Adesso si accelera verso l’industria 4.0
Ecco 3,5 milioni di euro per la formazione

Dai corsi ai seminari: progetto di Confindustria e Regione Emilia Romagna

AVANTI tutta verso l’innovazione. Con, nel motore, tre milioni e mezzo di euro, 23.000 ore di formazione, 3.000 persone coinvolte tra imprenditori, manager e figure chiave aziendali. E’ così che la regione Emilia-Romagna si prepara alla rivoluzione dell’industria 4.0 con un robusto e ambizioso programma di corsi, seminari e formazione sulle nuove leve dell’economia.

IL PROGETTO si chiama ‘Verso Industria 4.0’ e nasce dalla collaborazione tra Confindustria e la Regione e può contare su 3,5 milioni di fondi europei (ai quali si sommeranno 800.000 di investimenti privati). Il programma si compone di tre operazioni tra loro integrate: ‘SmartiEr 4.0’ dedicato alla digitalizzazione, ‘Globb-Er’ per l’internazionalizzazione e ‘Green Up_er’ per l’economia circolare. Assieme, questi tre percorsi dovrebbero coinvolgere, in 18 mesi, 1.100 imprese della regione attraverso 16 seminari e accompagnare 700 aziende e 3.000 persone in attività di formazione in aula e interventi di coaching in azienda per un totale di quasi 23.000 ore.

«SI TRATTA di un investimento straordinario nelle competenze delle persone – ha rivendicato, durante la presentazione del progetto, il presidente regionale di Confindustria, Maurizio Marchesini –, i numeri sono importanti e ambiziosi: è un’occasione straordinaria per una svolta, per fare quel salto culturale che serve alle nostre imprese». Del resto, evidenzia Marchesini, l’economia emiliano-romagnola cresce più della media italiana, ma a ritmi ancora insufficienti: «Nel 2016 il Pil è aumentato dell’1%, una crescita ancora troppo lenta, dobbiamo riaccendere il motore», scandisce il numero uno degli industriali.

ANCHE perché, come rileva un’indagine del Centro studi di Confindustria, ci sono imprese che hanno bisogno di una spinta. La rilevazione tratteggia uno scenario con una parte minoritaria di aziende in grado di cavalcare le trasformazioni degli ultimi decenni, all’estremo opposto imprese in difficoltà già prima della crisi. Nel mezzo una quota consistente di realtà che hanno bisogno di una mano per la transizione a nuovi modelli di business.

«LE DECISIONI che trasformano l’impresa nel corso del tempo sono diverse e dipendono dai saperi che un’azienda ha accumulato», ha spiegato Luca Paolazzi del Centro studi. Insomma, le competenze presenti in una realtà imprenditoriale sono la chiave del successo. Di qui il varo di un piano che punta ad orientare la formazione degli imprenditori e dei loro collaboratori verso le nuove frontiere dell’industria 4.0.

«MAI COME oggi vince il sistema, non il singolo – ha osservato l’assessore regionale alle Politiche Europee, Patrizio Bianchi – al centro dell’industria 4.0 non sono le tecnologie, ma le persone, vero motore dei processi di innovazione. Per questo abbiamo investito 10 milioni di euro del Fse per la sfida di riposizionare il nostro sistema economico-produttivo e competere a livello gloobale».

 

QUATTRO BANDI RIVOLTI AI GOI

Per l’agricoltura a disposizione 5,4 milioni

DAI PROGETTI per il recupero e la salvaguardia della biodiversità, alla valorizzazione degli scarti e dei sottoprodotti agricoli a scopi energetici, agronomici e alimentari per lo sviluppo della bioeconomia. Dallo studio di sistemi tecnologici avanzati per la riduzione delle emissioni in atmosfera dei gas serra prodotti dagli allevamenti, agli interventi in campo agricolo e forestale per favorire la conservazione e il sequestro di carbonio. Il tutto grazie ai contributi del Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020 che in certi casi arrivano a coprire fino al 100% dei costi. La Regione Emilia-Romagna accelera sul versante dell’innovazione in agricoltura e, dopo i primi 12,6 milioni stanziati nel 2016, mette sul piatto una seconda tranche da 5,4 milioni per il finanziamento di quattro nuovi bandi rivolti ai Goi (Gruppi operativi per l’innovazione), forme di partenariato tra aziende agricole, enti di ricerca – pubblici o privati – ed altre tipologie di impresa con il compito di individuare soluzioni tecniche e/o organizzative applicabili ai singoli casi concreti, cioè con una ricaduta immediata a vantaggio delle aziende agricole coinvolte nei progetti.