Hamilton-Vettel, non c’è duello
Lewis re dei social, Seb non li ha

La curiosità Due campioni e due stili opposti: come prova anche il web

NELLA NOTTE si è assegnata la prima pole del mondiale 2019: ma com’è la griglia dei piloti sui social, ormai dimensione sempre più importante e in grado di interagire con la vita reale dei piloti? Tra i 20 della line-up del torneo sono molti i campioni che hanno conquistato un grande seguito sui social. Grande assente di questa classifica è il tedesco Sebastian Vettel, che non ha alcuna pagina Facebook, Twitter o Instagram. Il re dei Social nella Formula 1 è sicuramente il britannico Lewis Hamilton che ha 4.161.582 follower su Facebook, 5.434.435 su Twitter e 10.030.779 su Instagram, per un totale di 19.626.796 di seguaci. Dietro di lui si posiziona l’australiano Daniel Ricciardo con 4 milioni e 504 mila fan complessivi. All’ultimo gradino del podio troviamo invece l’olandese Max Verstappen con 3 milioni e 593 mila seguaci sui Social.

LA TOP 5 si completa con Sergio Pe’rez (2.989.295 fan) e Valtteri Bottas (1.610.461 follower). Alla sesta posizione c’è lo svizzero Romain Grosjean con un milione e 569 seguaci complessivi. Dietro lo svizzero si posizionano il tedesco Nico Hulkenberg (1.531.438 fan) e il finlandese Kimi Raikkonen che, pur non avendo alcun Social oltre ad Instagram, ha comunque un milione e 371 mila follower. Le ultime due posizioni della Top 10 sono occupate dallo spagnolo Carlos Sainz (1.192.713) e Kevin Magnussen (785.876). L’unico italiano, Antonio Giovinazzi, si posiziona 18°, non avendo Facebook e registrando 39.283 follower su Twitter e 135.460 su Instagram per un totale di 174.743 fans. Di seguito la classifica dettagliata. 1. Lewis Hamilton: 4.161.582 su Facebook, 5.434.435 su Twitter, 10.030.779 su Instagram, 19.626.796 totali; 2. Daniel Ricciardo: 954.948 su Facebook, 1.594.657 su Twitter 1.954.409 su Instagram, 4.504.014 totali; 3. Max Verstappen: 697.274 su Facebook, 912.638 su Twitter, 1.983.266 su Instagram, 3.593.178 totali; 4. Sergio Perez: 345.321 su Facebook, 2.061.224 su Twitter, 582.750 su instagram, 2.989.295 totali; 5. Valtteri Bottas: 275.433 su Facebook, 451.379 su Twitter, 883.649 su Instagram, 1.610.461 totali; 6. Romain Grosjean 1.596.679 totali; 7. Nico Hulkenberg 1.531.438 totali; 8. Kimi Raikkonen 1.371.162 su Instagram; 9. Carlos Sainz 1.192.713 totali; 10. Kevin Mangussen 785.876 totali; 11. Pierre Gasly 540.533 totali; 12. Daniil Kvyat 427.633 totali; 13. Robert Kubica 349.961 totali; 14. Lando Norris 320.757 totali; 15. Lance Stroll 232.069 totali; 16. George Russell 229.058 totali; 17. Charles Leclerc 213.437 totali; 18. Antonio Giovinazzi 174.743 totali; 19. Alexander Albon 74.900 totali; 20. Sebastian Vettel: nessun social, 0 totali.


Segue dalla prima

LEO TURRINI

A questo punto, la domanda sorge spontanea. Sarà in grado la Ferrari, guidata dall’interista Mattia Binotto, di riscrivere la storia? Quanto siamo vicini (o lontani, dipende) dal momento del contro sorpasso? Mi piacerebbe rassicurare i quattro lettori con una risposta secca, ovviamente positiva, incoraggiante, confortante. Solo che la Formula Uno, nella sua astrusa complessità, da anni è un affare per scienziati. Gli ingegneri che lavorano su una monoposto da Gran Premio potrebbero benissimo occuparsi di missioni spaziali, per la competenza che possiedono. Quindi, non fidatevi di chi parla senza conoscere la materia. Che è complicatissima, appunto. Quello che posso dire, alla vigilia del debutto sull’asfalto australiano, attiene alla intensità dell’impegno Ferrari. Le risorse finanziarie ci sono: il budget di Maranello non ha nulla da invidiare a quello di Stoccarda e il presidente Elkann ha promesso di aggiungerne in caso di necessità. Le risorse umane, intese come conoscenze professionali, ci sono. E i piloti sembrano bene assortiti, tra classe di Vettel ed entusiasmo di Leclerc. Dopo di che, un mondiale di Formula Uno è come un puzzle. Devi inserire al posto giusto tutti i tasselli del mosaico. Non puoi permetterti errori, distrazioni, amnesie, conflitti interni. La Mercedes ai box è come la Juventus in serie A. Se la Ferrari somiglia all’Inter di Spalletti, grazie e arrivederci. In caso contrario, si può fare. Perché no?