«Scegliete le eccellenze marchigiane e rilanceremo la nostra regione

Il presidente di Coldiretti: gli effetti del sisma si fanno ancora sentire

IL 2016 è stato da poco archiviato. Ma non è stato un anno facile per le Marche. Il terremoto e la conseguente devastazione del territorio hanno lasciato inevitabilmente il segno. Tommaso Di Sante è il presidente regionale della Coldiretti. Non si abbatte ma spera, come tutti i marchigiani, in un 2017 decisamente più felice. Che anno è stato quello che si è appena concluso?

«Sicuramente difficile – dice Di Sante –. Certo, qualche numero favorevole c’è stato».

In quale settore?

«Le Marche sono il terzo granaio d’Italia e la produzione di cereali ha fatto registrare un +7%, attestandosi a 6,3 milioni di quintali. Ma non c’è da sorridere troppo».

Perché?

«Perché contemporaneamente c’è stato un crollo dei prezzi. Per esempio i prezzi del grano duro si sono dimezzati e si è verificata una perdita di 70 milioni di euro per tutto il sistema grano: duro e tenero. Non è andata meglio per olio, miele e castagne. Dove si sono verificati un -40% per l’olio e -90% per le castagne. Un’annata così negativa per l’olio c’era stata solo nel 2014. Il problema è che le due annate negative sono state troppo ravvicinate».

E in tutto questo hanno pesato anche gli effetti del sisma.

«Metà regione, con le tre province colpite dal terremoto (Macerata, Fermo e Ascoli) ne esce fuori duramente provata, sia nel settore agricolo sia in quello degli allevamenti».

Le immagini delle mucche, fuori dalle stalle, che vagano tra la neve, purtroppo oltre a essere recenti, è difficile levarsele dagli occhi.

«In tutto questo c’è da aggiungere che s’inserisce, purtroppo, anche la questione delle lentezze burocratiche. La Regione non ha dato risposte concrete. La produzione del latte ha registrato un calo del 50%. E se gli animali continuano a rimanere fuori dalle stalle, con il freddo che c’è stato in questo avvio del 2017, la situazione non migliorerà di certo. E infatti anche nel settore agriturismo, purtroppo, ne risentiamo. Per Pasqua, rispetto agli altri anni, non ci sono tante prenotazioni e speriamo che la situazione non si comprometta definitivamente anche per agosto. Anche perché il settore agriturismo nelle Marche ha sempre funzionato e invece ora è fermo».

C’è da sperare davvero in un 2017 di segno completamente opposto all’anno precedente.

«Basterebbe puntare tutto sulla promozione. Una promozione che contenga un’informazione necessaria per convincere i turisti a scegliere ancora le Marche: il sisma è finito e le aree del terremoto sono state tutte circoscritte».

E quali sono le altre aspettative della Coldiretti per il 2017?

«Che i piani di sviluppo rurale diventino realtà, anche qui c’entra purtroppo la burocrazia. Se ci sono questi piani si può garantire anche un ricambio generazionale al settore agricolo, perché ci sono molti giovani che sono interessati a impegnarsi in questo settore. E spesso anche le competenze necessarie, basti pensare alla formazione che arriva dall’Università Politecnica delleMarche in questo settore, ma anche da istituti tecnici specifici, dove sono previsti indirizzi di studio di agraria, che hanno fatto registrare un incremento delle iscrizioni».

Altro desiderio per il 2017?

«Che l’etichettatura sul grano e i suoi derivati, proprio come è successo per il latte, diventi realtà. La legge è in fase di verifica e sarebbe un’ulteriore risorsa per il Made in Italy e ci permetterebbe di avere maggiore protezione sulla questione dei prezzi ribassati relativi al grano proveniente dall’estero che spesso non ha la qualità del nostro. Sul settore vitivinicolo ci aspettiamo invece delle conferme».

Lì le cose sembrano andare sempre meglio.

«Il 2016 è stata un’annata positiva per i nostri vini. Per il Verdicchio in assoluto che ormai è conosciuto in tutt’Italia e anche fuori, ma ottimi riconoscimenti sono arrivate per altre nostre eccellenze come il Bianchello e la Passerina». Un auspicio per questo 2017?

«Che le nostre aziende confermino la volontà di rimanere sul nostro territorio per renderlo ancora più ricco. E che questo patrimonio che abbiamo si riesca a sviluppare sempre di più».

Iniziative particolari in cantiere?

«Ne abbiamo sviluppata una che s’intitola “Cacio amico” e che punta ad aiutare le zone terremotate. Si tratta di un prodotto di latte bovino-ovino. Abbiamo messo in piedi una raccolta di latte e utilizzato un laboratorio di Ancona per lavorarlo. Questo prodotto poi sarà presente in tutti i mercati di “Campagna amica”. L’abbiamo portato anche in quello di piazza Navona, a Roma, dove abbiamo visto che i prodotti marchigiani di qualità sono apprezzati. Ecco da qui bisogna ripartire, dai nostri prodotti, dalle nostre eccellenze, per far rinascere ancora la nostra regione. Per questo il mio invito è quello di venire nelle Marche a trascorrere le vacanze».

 

FORMAGGIO E SOLIDARIETA

«Si chiama ‘cacio amico’ ed è un prodotto di latte bovino-ovino. L’abbiamo portato anche nei mercati di Roma. Così aiutiamo le zone terremotate»

LE LEGGI

L’obiettivo di Coldiretti è che la legge sull’etichettatura del grano e dei suoi derivati diventi realtà. «Sarebbe – dice Di Sante – un’ulteriore risorsa per il made in Italy»

LA BUROCRAZIA

Il presidente di Coldiretti punta l’indice sulle lentezze burocratiche per i piani di sviluppo rurale che permetterebbero di creare imprenditoria giovanile

LA FORMAZIONE

L’Università Politecnica delle Marche ospita un corso di laurea in scienze agrarie che negli ultimi anni ha fatto registrare un aumento degli iscritti