Distinzione fra i lavori trainati, quelli accessori e quelli cumulabili con il bonus al 110 per cento

Focus / Alcuni lavori di miglioramento dell’efficienza energetica domestica, coperti dall’ecobonus, sono adesso ammessi al finanziamento al 110 per cento

Tra le regole fissate dal DL Rilancio per l’accesso al Superbonus c’è la distinzione tra lavori trainanti e trainati, dove i primi sono il focus primario dell’opera di incentivazione, mentre i secondi possono essere ammortizzati dal Superbonus qualora siano compresi nello stesso intervento di ristrutturazione. Si parla in questo caso di quelle operazioni di miglioramento dell’efficienza energetica di un’unità abitativa finora incentivate con la misura dell’Ecobonus: installazione di pannelli fotovoltaici, dei relativi impianti di accumulazione oppure installazione di centraline per la ricarica di veicoli elettrici. In casi come questi, il DL Rilancio aumenta la portata dell’incentivo statale: se l’Ecobonus “ordinario” arriva all’85%, si arriva così a quel 110% previsto dal Superbonus. Per approfittare di questa opportunità, lo ricordiamo, occorre che i lavori vengano realizzati assieme a quelli considerati trainanti ai fini del Superbonus, e che quindi vengano eseguiti nella stessa finestra temporale dell’intervento principale di ristrutturazione. Per gli interventi eseguiti al di fuori di tale arco temporale e quelli incentivabili grazie ad altre misure statali, è comunque prevista una cumulabilità tra le diverse forme di incentivo. In questi casi i diversi interventi andranno però notificati e contabilizzati in maniera indipendente l’uno dall’altro. Per i lavori trainati si può infine accedere al Superbonus indipendentemente dall’esecuzione di altri interventi qualora ci siano precisi vincoli all’esecuzione di questi ultimi in ragione delle condizioni dell’immobile, per esempio se questo è protetto da specifico vincolo urbanistico o ambientale.


Il caso dell’installazione di pannelli fotovoltaici

Bonus / Anche per gli impianti a energia solare sono previsti dei precisi vincoli

Prendiamo un caso particolare di intervento cosiddetto accessorio e vediamo cosa dice in proposito la guida che l’Agenzia delle Entrate ha realizzato per il Superbonus.
Il caso è quello dell’installazione di pannelli fotovoltaici, un lavoro che può essere ammesso a finanziamento se eseguito in concomitanza con interventi trainanti o laddove questo non sia possibile per vincoli dell’edificio. Per fruire del Superbonus, allora, occorre presentare la relativa documentazione tecnica, e quindi dimostrare che in conseguenza dell’intervento si otterrà un guadagno di almeno due classi energetiche. Il lavoro andrà eseguito nella stessa finestra temporale dell’intervento principale e comunque avviato entro il 31 dicembre 2021, e sarà subordinato alla presentazione di tutte le asseverazioni tecniche previste dal caso. Importante notare come un requisito essenziale per gli interventi legati al fotovoltaico è la connessione dei nuovi impianti al circuito energetico generale. In particolare, per essere ammessi a finanziamento bisogna esplicitamente dare il consenso alla cessione al Gestore del Servizio Elettrico della quota di energia in eccesso prodotta.
Quella, per intendersi, non auto-consumata o condivisa nella comunità energetica di cui si fa parte. Le modalità e i parametri di questa cessione sono fissati dal decreto legislativo 387/2003, in particolare dall’articolo 13 e 42-bis. Questo requisito è estremamente importante perché indirizza gli interventi di efficientamento verso quell’economia circolare che permette ai privati di diventare prosumer, ovvero allo stesso tempo consumatori e produttori di energia, in un circolo virtuoso di utilizzo energetico che potrebbe effettivamente ridurre di molto gli sprechi energetici.
Il massimale di spesa ammissibile a finanziamento relativamente ai pannelli fotovoltaici è di 48.000 euro, e non sarà comunque superiore a una spesa di 2.400 euro per Kilowattora di potenza nominale dell’impianto, calcolati su ogni singola unità immobiliare.