Paritarie e non: cosa c’è da sapere
Le indicazioni da parte del Miur

Il tema è approfondito dal Ministero in una trattazione dedicata

Secondo quanto comunicato dal Miur direttamente attraverso il suo sito internet ufficiale, la legge 62 del 2000 ha stabilito (al comma 7 dell’articolo 1) che, dopo tre anni dalla sua entrata in vigore, le varie tipologie di scuole non statali previste dall’ordinamento allora vigente (autorizzate, legalmente riconosciute, parificate, pareggiate…) sarebbero state ricondotte a due: scuole paritarie e scuole non paritarie.Nonostante questo, non tutti conoscono bene le specifiche di questa classificazione. Cosa si intende con la definizione “scuola paritaria”? Si tratta di scuole che svolgono un servizio pubblico e sono inserite nel sistema nazionale di istruzione. Per gli alunni, la regolare frequenza della scuola paritaria costituisce assolvimento dell’obbligo di istruzione. Il riconoscimento della parità garantisce alcuni aspetti fondamentali e più precisamente: l’equiparazione dei diritti e dei doveri degli studenti; le medesime modalità di svolgimento degli esami di Stato e l’abilitazione a rilasciare titoli di studio aventi lo stesso valore legale delle scuole statali.
Per quanto le scuole non paritarie siano sempre di natura privata, invece, non possono rilasciare titoli di studio aventi valore legale né attestati intermedi o finali con valore di certificazione legale. Pertanto gli studenti devono sostenere un esame di idoneità al termine di ogni percorso scolastico oppure se vogliono trasferirsi in una scuola statale o paritaria.
Nonostante questo, si tratta comunque di scuole iscritte in elenchi regionali aggiornati ogni anno, reperibili sul sito internet dell’Ufficio scolastico regionale competente per territorio. In più, come avviene per le scuole paritarie, la loro frequenza è valida per l’assolvimento dell’obbligo di istruzione. Per chiarezza nei confronti degli studenti e delle loro famiglie, tali scuole devono sempre esplicitamente indicare il proprio status di non paritaria. Secondo le disposizioni del Ministero, eventuali denominazioni che possono indurre in equivoco circa la natura della scuola debbono essere contestate dall’Ufficio scolastico regionale, anche, eventualmente, con apposita segnalazione all’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Il sito del Miur (www.miur.gov.it), per approfondimenti dedica una sezione proprio alla scuola non statale.

www.miur.gov.it


Istituti privati: ne parla anche la nostra Costituzione

Le scuole paritarie, svolgono un servizio pubblico e sono impegnate ad accogliere tutti gli alunni che ne accettino il progetto educativo e richiedano di iscriversi, compresi gli alunni e studenti con disabilità. Oltre a questo, sono impegnate anche a contribuire a realizzare la finalità di istruzione ed educazione che la Costituzione assegna alla scuola. La possibilità di avere scuole e istituti di educazione di tipo provato, è sancita dalla stessa carta fondante del diritto italiano, la Costituzione. L’articolo 33 della nostra Costituzione, infatti, consente a enti e privati di istituire scuole e istituti di educazione. Per tutti gli approfondimenti si rimanda alla sezione dedicata del sito ufficiale del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.