«Sinergie, rete e innovazione per mandare la crisi in archivio»

Francesco Milza, presidente di Confcooperative Emilia Romagna

FRANCESCO Milza, presidente di Confcooperative Emilia Romagna, come valuta il 2016 per la cooperazione regionale e quali sono le prospettive per il 2017?

«I dati tendenziali che riguardano il 2016 ci confermano una sostanziale tenuta del sistema cooperativo. I tre settori trainanti restano l’agroindustriale, i servizi e il comparto delle coop sociali. Permane una certa difficoltà in termini di redditività, mentre su occupazione e fatturato c’è una tenuta: nel computo complessivo dell’anno trascorso ci aspettiamo un segno positivo rispetto al 2015. Questo significa che positive sono anche le aspettative per il 2017».

I numeri dello scorso anno testimoniavano una rilevante crescita del numero degli occupati nella sanità. Il trend si è confermato anche nel 2016?

«La sanità è uno dei comparti in cui la cooperazione sta esprimento al meglio le sue potenzialità. La crescita c’è, forse un po’ meno eclatante rispetto al passato, ma tanto da confermare che lo scenario è confortante».

Innovazione di prodotto e processo restano gli obiettivi da raggiungere, soprattutto nell’agroalimentare. Per lei è una sfida.

«Serve una visione complessiva. Ragionare per singoli settori, pensando che non si possano fare sinergie o che non possano esserci contaminazioni, è ormai fuori dal tempo. Se parliamo di agricoltura, parliamo anche di ambiente. Il contesto dell’abitare e quello della persona sono sempre più legati. Due esempi per dire che la visione di sistema ci deve guidare ora e in futuro».

Una sfida per il 2017?

«È anche una logica che stiamo portando avanti all’interno delle nostre federazioni. Si lavora sempre di più tra federazioni e non isolando le singole realtà, all’interno di una progettualità sempre più trasversale».

L’edilizia è ancora falcidiata dalla crisi?

«Qualche segnale positivo sul finire del 2016 è arrivato, con una ripresa del mercato immobiliare. La formula dell’indivisa o dell’affitto a riscatto sta riscuotendo un successo crescente. Si tende a privilegiare formule che permettono di utilizzare l’alloggio e posticipare l’acquisto».

Una formula che sembra più in linea coi tempi.

«Perché genera un impatto economico diverso, più leggero. In un’epoca d’incertezza viene privilegiata».

La stretta creditizia si è allentata?

«Siamo in una fase intermedia, dovuta a una difficoltà nel suo complesso del sistema creditizio-bancario. La stretta si è allentata, ma non siamo ancora in una situazione ideale o nelle condizioni di poter dire che il problema è superato del tutto».

L’auspicio è che avvenga nel 2017?

«Lo spero soprattutto per i giovani: quello che il sistema bancario deve fare, per me, è valutare non solo le garanzie fornite, ma anche la bontà dei progetti».

Per le start up sarebbe fondamentale.

«Noi, come Confcooperative, stiamo lavorando tanto sulla nuova imprenditorialità. L’aspetto finanziario è importante, sono state portate avanti convenzioni con le banche di credito cooperativo che supportano proprio le nuove idee. In generale è sempre bene che venga valutato un progetto, oltre alle garanzie economiche».

C’è qualcosa che rende un progetto subito appetibile?

«L’analisi ha una serie di variabile come il contesto in cui si esprime e ovviamente le persone che propongono. Se vogliamo rilanciare l’economia, però, occorre entrare nel merito delle cose. Ci vuole una capacità di analisi adeguata: al centro deve esserci sempre la persona».

L’export è una componente importante per la cooperazione. Le aziende continueranno a insistere su questa strada?

«Le esportazioni sono molto legate all’agroalimentare. C’è una consapevolezza in tutto il comparto cooperativo: l’internazionalizzazione è fonte di rilancio. Ciò premesso, non basta dirlo per farlo. Bisogna strutturarsi, quando non ci sono dimensioni sufficienti è necessario che le realtà si aggreghino per affrontare la sfida del mercato globale».

Altra parola chiave: rete.

«Riteniamo sia questa una sfida importante per lo sviluppo. Non solo rete prettamente settoriale, ma di capacità».

Non una questione dimensionale, e basta.

«Anche di competenze».

 

PROSSIME SFIDE

«La visione di sistema ci deve guidare ora e in futuro, le aspettative per quest’anno sono positive dopo la tenuta del 2016»

SCENARIO CONFORTANTE

«I tre settori trainanti restano l’agroindustriale, i servizi e il comparto delle coop sociali. Ma la redditività non è ancora ottimale»

IL CREDITO

«La stretta creditizia non può considerarsi alle spalle, in generale è sempre bene che venga valutato un progetto, oltre alle garanzie economiche. Al centro deve esserci sempre la persona»

LE ESPORTAZIONI

«Le esportazioni sono molto legate all’agroalimentare. C’è una consapevolezza in tutto il comparto cooperativo: l’internazionalizzazione è fonte di rilancio. E allora bisogna strutturarsi»

L’IMMOBILIARE

«Qualche segnale positivo sul finire del 2016 è arrivato, con una ripresa del mercato immobiliare. La formula dell’affitto a riscatto sta riscuotendo un successo crescente, è adatta al contesto attuale»