«Obiettivo crescita per le Marche
Ma dalla politica servono certezze»

Cippitelli (Confartigianato): la gestione post sisma non è stata efficiente

L’OBIETTIVO è tornare a crescere. Il segretario di Confartigianato Marche, Giorgio Cippitelli sa benissimo che non sarà un’impresa semplice. Il 2016 è stato un anno difficile con il terremoto che ha distrutto il territorio marchigiano e ha minato le speranze dei marchigiani oltre che l’economia della regione. Ma gli effetti del sisma – soprattutto dopo le scosse di questo gennaio – si fanno sentire anche nell’anno che è appena iniziato. Un anno che tutti auspicano – Confartigianato in primis – riporti qualche segno positivo in più e rigeneri anche speranze.

Qual è il settore che ha risentito di più del prolungarsi della crisi e quello che invece ha fatto registrare risultati positivi?

«In generale, l’artigianato è il comparto che si caratterizza ancora per il perdurare di difficoltà, a differenza delle dinamiche registrate per le restanti imprese – spiega Giorgio Cippitelli –. Questa situazione è confermata anche dai dati sulle esportazioni: nei primi nove mesi del 2016 nelle Marche le esportazioni dei settori a maggiore concentrazione di micro e piccole imprese (MPI)  sono diminuite del 2,4% al confronto con lo stesso periodo del 2015, diminuzione in controtendenza rispetto alla dinamica dell’export di MPI in media nazionale (+1,2%) e rispetto all’andamento dell’export manifatturiero della nostra regione (+5,6%)».

Sul fronte occupazionale come è andata?

«Dagli ultimi dati trimestrali sull’occupazione, al III trimestre 2016 si osserva una diminuzione degli occupati nelle Marche dell’1,4% rispetto al III trimestre 2015, corrispondente a 9 mila occupati in meno».

A questo punto che 2017 vi aspettate?

«Le stime internazionali e nazionali vanno prese con le molle. In realtà nessuno sa né può sapere quali siano realmente le prospettive, si possono ipotizzare linee generali ma la situazione geopolitica ed economica mondiale è troppo variabile per poter essere letta ed interpretata. È chiaro che in questo quadro l’ incertezza politica del Paese induce a preoccupazione, avremmo invece bisogno di una classe politica e di un governo ben centrati sulle questioni principali, competenti ed adeguati per fare le scelte che servono. Un esempio è la gestione del post sisma , ben lontana dall’essere efficiente a favore dei territori e delle comunità colpite, imprese ed economia comprese».

Quali sono le iniziative in cantiere?

«In cantiere abbiamo tre linee guida. 1) Accompagnamento tecnico, formativo e di servizi alle imprese per migliorare costantemente il fare impresa 2) Azione politico-sindacale ad ogni livello verso ogni istituzione per spiegare che l’impresa e l’economia non sono un accidente ma sono la nostra fortuna ed in questo senso vanno indirizzate le principali scelte e risorse del Paese 3) Continuare la forte azione di sostegno ai territori ed alle comunità ed alle imprese colpite dal sisma, per accelerare procedure ed attività reali quanto prima. Certe volte mi domando: se quanto accaduto per il sisma nelle Marche, Umbria e Lazio (ora anche in Abruzzo) dal 24 agosto ad oggi , fosse accaduto a Milano, a Torino o a Roma….. e la domanda non è riferita alla diversità dei territori, sempre Italia è, ma alla diversità della risposta dello Stato, che credo sarebbe stata diversa, e questo non va bene».

Quali sono le richieste principali degli artigiani?

«Artigiani e piccole imprese chiedono solo di avere,almeno in Italia, un quadro preciso, possibilmente stabile, nelle volontà e nelle scelte ed azioni. L’incertezza è già troppa per aggiungerne altra, basterebbe fare seriamente le cose normali, basterebbero la coerenza e la competenza di chi è chiamato ad avere responsabilità di governo ad ogni livello».

Che cosa vi aspettate dall’azione del Governo e più in generale dall’azione della politica?

«Gli ultimi dati sul Pil italiano ci indicano che nel terzo trimestre 2016 l’Italia ha registrato un tasso di crescita congiunturale del PIL dello 0,3%, in linea con la media Uem e superiore a quello di Francia e Germania (+0,2%). L’ultima manovra economica varata dal Parlamento a dicembre ha liberato risorse a favore delle Micro e Piccole imprese che Confartigianato ha stimato in 4,5 miliardi di euro e sono proprio le risorse della manovra destinate alle imprese quelle con il maggior impatto sulla crescita del Pil».

E quindi che cosa si può fare?

«Poste le precedenti premesse, l’irrobustimento dei processi di crescita – necessario per migliorare i saldi finanza pubblica – può  venire meno con l’inversione di segno della politica fiscale a seguito delle indicazioni emerse nell’Eurogruppo di dicembre e che – confermando il parere della Commissione dello scorso 16 novembre – evidenziano che nel 2017 il deficit strutturale dell’Italia, a fronte di una prevista riduzione dello 0,6%, ha registrato un peggioramento dello 0,5%. O questo Paese si mette in testa ,cittadini e politica in primis, di svolgere bene il compito ideale e programmatico, cioè non un orizzonte di un anno ma un orizzonte più ampio di un Paese che vuole “crescere” in tutto , del fare bene e meglio ciò che sono chiamati a fare, oppure nel tempo saremo tutti sempre più residuali in ambito internazionale e con ulteriori gravi problemi nel Paese. Serve un disegno politico europeo serio che riconverta i principi ispiratori della nascita in concretezza per tutti, senza la pesantezza derivante da egoismi, sia nazionali che della macchina organizzativa e delle mediazioni senza senso».

 

I NOSTRI IMPEGNI

Vogliamo continuare la nostra forte azione di sostegno ai territori e alle imprese della nostra regione colpite dal terremoto

I SETTORI

L’artigianato – secondo le stime della Cgia – continua a patire la crisi. Nel terzo trimestre 2016 nelle Marche c’è stato un saldo negativo di -218 imprese

L’OCCUPAZIONE

Nel terzo trimestre del 2016 c’è stata una diminuzione dell’occupazione nelle Marche pari all’1,4% rispetto al 2015: 9mila occupati in meno

LE PROSPETTIVE

Non sarà un anno semplice ma la Confartigianato si attende un Paese più stabile, dal punto di vista politico, e un’attenzione per le micro e piccole imprese