Obiettivi

Innovazione, convenienza, sostenibilità

A fronte degli innumerevoli fattori di incertezza che l’emergenza sanitaria e le sue conseguenze economiche hanno generato, non mancano oggi opportunità da cogliere al volo, nate anche dalla volontà di rilanciare settori particolarmente colpiti dal Covid come l’edilizia e di fare spazio alla sostenibilità e al risparmio delle risorse energetiche a partire dalle nostre case. Per chi intende ristrutturare, le agevolazioni non sono mai state così numerose e interessanti. Fra le misure di cui si può beneficiare c’è anzitutto il superbonus 110%, prorogato dalla legge di Bilancio 2021 fino al 30 giugno 2022 ed ampliato a nuovi interventi e soggetti beneficiari. Sono poi disponibili il bonus facciate, l’ecobonus e il SismaBonus. Nel 2021, inoltre, è possibile fruire ancora del bonus ristrutturazioni al 50% per i lavori di manutenzione straordinaria, ristrutturazione edilizia in condominio o in edifici singoli, del bonus mobili, con un tetto di spesa più alto, e del bonus verde. Ci sono poi due nuove agevolazioni: il bonus idrico da 1.000 euro per le spese di sostituzione di sanitari, rubinetti e soffioni doccia e il credito d’imposta per l’acquisto dei sistemi di filtraggio dell’acqua potabile. Avere un quadro completo e chiaro delle opportunità previste rappresenta il primo step per compiere scelte importanti sugli interventi che potranno aumentare il valore, l’efficienza e il comfort degli immobili in cui viviamo e limitarne l’impatto ambientale nel lungo periodo: convenienza e sostenibilità perfettamente allineate!


Ristrutturazione edilizia, un incentivo del 50% con limite massimo di spesa di 96.000 euro

Agevolazione / Fino al 31 dicembre 2021 prevista la detrazione Irpef anche per quei contribuenti che acquistano fabbricati ad uso abitativo ristrutturati

È possibile detrarre dall’Irpef una parte dei costi sostenuti per ristrutturare le abitazioni e le parti comuni degli edifici residenziali situati nel territorio dello Stato. Più esattamente, per i lavori effettuati sulle singole unità abitative è possibile usufruire della detrazione al 50% delle spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2021 con un limite massimo di spesa di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare. L’agevolazione può essere richiesta per le spese sostenute nell’anno, secondo il criterio di cassa, e va suddivisa fra tutti i contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi.

› Chi può usufruire del bonus ristrutturazioni 50%?
Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche, residenti o meno in Italia. L’agevolazione spetta non soltanto ai proprietari delle abitazioni ma anche ai titolari di diritti reali o personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese. Si tratta di proprietari o nudi proprietari, titolari di un diritto reale di godimento, locatari o comodatari, soci di cooperative divise e indivise, imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce, soggetti indicati nell’articolo 5 del Tuir, che producono redditi in forma associata. In quest’ultima categoria rientrano società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari. Se sostengono le spese e sono intestatari di bonifici e fatture, hanno diritto alla detrazione anche il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento, il coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge, il componente dell’unione civile, il convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato.

› Come ripartire il bonus?
La detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo, nell’anno in cui è sostenute mite previsto per l’unità abitativa di cui la pertinenza è al servizio. Se gli interventi realizzati in ciascun anno consistono nella prosecuzione di lavori iniziati in anni precedenti, per determinare il limite massimo delle spese detraibili si deve tenere conto di quelle sostenute nei medesimi anni: si avrà diritto all’agevolazione solo se la spesa per la quale si è già fruito della relativa detrazione non ha superato il limite complessivo previsto. Ciascun contribuente ha diritto a detrarre annualmente la quota spettante nei limiti dell’Irpef per l’anno in questione.

› Per quali interventi è valido?
I lavori sulle singole unità immobiliari per i quali spetta il bonus ristrutturazioni al 50% sono quelli di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia. Gli interventi devono essere effettuati su immobili residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze. Non sono ammessi al beneficio fiscale delle detrazioni gli interventi di manutenzione ordinaria (solo per i lavori condominiali), a meno che non facciano parte di un intervento più vasto di ristrutturazione.


Facilitazione fiscale per i condomini
sulla quota millesimale di proprietà

Amministratore / Deve rilasciare un documento che comprova le spese

Per gli interventi effettuati sulle parti comuni degli edifici residenziali le detrazioni spettano a ogni singolo condomino in base alla quota millesimale di proprietà. Il beneficio compete con riferimento all’anno di effettuazione del bonifico da parte dell’amministrazione del condominio. In tale ipotesi, la detrazione spetta al singolo condomino nel limite della quota a lui imputabile, a condizione che quest’ultima sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi. L’amministratore rilascia una certificazione dalla quale risultano anche l’ammontare delle spese sostenute nell’anno di riferimento e la quota parte millesimale imputabile al condomino. Nel caso in cui la certificazione dell’amministratore del condominio indichi i dati relativi a un solo proprietario, mentre le spese per quel determinato alloggio sono state sostenute anche da altri, questi ultimi, se possiedono i requisiti per avere la detrazione, possono fruirne a condizione che attestino sul documento rilasciato dall’amministratore (comprovante il pagamento della quota relativa alle spese) il loro sostenimento e la percentuale di ripartizione. Questo vale anche quando la spesa è sostenuta dal familiare convivente, dal componente dell’unione civile o dal convivente more uxorio del proprietario dell’immobile, che possono portare in detrazione le spese sostenute per i lavori condominiali. Sul documento rilasciato dall’amministratore occorre indicare gli estremi anagrafici e l’attestazione dell’effettivo sostenimento delle spese. Per condominio minimo si intende un edificio composto da un numero non superiore a 8 condomini. Coloro che, non avendone l’obbligo, non hanno nominato un amministratore e non hanno un codice fiscale, possono beneficiare della detrazione per i lavori di ristrutturazione delle parti comuni.