Si sentono le ferite del terremoto Pmi in sofferenza, cala il turismo

Tante incertezze pesano sulla regione. La ripresa è ancora debole

CON le ferite del terremoto ancora aperte è difficile prevedere quale sarà l’evoluzione dell’economia marchigiana. Certo è che l’uscita dalla crisi è complessa. Lo era prima delle scosse, lo è ora di più in un territorio appunto messo a dura prova. Dal recente rapporto Trend Marche, realizzato da Cna, Confartigianato Marche e Ubi Banca Popolare di Ancona sulla base dei bilanci delle aziende artigiane e le pmi con meno di 20 addetti, è emerso che, nella prima parte del 2016, il fatturato è cresciuto del 3%, ma a un ritmo inferiore a quello del semestre precedente. E’ scesa in picchiata la meccanica (-19%), roccaforte del sistema manifatturiero marchigiano (-3,1%), stabile l’edilizia, ma sono saliti il legno-mobile (5,9) e la moda (2,9). Buono è stato anche l’andamento del terziario, con i servizi alla persona che hanno registrato un aumento di fatturato del 5,5%, e dell’autoriparazione con +3,6%. «La crisi non è ancora finita e l’uscita è complessa per le piccole e medie imprese – ha spiegato Ilario Favaretto, dell’Università di Urbino -, il processo di ristrutturazione che ci obbliga a cambiare è davvero difficile e la manifattura uscirà dalla crisi trasformata, nei rapporti fra aziende, nella divisione del lavoro, nella produttività». La nati-mortalità del numero delle imprese, ha aggiunto Favaretto, è ancora negativa «ed è necessario riflettere sul contoterzismo, ancora in difficoltà. Qualcosa è accaduto per chi ha tentato una ristrutturazione e un riposizionamento, ma niente rispetto ai livelli pre crisi. Se il conto terzi non riprende, il sistema è bloccato verso il basso. Il problema sono gli investimenti, che hanno provocato qualche turbolenza ma solo in qualche settore e in qualche territorio».

GLI INVESTIMENTI, ha sottolineato Giovanni Dini del Centro studi Sistema, «dimostrano un’oscillazione, molte imprese si muovono ma siamo al di sotto del periodo prima della crisi. Le aziende, comunque, dimostrano una grande voglia di cambiare, una forte reattività». Gian Luca Gregori, dell’Università Politecnica delle Marche, ha detto che «l’attività di ricerca e sperimentazione non viene formalizzata, messa a disposizione gratuitamente delle filiere. Andrebbe, invece, tutelata e valorizzata come cultura dell’innovazione così come andrebbero inseriti di più i giovani nelle aziende, gli ‘smanettoni’ che nello sviluppo della digitalizzazione sono avvantaggiati già al loro ingresso in azienda rispetto ad altre competenze». Gino Sabatini, presidente della Cna Marche, ha sottolineato come «un mercato interno fermo è dovuto anche al fatto che le famiglie hanno grosse difficoltà» e questo fattore rischia di essere accentuato «adesso che molte aziende, anche del turismo e dell’agroalimentare, sono state messe ko dal sisma».

ANCHE dall’ultimo aggiornamento congiunturale di novembre sull’Economia delle Marche, presentato a novembre ad Ancona dalla Banca d’Italia, è emerso che la ripresa economica delle Marche prosegue ma debolmente. La maggior parte delle variabili, infatti, è al di sotto dei livelli del 2007, prima che esplodesse la crisi. L’industria ha continuato a espandersi ma con moderazione, poco meno dell’1% nel primo del 2016, con un ritmo analogo a quello del 2015. Positivo, invece, l’andamento per il settore del mobile, mentre non c’è ottimismo per la meccanica e la moda. Le calzature, in particolare, risentono ancora pesantemente del calo delle esportazioni verso il fondamentale mercato russo. La fase negativa nell’edilizia (-4,4% la produzione abitativa, -1,5% quella non abitativa), non si è ancora interrotta malgrado la compravendita di case sia cresciuta del 27,8%. Le difficoltà coinvolgono ancora le imprese di minore dimensione, con almeno 20 dipendenti, che faticano ad agganciare la ripresa.

