«Duro colpo dalla recessione e territorio
Ora politiche economiche adeguate»

L’analisi di Granelli, presidente di Confartigianato Emilia Romagna

LA CRISI si è fatta sentire, generando effetti negativi. Lo testimoniano i dati di Confartigianato Emilia Romagna: la recessione che ha colpito anche la regione ha lasciato segni pesanti sull’artigianato e la piccola impresa segnando cali consistenti su ordini, fatturato, numero di imprese e addetti. Il quadro si è particolarmente aggravato per il manifatturiero e le costruzioni che nell’ultimo biennio registrano un calo rispettivamente di 1.386 e 3.073 imprese. Significativi risultano anche i riflessi della recessione sull’occupazione nelle imprese artigiane che perde oltre 30 mila addetti con punte particolarmente elevate nell’edilizia e nel tessile-abbigliamento. «Oggi, pur registrando diversi segnali di ripresa, il nostro comparto necessita di concrete e adeguate politiche economiche per consolidare e dare prospettive certe di crescita e sviluppo», l’istantanea che arriva proprio da Confartigianato Emilia Romagna. Queste azioni, secondo l’associazione di categoria, devono avere come riferimento prioritario «il rilancio degli investimenti, crollati negli ultimi anni, con particolare riferimento all’innovazione tecnologica dei prodotti e dei processi produttivi, al risparmio energetico, all’internazionalizzazione, al capitale umano e alla formazione. Per sostenere gli investimenti risulta ancora una volta decisivo l’accesso al credito che per la nostra categoria, anche in Emilia Romagna, continua a registrare segni negativi, visto che al 30 giugno di quest’anno l’ammontare dei prestiti all’artigianato è sceso a 4,754 miliardi di euro con un calo del 7,6% rispetto a un anno fa». Il totale del credito al sistema delle imprese in Emilia Romagna è di 94 miliardi, «al nostro settore vanno le briciole (5,1%) nonostante rappresentiamo ancora, con oltre 131 mila imprese, il 31% del registro ditte, il 13% del Pil e quasi il 20% dell’export», sentenzia Confartigianato.

PER SOSTENERE le politiche di sviluppo del settore e delle Pmi in generale, determinante è la nuova programmazione dei Fondi comunitari 2014-2020 «che vede assegnati all’Emilia Romagna 2,5 miliardi di euro. In particolare il Fesre (Fondo europeo sviluppo regionale), con una dotazione di 481 milioni di euro, può essere strumento importante per sostenere politiche di ripresa economica e sviluppo a condizione che le risorse siano impiegate con efficacia, tempestività e adeguatezza alla realtà delle imprese minori». E allora «servono le idee, ma restano indispensabili le risorse. Questo vale in particolare per la legislazione regionale». Quello tra Regione e Confartigianato è un confronto continuo a 360 gradi. «Il nostro impegno per definire, insieme alla Regione, le regole di accreditamento dei privati nei Servizi per il lavoro che, finalmente anche in Emilia Romagna possono contribuire al potenziamento dell’incrocio domanda-offerta, è stato fin dall’inizio realizzato con la massima convinzione – spiega Marco Granelli, presidente regionale e vicepresidente nazionale vicario di Confartigianato –. Purtroppo è stato un confronto difficile che ha incontrato ostacoli. Siamo comunque soddisfatti che alla fine si sia raggiunta un’intesa sulle regole attraverso cui i soggetti privati potranno accreditarsi per affiancare il lavoro svolto dai Centri per l’impiego pubblici. Noi crediamo che questa importante innovazione sarà di grande aiuto per lavoratori e imprese in direzione di un miglioramento delle competenze degli uni e di valorizzazione del capitale umano delle altre».

NON SOLO. «Il confronto con l’assessorato competente – aggiunge Granelli – è sempre molto attivo e ricco. Noi crediamo che sempre di più le politiche della formazione professionale, per rispondere a criteri di efficacia ed efficienza sul piano occupazionale, debbano avere un forte legame con il contesto produttivo e alcuni passi in questa direzione sono stati fatti. L’assessore Bianchi si è dimostrato sensibile a questo aspetto e disponibile a migliorare aspetti regolamentari che a nostro avviso sono ancora critici. L’ente di formazione di Confartigianato Formart, che ha una dimensione regionale, è da sempre impegnato a sviluppare una progettazione ed un’offerta formativa legata alle necessità delle imprese».

NEGLI ULTIMI tempi Confartigianato è stata impegnata in un serrato confronto con Regione, Governo e Parlamento sulle politiche di sviluppo economico contenute nel bilancio 2017 e nella Legge di stabilità. Per quanto riguarda la Regione, «pur riconoscendo lo sforzo per garantire continuità di risorse a sostegno dell’economia in una fase in cui si percepiscono segnali di ripresa che vanno stabilizzati e possibilmente incrementati in tutti i settori, e pur apprezzando la conferma di non aumentare la pressione fiscale, dobbiamo rilevare – spiega Confartigianato – una minore attenzione a tutto il sistema dell’impresa diffusa, fatto in larga parte di micro e piccole imprese. È bene ricordare che per centrare anche gli obiettivi del Patto per il lavoro occorre investire nella qualificazione del suo sistema di impresa diffusa con anche le risorse adeguate. In questa fase della legislazione regionale si stanno per realizzare obiettivi qualificanti del programma di mandato che devono marciare sulle gambe del sistema di impresa diffusa». Con una consapevolezza. «È evidente che non bastano gli interventi regionali per la ripresa del nostro settore, ma occorre a monte anche una politica nazionale di sostegno e sviluppo. Su questo versante la manovra economica del Governo approvata con la legge di stabilità recepisce diverse misure sollecitate da Confartigianato, in particolare sul versante fiscale sia per la riduzione delle tasse sia per la semplificazione degli adempimenti e riforme degli studi di settore. Rilevante inoltre il piano nazionale ‘Industria 4.0’».

 

 

 

 

 

 

 

AZIONI E TERRITORIO

Serve il rilancio degli investimenti con particolare riferimento all’innovazione

L’ATTIVITÀ DI FORMART

L’ente di formazione è da sempre impegnato a sviluppare una progettazione e un’offerta legate alle necessità delle imprese

STRETTA CREDITIZIA

Servono le idee, ma restano indispensabili le risorse. L’accesso al credito? La verità è che al nostro settore vanno le briciole

DUPLICE INTERVENTO

Non bastano gli interventi regionali, ma occorre a monte anche una politica nazionale di sostegno e sviluppo che sia adeguata alle necessità