Dalla firma in Ferrari allo schianto
Ma Robert inizia la sua seconda vita

Nel 2012 doveva far coppia con Alonso alla Rossa: riparte con la Williams

ROBERT KUBICA meriterebbe il lieto fine, a conclusione di una odissea esistenziale che ha commosso tutti. Ma è bene essere chiari, perché talvolta la realtà si incarica di smentire dolorosamente l’ottimismo. Segue spiegazione, partendo dall’inizio di questa affascinante e malinconica vicenda. All’inizio del 2011, il pilota polacco era un pezzo pregiato del mercato. Correva per la Renault, aveva già vinto in Canada con la BMW e un altro grande costruttore faceva la corte al giovanotto. Di più. Kubica Aveva già raggiunto un accordo con la Ferrari. Dal 2012 si sarebbe trasferito a Maranello, per fare coppia con il suo grande amico Fernando Alonso. Il destino aveva però in serbo programmi diversi. Una mattina di fine inverno, mentre si preparava a disputare un rally in Liguria, il polacco incappò in un rovinoso incidente, un fuoristrada che fece temere per la sua stessa vita. I medici lo salvarono, ma aveva un braccio maciullato, fracassato. Il lavoro eccezionale di dottori bravissimi ha saputo restituire Robert ad una esistenza normale, è tornato anche a gareggiare con le auto ma mai in F1, perché le conseguenze dello schianto gli impedivano di governare una monoposto. Ciò nonostante, Kubica non si è mai arreso. Si è sottoposto per anni e anni a terapie faticosissime, sempre seguendo la sirena di un sogno cui non intendeva rinunciare. Piano piano, il polacco ha ripreso confidenza con le macchine da gran premio. Ha svolto molti test. Si è sentito di nuovo collega tra i colleghi. Qui dovrebbe scattare il lieto fine. Nel senso che, dai e dai, con il suo coraggio e con il suo entusiasmo, il campione redivivo ha convinto una scuderia ad offrirgli l’opportunità di perfezionare quello che era sembrato un progetto impossibile. La Williams, team che ha fatto la storia della F1, ha messo Kubica sotto contratto. Offrendogli la agognata chance di tornare a confrontarsi in pista con Hamilton, Vettel, Verstappen. Solo che. Solo che la squadra britannica sta attraversando un periodo buio. I soldi non ci sono. La volontà di investire latita. Il dt Paddy Lowe se ne è andato alla vigilia della nuova stagione, senza preavviso. Per i test di Barcellona la Williams non aveva la macchina pronta.

E QUANDO è venuta pronta, la vettura era lentissima, ogni giro perdeva manciata di secondi sulle altre monoposto. Persino il polacco, che pure ha sperimentato un calvario personale durissimo, ha ceduto allo sconforto. Così, ha ammesso Kubica, nemmeno so se valga la pena scendere in pista. In Australia, lui ci sarà e verrà festeggiato da tutti i colleghi di lavoro, che hanno sempre fatto il tifo per lui nel periodo più triste. Ma per avere il lieto fine ci vorrebbe una macchina vera. La Williams non lo è, forse non lo sarà più. A Kubica, al rientro dopo una vita, ultimo Gp disputato Abu Dhabi 2010!, vanno fatti gli auguri. In tutti i sensi.


Schumi, una leggenda in 50 scatti
La vita di Michael diventa arte

In mostra da oggi a Bologna le imprese del più forte di tutti i tempi

Bologna

ASPETTANDO il figlio Mick al volante di una monoposto di Formula Uno, il mito di Michael Schumacher non mostra crepe. A quindici anni dal suo ultimo titolo iridato (era il 2004), l’artista Filippo Di Mario inaugura una mostra speciale: al palazzo comunale di Bologna nella sala Farnese da oggi, a domenica 24 dalle ore 10 alle ore 18,30 , sarà a disposizione del pubblico la rassegna «Schumacher 50». Ingresso gratuito, entrata da Piazza Maggiore 6. Filippo Di Mario, maestro del click, aveva una amicizia personale con il sette volte campione del mondo. Che era suo… complice nella scelta di scenari e suggestioni. «Il racconto emozionale e personale si arricchisce di nuove e inedite opere – spiega l’artista –. Ho individuato per cinquanta momenti di storia della gloriosa carriera del Campionissimo. Io lavoro sugli scatti originali, con la tecnica del dipinto, sempre cercando di valorizzare l’attimo che svela l’anima». Schumacher 50, dopo il debutto in anteprima a Brisighella per il compleanno di Michael, seguirà un percorso espositivo fino alla fine dell’anno, passando da Bologna, da Forlimpopoli entro fine mese, dal museo dell’autodromo di Imola in aprile compreso il periodo del Minardi Day e le celebrazioni per la ricorrenza dei 25 anni dalla morte di Senna. Poi dall’inizio di giugno si esporrà al Motor Show dei 2mari che si terrà alle Saline a Montebello Ionico in Calabria. Si sta approntando anche una esposizione a Monza ai primi di settembre e a Paderborn in Germania in ottobre, in un’area museale , in contemporanea con una mostra del campione del passato Tazio Nuvolari. Infine si dovrebbe chiudere propabilmente con una esposizione ad Abu Dhabi in contemporanea con il gran premio. Durante questo percorso itinerante saranno esposte altre opere nuove con l’intento di riuscire a selezionare i 50 momenti di storia più significativi del racconto, per realizzare un’opera editoriale numerata , con materiali speciali e di grande formato.

Ha vinto ben quattro volte
il Gran premio d’Australia

Melbourne (Australia)

MICHAEL SCHUMACHER è legato a doppio filo all’Australia ed al suo Gran premio di Merlbourne. Schumi infatti ha vinto nel 2000, 2001, 2002 e 2004, praticamente è stato il dominatore dei primi del millennio su questo circuito. La scuderia del cavallino rampante si è imposta anche nel 1999 con Eddie Irvine, nel 2007 con Kimi Raikkonen e nel 2017 con il tedesco Sebastian Vettel. L’anno scorso è arrivata la seconda vittoria consecutiva di Vettel: in totale quindi proprio la Ferrari è il team che ha vinto più volte questo Gran Premio, ben otto primi posti.