazione della filiera lo scorso anno è stata l’Unione Petrolifera che, nel corso della consueta assemblea annuale organizzata per la fine di giugno, è tornata anche a lanciare l’allarme contro l’illegalità nella distribuzione di carburanti. Illegalità che si è tradotta per le casse dello Stato in un mancato introito di circa 2 miliardi sotto forma di evasione di Iva ed accise. Cifre da capogiro che non debbono e non possono essere trascurate. Sulla questione, e sulla voglia di dirigersi sempre più verso uno scenario “low carbon”, è intervenuto il presidente dell’Unione Petrolifera Claudio Spinaci, il quale ha assicurato l’impegno dei petrolieri a guidare un percorso sostenibile a livello ambientale, industriale e sociale. E proprio per viaggiare nella direzione di un mondo più green, ecco che anche un altro aspetto ha voluto sottolineare Claudio Spinaci. E’ quello legato al rinnovamento del parco auto italiano, uno dei più vecchi in Europa. Troppe (circa due milioni sui diciassette in circolazione) quelle immatricolate prima del 2005 e che ancora viaggiano per le strade. Se si pensasse dunque seriamente a un rinnovamento del parco auto italiano, si potrebbe compiere un importante passo in avanti nella lotta all’inquinamento. Macchine più nuove significherebbero riduzione delle emissioni di CO2 del 37% entro il 2030. Insomma basterebbe poco per garantirsi un’aria più pulita e un futuro migliore ma per il momento gli italiani, complici una crisi economica senza fine, tendono a tenersi le loro vecchie automobili per non trovarsi costretti a sostenere spese troppo alte.
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Stop all’evasione e razionalizzazione della rete: la richiesta della UP

Per dire stop all’evasione fiscale è necessaria una razionalizzazione della rete che riduca al minimo la possibilità di non pagare le tasse. E’ la stessa Unione Petrolifera (UP) a chiede il taglio di almeno 5-6mila distributori, perché l’eccesso di punti vendita, in molti casi estremamente piccoli, va di pari passo con illegalità ed evasione.

E anche il vice ministro dello Sviluppo Economico, Teresa Bellanova, ha appoggiato la proposta lanciata dalla UP sottolineando l’importanza di andare verso un’unica direzione, quella della correttezza e della legalità: “E’ fondamentale proseguire e rafforzare la lotta alla illegalità nel settore petrolifero, che distorce il mercato a danno degli operatori regolari e causa perdite di gettito all’erario”.