INTANTO, quello che è certo, è che sta crollando l’afflusso dei turisti stranieri nelle Marche proprio per colpa del terremoto. Nel mese di ottobre gli arrivi di visitatori stranieri sono diminuiti del 36% rispetto allo stesso mese del 2015, con una perdita netta per le strutture ricettive di 15 milioni di euro. I dati sono stati diffusi di recente dalla Coldiretti, che ha elaborato i dati diffusi dalla Banca d’Italia. I turisti provenienti dall’estero sono passati da 115mila a 74 mila mentre la spesa è scesa da 34 a 19 milioni di euro e i pernottamenti da 605 mila a 224 mila. E’ il primo effetto ‘calcolabile’ del sisma del 24 agosto, prima dunque delle forti scosse del 26 e 30 ottobre, che ha invertito drammaticamente un trend positivo fino a quel momento. Nei primi otto mesi del 2016 infatti i viaggiatori stranieri nelle Marche erano saliti a quota 945 mila, quasi il doppio dell’anno precedente (546 mila), miglior risultato degli ultimi cinque anni. Le scosse, sottolinea la Coldiretti, hanno determinato una vera e propria fuga di turisti con disdette delle prenotazioni ed effetti anche sulle aree considerate sicure. E il bilancio è destinato ad aggravarsi, con gli effetti anche del terremoto di ottobre, che ha devastato una fetta ancora più vasta di territorio. Nei centri cratere del sisma (87 i comuni marchigiani interessati) sono attivi 247 agriturismi e 143 esercizi alberghieri, più altri 844 tra B&B, campeggi, ostelli e altri esercizi ricettivi, per un totale di 27.600 posti letto. Per risollevare il turismo, sostiene l’associazione degli agricoltori, si deve innanzitutto «far ripartire le attività produttive, garantendo in tempi stretti l’arrivo di stalle mobili e moduli abitativi a tutte le aziende e gli allevamenti danneggiati, superando i ritardi accumulati». Solo così sarà possibile far ripartire l’economia dei territori terremotati cui l’agricoltura, tra manodopera familiare ed esterna, contribuisce in modo importante. «Nelle Marche fino al 24 agosto il turismo cresceva al ritmo del 3,5-4%, con +2% di turisti italiani, dopo agosto c’è stato un crollo. Il 2016 si chiude con il segno meno, di circa l’ 1%, ma la preoccupazione vera è per il 2017: dobbiamo compensare il trend di crescita che si è interrotto, anche con una promozione spinta sui mercati stranieri», ha detto l’assessore al Turismo delle Marche Moreno Pieroni. «La crisi economica non è ancora finita e l’uscita è complessa per le piccole e medie imprese», ha spiegato Ilario Favaretto, dell’Università di Urbino «La crisi resta» La scheda Dai bilanci delle aziende artigiane e delle pmi con meno di 20 addetti, è emerso che, nella prima parte del 2016, il fatturato è cresciuto del 3%, ma a un ritmo inferiore a quello del semestre precedente I bilanci Dall’ultimo aggiornamento congiunturale di novembre sull’Economia delle Marche, presentato dalla Banca d’Italia, è emerso che la ripresa economica prosegue ma debolmente Banca d’Italia Secondo Coldiretti nel mese di ottobre gli arrivi di visitatori stranieri sono diminuiti del 36% rispetto allo stesso mese del 2015, con una perdita netta per le strutture ricettive di 15 milioni di euro Coldiretti Sotto la lente Si sentono le ferite del terremoto Pmi in sofferenza, cala il turismo Tante incertezze pesano sulla regione. La ripresa è ancora debole Gino Sabatini, presidente della Cna Marche, ha sottolineato come «un mercato interno fermo è dovuto anche al fatto che le famiglie hanno grosse difficoltà» Le famiglie Per il turismo «il 2016 si chiude con il segno meno, di circa l’1%, ma la preoccupazione vera è per il 2017», ha detto l’assessore al Turismo delle Marche Moreno Pieroni.

PREOCCUPAZIONE

I fatturati delle imprese sono in crescita, ma il ritmo sta rallentando

LA FUGA

Meno arrivi dall’estero: le scosse hanno tenuto lontani i villeggianti

«LA CRISI RESTA»

«La crisi economica non è ancora finita e l’uscita è complessa per le piccole e medie imprese», ha spiegato Ilario Favaretto, dell’Università di Urbino

LE FAMIGLIE

Gino Sabatini, presidente della Cna Marche, ha sottolineato come «un mercato interno fermo è dovuto anche al fatto che le famiglie hanno grosse difficoltà»Segno negativo

SEGNO NEGATIVO

Per il turismo «il 2016 si chiude con il segno meno, di circa l’1%, ma la preoccupazione vera è per il 2017», ha detto l’assessore al Turismo delle Marche Moreno Pieroni

I BILANCI

Dai bilanci delle aziende artigiane e delle pmi con meno di 20 addetti, è emerso che, nella prima parte del 2016, il fatturato è cresciuto del 3%, ma a un ritmo inferiore a quello del semestre precedente

BANCA D’ITALIA

Dall’ultimo aggiornamento congiunturale di novembre sull’Economia delle Marche, presentato dalla Banca d’Italia, è emerso che la ripresa economica prosegue ma debolmente

COLDIRETTI

Secondo Coldiretti nel mese di ottobre gli arrivi di visitatori stranieri sono diminuiti del 36% rispetto allo stesso mese del 2015, con una perdita netta per le strutture ricettive di 15 milioni di euro