«Sisma devastante per l’economia
La ripresa deve iniziare dal turismo»

Massimiliano Polacco, direttore di Confcommercio Marche

MASSIMILIANO Polacco, direttore di Confcommercio Marche, quali sono le aspettative degli operatori del commercio in regione per il 2017?

«La ripresa economica e l’aumento dei consumi in primis. Nelle Marche, almeno prima del terremoto, abbiamo registrato qualche segnale positivo: una leggera ripresa degli investimenti, la fine della deflazione e la crescita dell’occupazione con aumento, pur minimo, del reddito disponibile. La sfida ora è quella di convertire questa tendenza in fatti e in consumi crescenti altrimenti resteremo in un quadro di estrema fragilità con un Pil che per il 2017 potrebbe non superare l’1% e lo 0,6% per i consumi».

Quale è stato l’impatto del sisma sul settore?

«Devastante per l’economia del nostro territorio che resta in trasformazione da una prevalenza manifatturiera a una forte connotazione economica di stampo turistico. Il terremoto ha dato alle Marche un fendente pesantissimo che ha messo ko il turismo che nel corso del 2016 aveva risposto discretamente. Dopo un maggio e un giugno fiacchi, anche per la variabilità metereologica, si stava rafforzando una positività che si è poi spenta con le terribili scosse di terremoto. A luglio e ad agosto c’è stata una ripresa con il segno più, tra il 2 e l’8%; a settembre poteva essere confermata una tendenza più che positiva ma il terremoto ha fermato completamente l’attività».

Auspicando che la ricostruzione proceda in tempi rapidi, può essere l’occasione per organizzare una rete ancor più incisiva commercio-turismo?

«Lo speriamo fortemente. Anche per questo, oltre che per dare sostegno immediato alle popolazioni terremotate, noi di ConfcommercioMarche abbiamo subito attivato un’unità di crisi che ha gestito l’accoglienza di circa 10 mila sfollati nelle strutture ricettive. Parallelamente abbiamo lavorato, in sinergia con la Regione Marche e con i parlamentari coinvolti, per gettare le basi della ricostruzione e della ripresa territoriale ed economica attraverso la stesura dei decreti post-sisma che programmano tutti gli interventi indispensabili per tornare alla normalità. Stiamo poi lavorando con la Regione a una serie di interventi, a partire da una importante campagna promozionale, per riportare turisti nelle zone terremotate. Dobbiamo continuare, e riprendere nel caso delle zone terremotate, sulla strada già tracciata per delineare il futuro commerciale e del settore della ricettività territoriale».

Come è andato il 2016? «Fino ad agosto potevamo sperare in una ripresa anche se leggera. Il terremoto ci ha riportato in una condizione di netta difficoltà ed ha inciso pesantemente sulla persistente crisi dei consumi. Per quello che riguarda i dati siamo in linea con il 2015 per cui se si considera il colpo del terremoto potremmo immaginare che ci sarebbe stato un miglioramento rispetto all’anno scorso e invece il 2016 si è chiuso con un tasso di crescita delle imprese che si posizionerà, ancora i dati non sono ufficiali, in terreno negativo con un – 0,3, – 0,4%».

La crisi può considerarsi alle spalle?

«No. Sia a livello nazionale, a maggior ragione a livello marchigiano, siamo ancora in una fase di criticità. Il 2017 sarà un anno difficile soprattutto per noi marchigiani che dobbiamo moltiplicare gli sforzi per metterci alle spalle un evento devastante per l’economia come il sisma. Noi di Confcommercio Marche e Marche Centrali siamo in prima linea per sostenere tutte le imprese e siamo pronti ad accettare questa nuova sfida per un futuro che passa per le nostre imprese che valgono almeno il 24% del Pil regionale e il 26% dell’occupazione. In questa sfida un ruolo determinante lo avrà il sistema bancario che è in piena criticità mentre deve tornare a svolgere un ruolo fondamentale».

Abbigliamento, elettronica di consumo, alimentare: restano queste le categorie trainanti?

«Bene l’alimentare, l’elettronica di consumo, con un calo però nella telefonia. Abbastanza bene anche l’abbigliamento e in crescita in particolare l’oggettistica legata all’abbigliamento e le gioiellerie. In aumento, circa il 2%, i prodotti per la cura della persona e i giocattoli, + 1,5% circa. Sul piano dei consumi, un pò meglio Ancona e Pesaro, meno la zona sud della regione».

Centri storici e centri commerciali: le piccole botteghe soffrono la concorrenza delle grandi strutture? C’è una soluzione?

«Sì. Differenziandosi dal tipo di proposta della grande struttura. È la politica che perseguiamo da tempo e che portiamo nei nostri territori di riferimento riqualificati, molti, attraverso progetti di sviluppo dei cosiddetti centri commerciali naturali. I centri storici devono essere attrattivi con iniziative che non possono essere realizzate nei centri commerciali e devono essere in grado di proporre un prodotto-servizio differente. I Comuni, con il nostro sostegno e supporto, devono lavorare per creare le migliori condizioni di accessibilità e di vivibilità dei nostri luoghi urbani più belli».

 

LA SFIDA PER IL FUTURO

«Dobbiamo continuare sulla strada già tracciata per delineare il futuro commerciale e del settore della ricettività territoriale»

RICOSTRUZIONE

«Stiamo lavorando con la Regione a una serie di interventi, a partire da una campagna promozionale per riportare turisti nelle zone terremotate»

LE BANCHE

«Un ruolo determinante nelle sfide future lo avrà il sistema bancario che è in piena criticità mentre deve tornare a svolgere un ruolo fondamentale»

I SETTORI

«Bene l’alimentare, l’elettronica di consumo, con un calo nella telefonia. Bene anche l’abbigliamento e in crescita, in particolare, l’oggettistica»