Un requisito fondamentale:
la conformità urbanistica

Documenti / Per fruire del bonus, è necessario controllare lo stato di fatto dell’immobile

Tra le varie documentazioni tecniche necessarie ad avviare correttamente l’intervento di ristrutturazione, ce n’è una piuttosto delicata ma fondamentale da produrre, ed è la certificazione di conformità edilizia e urbanistica dell’immobile destinatario dell’intervento.
Il documento va a verificare la corrispondenza tra le condizioni attuali dell’edificio, quello che si chiama lo stato di fatto, e il titolo edilizio con il quale è stato invece classificato e registrato in Comune. Il documento, in sostanza, serva ad accertare l’assenza di irregolarità e abusi edilizi, per esempio lavori di ampliamento o modifica sostanziale non notificati, situazioni che sicuramente limitano l’accesso al Superbonus. Interventi minimi, infatti, possono essere sanati senza grandi problemi, mentre la presenza di veri e propri abusi edilizi o una situazione catastale poco chiara possono impedire del tutto l’accesso ai finanziamenti. È bene quindi verificare per tempo i documenti relativi al proprio immobile recuperando in Comune tutte le carte relative ai titoli abitativi ottenuti in passato. Solo così si riusciranno a rilevare in tempo eventuali difformità, nel caso provvedendo a regolarizzare la situazione. Un lavoro che può meglio essere eseguito con la consulenza di un tecnico.


Difformità

Cosa fare in caso di irregolarità
Soglie di tolleranza ammesse

In fase di verifica, esiste una sorta di soglia di tolleranza per le difformità riscontrate tra il titolo edilizio registrato e lo stato di fatto attuale. È ammesso infatti uno scostamento fino al 2% dai parametri fissati nel titolo edilizio dell’edificio per cubature, altezze, superfici coperte eccetera. Oltre questa soglia, la difformità viene considerata una vera e propria irregolarità che andrà sanata quanto prima, se si vuole ottenere la certificazione di conformità e quindi accedere agli incentivi del Superbonus.


Il via libera viene sancito
dal visto di conformità

Certificati / Un sigillo conclusivo alla fase di verifica dei requisiti

Da non confondere con il certificato di conformità urbanistica di cui si parla a fianco, il visto di conformità è una sorta di punto d’arrivo della fase di preparazione della ristrutturazione. In particolare, è necessario nel caso in cui si intenda incamerare il Superbonus con il sistema dello sconto in fattura o della cessione del credito. In questa eventualità, allora, un apposito soggetto certificatore, per esempio un consulente del lavoro o un dottore commercialista, andrà a controllare la correttezza della documentazione prodotta.
Il visto di conformità si applica quindi al termine di un processo istruttorio che verifica la corrispondenza ai requisiti definiti dal DL Rilancio: quelli relativi al soggetto richiedente, alla tipologia di immobile (che non deve essere un bene strumentale), all’intervento di ristrutturazione da eseguire (verificando l’effettivo miglioramento conseguito), alle spese previste e alle asseverazioni prodotte (relative per esempio alle modalità di esecuzione dei lavori). Al termine di questa verifica il soggetto certificatore andrà così a produrre il visto di conformità con una dichiarazione conclusiva, che verrà generalmente trasmessa per via telematica all’Agenzia delle Entrate.