Fare dei rifiuti una risorsa
L’economia circolare
per un domani migliore

La regione Emilia Romagna è in prima linea

Economia circolare significa fare dei rifiuti una risorsa, per consegnare alle generazioni future un territorio più pulito, sano e stabile dal punto di vista economico. E la Regione Emilia Romagna, che ha compreso l’importanza di questo tipo di economia, ha ben chiaro l’obiettivo: transitare da un modello economico lineare basato sullo sfruttamento delle risorse naturali, senza alcuna prospettiva legata al riuso o a ripristino delle stesse, a uno in cui non vi siano prodotti di scarto e le materie vengano costantemente riutilizzate. Per andare verso una economia circolare è necessario lavorare ad un sistema in cui tutte le attività, a partire dalla produzione, siano organizzate in modo che lo scarto diventi risorsa. Con la legge regionale del 5 ottobre 2015 n.16 l’Emilia-Romagna ha fatto propri i principi dell’economia circolare: il modello di gestione delineato è in linea con la gerarchia dei rifiuti europea, che pone al vertice delle priorità prevenzione e riciclaggio.
www.quotidiano.net


Non più usa e getta, ma usa e ricicla

Nell’ottica di un ritorno alla economia circolare, l’usa e getta non va più di moda e lascia il posto all’usa e ricicla. Anche perché con una popolazione che cresce a ritmo esponenziale, e con la rapida ascesa sociale delle fasce più povere, non si può fare altrimenti: il sistema industriale deve ripensare i suoi modelli di produzione, in modo da entrare nel circolo virtuoso dell’economia rigenerativa, che trasforma i rifiuti in una risorsa.


LA SOLUZIONE

La prevenzione come sfida del futuro

La prevenzione è la sfida del futuro e rappresenta uno dei temi su cui occorrerà investire promuovendo interventi atti al contenimento della produzione “alla fonte”. Ciò comporta, da un lato, trovare soluzioni per ampliare la durata di vita dei prodotti ed incentivare processi di produzione con meno sprechi e, dall’altro, orientare le scelte dei consumatori verso prodotti e servizi che generano meno rifiuti. Per questo la Legge regionale 16/15 prevede alcuni strumenti quali l’attivazione di un coordinamento permanente per i sottoprodotti e l’emanazione di linee guida per i centri comunali del riuso.