Acquisto di un immobile ristrutturato:
è ammessa la cessione del credito?

Cosa dice la normativa / La detrazione del 50% è riconosciuta anche sul 25% del prezzo di acquisto

Chi acquista un immobile ristrutturato dall’impresa può chiedere o ottenere lo sconto in fattura o cedere il credito corrispondente alla detrazione? La risposta è affermativa e lo ha confermato l’Agenzia delle entrate. L’agevolazione fiscale del 50% viene riconosciuta anche sul 25% del prezzo di acquisto di un fabbricato a uso abitativo ristrutturato, purché il tetto di spesa sia inferiore a 96.000 euro. Come spiegato dalle Entrate, il contribuente deve effettuare l’acquisto entro 18 mesi dalla conclusione dei lavori sull’intero edificio ed eseguiti da imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare o da cooperative edilizie. La possibilità di optare per lo sconto in fattura o la cessione del credito per gli interventi agevolati con il Bonus Ristrutturazioni spetta quindi anche agli acquirenti degli immobili facenti parte di interi fabbricati oggetto di interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia realizzati dall’impresa. Per usufruire del bonus ristrutturazioni al 50% è necessario inviare prima dell’inizio dei lavori una comunicazione con raccomandata andata e ritorno all’Azienda sanitaria locale competente per territorio, tranne nei casi in cui le norme sulle condizioni di sicurezza nei cantieri non prevedano l’obbligo della notifica preliminare alla Asl. Occorre quindi pagare le spese detraibili tramite bonifico bancario o postale.
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Calcolo

Quale criterio fiscale viene adottato?

Ai fini dell’individuazione del periodo d’imposta in cui imputare le spese le persone fisiche e gli enti non commerciali devono fare riferimento al criterio di cassa e quindi alla data dell’effettivo pagamento, indipendentemente dalla data di avvio degli interventi cui i pagamenti si riferiscono. Ad esempio – come chiarito dall’Agenzia delle entrate in seguito all’approvazione del decreto Rilancio contenente il Superbonus – un intervento ammissibile iniziato a luglio 2019, con pagamenti effettuati nel 2019, nel 2020 e nel 2021, consente la fruizione del Superbonus solo con riferimento alle spese sostenute nel 2020 e 2021. Per le imprese individuali, le società e gli enti commerciali bisogna fare invece riferimento al criterio di competenza e quindi alle spese da imputare al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2020 o al 31 dicembre 2021, indipendentemente dalla data di pagamenti. Rientrano in questa categoria anche le imprese minori soggette a un regime “improntato alla cassa”.
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Disposizioni

Detrazione al 50% con il limite
di spesa massimo di 96mila €

Per le spese per interventi di ristrutturazione edilizia sostenute fino al 31 dicembre 2021 è in vigore la detrazione fiscale al 50% con limite massimo di spesa di 96.000 euro. Si tratta della facilitazione che viene rinnovata di anno in anno, 2021 incluso. L’agevolazione fiscale spetta nel caso di interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia che riguardano interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro 18 mesi dalla data di termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile. Al di là del valore degli interventi eseguiti, l’acquirente o l’assegnatario dell’immobile deve calcolare la detrazione su un importo forfettario, pari al 25% del prezzo di vendita o di assegnazione dell’abitazione. L’agevolazione va ripartita in 10 rate annuali di pari importo. Al di là della detrazione, i contribuenti possono scegliere la formula della cessione di un credito d’imposta di pari ammontare, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari. Ma anche il contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, fino a un importo massimo pari al corrispettivo stesso, anticipato dai fornitori che hanno effettuato gli interventi. Possono beneficiare della nuova agevolazione fiscale non solo i proprietari o i titolari di diritti reali sugli immobili sui quali si effettuano i lavori e che ne sostengono le spese, ma anche l’inquilino o il comodatario. Ha diritto alla detrazione anche chi esegue i lavori in proprio, ma solo per le spese di acquisto dei materiali utilizzati.
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