Melbourne trionfale per la Rossa
Vincere varrebbe un tris da favola

Il debutto Il tedesco punta al tris dopo un inizio di 2017 e 2018 fantastic

Leo Turrini

ISTRUZIONI prima dell’uso. Promemoria a beneficio di quanti, domani mattina alle 6, sì sintonizzassero su Sky per seguire in diretta il Gran Premio d’Australia, tappa che inaugura una lunghissima stagione, destinata a concludersi soltanto a dicembre nel deserto di Abu Dhabi. Allora, non è detto che chi sfreccia in trionfo sotto la bandiera a scacchi di Melbourne sia poi destinato a laurearsi campione del mondo. Seb Vettel lo ha imparato sulla sua pelle. Infatti, le ultime due edizioni della corsa australiana sono state vinte dal ferrarista. Splendide imprese, di ottimo auspicio. Solo che poi il titolo è stato conquistato da Lewis Hamilton. A scanso di equivoci. Partire forte aiuta, un avvio felice trasmette fiducia all’intero ambiente e non c’è dubbio che il tedesco firmerebbe con entusiasmo l’ipotesi di una tripletta fra canguri e koala. Ma, qualunque sia l’epilogo della gara di Melbourne, conviene prendere il risultato con le pinze e con le molle. Anche perché il tracciato dell’Albert Park è decisamente atipico. Si snoda all’interno di una grande area verde. Ci sono tratti della pista che rimandano a situazioni tipiche di una gara in città, con frenate brusche e ridottissime vie di fuga. Altri somigliano di più ad angoli “tradizionali”. In breve: gli ingegneri debbono individuare soluzioni d’assetto “miste”, non replicabili altrove. La stessa finestra di utilizzo delle gomme è particolare. Non racconto questo per mettere le mani avanti. È vero che nelle prove libere del venerdì la Mercedes era in vantaggio, con il solito Hamilton davanti a tutti, ma la Ferrari aveva preferito concentrarsi sulla ricerca di un corretto equilibrio. Non male la Red Bull Honda di Verstappen e la Alfa Romeo di Kimi Raikkonen. Già nella caccia alla pole di stamattina e a maggior ragione nel Gran Premio di domani la realtà si presume sarà diversa.

DEL RESTO, negli ultimi anni la Formula Uno ha cambiato pelle, talvolta suscitando la perplessità degli appassionati e dei… puristi. L’allungamento della stagione (ventuno corse e in futuro si vorrebbe arrivare addirittura a venticinque!) sposta molto più in là tempi e possibilità di intervento su una monoposto. Lo sviluppo deve essere continuo, senza soste. Per capirci con un esempio. Una volta, quando il mondiale arrivava a Monza, era praticamente agli sgoccioli, ciò che era stato progettato e realizzato bastava e avanzava. Oggi, dopo il Gran Premio d’Italia ci sta ancora un terzo di stagione da disputare! Non è la stessa cosa. Quindi, il Gp d’Australia di domani mattina consideriamolo alla stregua di un prologo al Tour de France o al Giro d’Italia. Poi, certo, se la Mercedes si presentasse con una doppietta sarebbe il caso di avvertire una fitta di apprensione…