Rubinetti, docce e lavabi “virtuosi”:
più convenienti con il Bonus idrico

Credito / La normativa prevede un limite di spesa di 1.000 euro per i privati e di 5.000 per gli esercizi pubblici aperti al pubblico come i bar e i ristoranti

La Finanziaria per l’anno in corso ha messo in conto un ampio ventaglio di incentivi che hanno un duplice scopo: da un lato sostenere l’economia, dall’altro spingere verso una riconversione “green” e verso un efficientamento delle nostre case. Accanto alla riconferma del bonus ristrutturazioni, non stupisce dunque che vengano previste anche misure specifiche per ridurre i consumi idrici domestici, limitando gli sprechi.

› Che cos’è il bonus idrico?
Il bonus offre una detrazione del 50% sulle spese sostenute per sostituire vasi sanitari, rubinetti e soffioni docce. Gli interventi dovranno consistere nell’installazione di strumenti in grado di limitare ed efficientare i consumi idrici, per esempio quelli con limitazione del flusso d’acqua. Il bonus arriva a un tetto massimo di spesa di 1.000 euro per le utenze domestiche e 5.000 euro per quelle commerciali: il valore della detrazione sarà dunque uguale rispettivamente a 500 e 2500 euro.


Ecco come richiedere la detrazione

La misura / Si attende il decreto attuativo con le procedure da seguire

La Legge di Bilancio ha messo in conto una somma ingente per sostenere il bonus idrico, tuttavia al momento non ci sono ancora informazioni definitive sulle modalità per fare richiesta e le procedure da seguire. Si attende infatti il decreto attuativo della misura, che come da procedura deve essere prodotto entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge: poiché questa è attiva dal 1° gennaio, la scadenza è fissata più o meno alla fine di questo mese.

› Cosa si sa finora?
Da quanto trapela sin qui, non ci dovrebbero essere sostanziali differenze rispetto agli iter già previsti per i bonus ristrutturazione già operativi. Stanziamenti concessi dunque in forma di detrazione fiscale sulle spese sostenute, da documentare opportunamente, che vengono inoltre escluse dal calcolo del reddito imponibile del beneficiario. Beneficiario che deve essere, nel caso di un privato, residente in Italia, mentre nel caso di un’azienda con residenza fiscale nel nostro Paese.

› Ci sono limiti di tempo?
Il bonus idrico potrà essere applicato su tutti i lavori sostenuti o almeno iniziati entro il 31 dicembre dell’anno in corso. C’è tempo in abbondanza dunque per accedere allo stanziamento, ma va anche ricordato che, almeno per ora, i fondi stanziati ammontano a circa 20 milioni di euro e che gli incentivi verranno concessi fino a esaurimento di questa somma. Meglio non perdere troppo tempo, allora.


Interventi

Quali i lavori da eseguire

Nel testo della Legge di Bilancio si fa riferimento a tre tipologie di intervento ammesse al bonus. Si tratta in effetti dei lavori cruciali per migliorare e meglio controllare i consumi domestici in fatto di acqua corrente:
 l’acquisto e la posa di vasi sanitari con volumi di scarico massimi di 6 litri; possono essere ammortizzate anche le spese per la sostituzione e l’adeguamento di opere murarie e idrauliche collegate;
 l’acquisto e la sistemazione di rubinetti e miscelatori di portata massima pari a 6 litri al minuto, in special modo se completi di sistemi per il controllo del flusso d’acqua;
l’acquisto e l’installazione di soffioni e colonne doccia, anche in questo caso ammettendo a incentivo anche le spese di adeguamento o sostituzione di preesistenti opere idrauliche o murarie.