La nostra intervista Antonia Terzi

«Vetture più lunghe, ali e freni
diversi Chance per la Rossa»

NELLA Formula Uno del nuovo millennio non sono poche le donne che governano mansioni tecniche legate alle corse. Tra le prime ad avere un ruolo ai box all’inizio del nuovo millennio, l’ingegnere aerodinamico Antonia Terzi ha lavorato per la Ferrari di Michael Schumacher. Poi è stata progettista della Williams, prima di passare alla Bentley. A lei abbiamo chiesto una analisi sugli effetti che le nuove regole potranno avere sulla Formula Uno del 2019.

Come valuta le nuove modifiche tecniche?

«Le novità introdotte per le monoposto del 2019 sono interessanti perché aprono grandi possibilità di innovazione. Si rivolgono a tutti i team nello stesso modo. In questo consiste la sfida, che non è solo la gara in pista, ma tutto il lavoro preparatorio ad opera del team. Con tanta creatività si evidenzia la differenza di risposta alle regolamentazioni».

Come si stanno comportando le scuderie di fronte a queste novità?

«Le innovazioni non devono scaturire unicamente dall’adeguamento ai nuovi regolamenti. Lo sviluppo consiste in una evoluzione continua durante le stagioni che fortifica il team durante, che crea fiducia ed entusiasmo. Solo con la conoscenza del livello attuale di prestazioni si possono impostare le ricerche finalizzate alle modifiche innovative».

L’anno scorso ci furono molte discussioni su alcuni particolari tecnici borderline, senza che si sia capito fino in fondo se alcune soluzioni tecniche adottate ad esempio dalla Mercedes fossero regolari al 100%…

«In tutti i regolamenti che si sono succeduti ci sono delle zone d’ombra che permettono di esplorare nuove ipotesi che non sono espressamente proibite. Le soluzioni aerodinamiche innovative dovranno tenere conto di essere un primo passo nella direzione degli obiettivi evidenziati per il 2021, dove avranno peso l’estetica ed una aerodinamica che favorisca i sorpassi per gare piacevoli a cui assistere».

Per quanto riguarda le modifiche relative al campionato 2019 cosa influirà di più?

«Per l’ala anteriore si potrà compensare il minor carico modificando la struttura dei profili alari con analisi in CFD e galleria del vento che porteranno a sviluppare la soluzione migliore. L’area attorno alle bandelle è stata semplificata per non produrre aria turbolenta ai lati della vettura, aria che danneggia il comportamento aerodinamico dell’auto inseguitrice in fase di sorpasso».

Come si modificherà l’ala?

«Si dovrà modificare giocando sui parametri disponibili. Sull’ala anteriore sembra esserci maggiore possibilità di manovra rispetto a quanto si potrà ipotizzare per l’ala posteriore».

Sotto questo aspetto cosa succederà?

«L’aumento dell’altezza dell’ala posteriore e l’aumento del suo sviluppo hanno l’obiettivo di aumentare la resistenza di scia, concetto assolutamente contrario alla buona prassi aerodinamica. Si vuole stimolare la creatività dei team creando ostacoli artificiali per aumentare la resistenza e diminuire la velocità. La compensazione può essere individuata nella scelta di nuovi profili alari».

E per i freni?

«Le prese d’aria sono state rese meno efficaci. La quantità d’aria di raffreddamento dei freni diventa un dato di partenza. Un maggior quantitativo d’aria potrà essere reperita principalmente dall’ala anteriore».

Vedremo anche auto più lunghe…

«Sì, la lunghezza dell’auto cresce di 125mm, aumentando il momento d’inerzia alla rotazione. Si deve avere attenzione a concentrare, ove possibile, i vari pesi piu’ vicino al baricentro».

Chi sarà favorito?

«Tutti i team si adegueranno. Miglioreranno le condizioni tecniche soprattutto di chi ha la possibilità di fare investimenti. In questo senso potrebbe aumentare la distanza tra i top team e quelli che fino ad oggi si sono trovati ad inseguire ».


E’ il made in Italy a far correre la F1

Pirelli ha scelto cinque mescole riducendo i colori a bianco, giallo e rosso: ecco i segreti per il 2019

Melbourne (Australia)

C’È UNA ITALIA che se non altro vince sempre, in Formula Uno. L’Italia della Pirelli, che resta un marchio tricolore sebbene l’azionista di controllo sia da tempo cinese. Pirelli ha ormai un legame storico con i Gran Premi. L’esperienza in veste di fornitore unico è destinata a protrarsi nel tempo, gli accordi con la federazione internazionale sono già stati rinnovati. Per questo 2019, Pirelli ha approntato cinque mescole diverse, denominate C1 (la più dura), C2, C3, C4, C5 (la più morbida). Per ogni Gran Premio ne saranno preselezionate tre. Ad esempio, in Australia vengono messe a disposizione dei team pneumatici di tipo C2, C3 e C4. Resta fermo per i piloti l’obbligo di usare in gara due tipi di… scarpe.

ALLA FINE dei collaudi pre campionato di Barcellona, Mario Isola, aveva riassunto così lo stato dell’arte. «In Spagna le squadre team hanno provato in condizioni meteo favorevoli, nonostante le temperature fossero poco rappresentative rispetto a quelle che troveremo resto della stagione – ha detto Isola –. In generale siamo soddisfatti delle prestazioni di tutte le mescole, anche se la C5 non era particolarmente adatta alle caratteristiche del circuito di Barcellona. La vera sorpresa è data dalle performance delle monoposto 2019, che subito si sono dimostrate più veloci rispetto ai test dello scorso anno, nonostante l’aumento del peso complessivo. Si erano registrati alcuni episodi di graining dovuti alle basse temperature, un fenomeno che dovrebbe sparire con condizioni più calde, mentre non ci sono stati casi di blistering. È difficile avere ora un quadro completo sui livelli di degrado in queste condizioni, ma al momento il divario tra ciascuna mescola è di 6-7 decimi, mentre su circuiti più lunghi e con temperature più alte dovremmo avere un gap di circa 9 decimi di differenza». Isola ha anche evitato di entrare in polemica con Lewis Hamilton, che alla fine dei test di Barcellona si era lamentato delle gomme.

«NOI SIAMO tranquilli, ascoltiamo tutti, siamo i fornitori e ci interessa l’opinione dei clienti, tra i quali ovviamente non facciamo mai favoritismi. Ci interessa raccogliere i pareri di tutti i piloti, li ascoltiamo indistintamente. Alcuni parlano di più, altri di meno, ma è nostro interesse seguire i loro feedback. In ogni caso, le nostre gomme 2019 sono con la stessa soluzione a spalla bassa dei tre Gp dello scorso anno in Spagna, Francia e Inghilterra. Non capisco a cosa si riferisca, se parla di una sola mescola o di tutte in generale. Le macchine sono diverse da quelle precedenti, più pesanti e teoricamente con meno carico sull’anteriore. Anche la Mercedes, poi, ha portato un’ulteriore evoluzione già rispetto alla scorsa settimana, quindi capisco che le gomme gli sembrino diverse da quelle a spalla bassa che avevamo portato nel 2018. Siamo sereni e vogliamo continuare a fare il nostro lavoro nel modo migliore».