La cessione del credito a terzi: un’opportunità decisamente allettante

Finanziamenti / Uno strumento per ammortizzare nel minor tempo possibile gli investimenti effettuati

Con l’eliminazione, in base al DL Rilancio, di qualsiasi limitazione alla cessione dell’incentivo statale a terzi, si è aperto un vero e proprio mercato della cessione del credito. Questa opzione è in effetti realmente valida per ammortizzare in minor tempo le spese, che verrebbero altrimenti detratte sulle imposte da pagare per i successivi 5 anni. Altro evidente vantaggio è quello della cessione per ottenere liquidità immediata e o un prestito ponte. Ciò vale in particolar modo per chi non dispone delle somme necessarie ad anticipare interamente i costi dei lavori. La cessione a terzi vale nei confronti della ditta appaltante, degli istituti di credito o banche e di altri intermediari finanziari, per esempio un’agenzia assicurativa. Per quanto riguarda più specificamente le banche, diversi istituti si sono attivati proponendo soluzioni di acquisto del credito che possono includere o meno un finanziamento specifico. Il sistema risulta indubbiamente vantaggioso per entrambe le parti contraenti: il privato ottiene la copertura pressoché totale delle spese di ristrutturazione, l’istituto di credito ottiene una commissione sull’operazione. Le tariffe praticate variano a seconda dell’istituto di credito coinvolto, ma in genere consentono di ottenere una quota variabile tra il 100% e il 105% rispetto al 110% originale. La scelta di avvalersi di questa opzione andrà comunque comunicata all’Agenzia delle Entrate in fase di presentazione della domanda di fruizione del Superbonus.


Proposte

Alcune delle principali offerte
di acquisto degli istituti bancari

Praticamente tutti i maggiori gruppi bancari hanno messo a punto delle offerte ad hoc per acquistare il credito d’imposta relativo al Superbonus. Le differenze principali tra le proposte riguardano l’entità della copertura finanziaria e le opzioni di agevolazione accessorie. Unicredit per esempio permette al beneficiario di riscattare 102 € ogni 110 € di credito che le cede. A questa offerta è collegata l’apertura di un conto corrente dedicato e la concessione di anticipi per contratti e fatture, per un periodo di 18 mesi e senza costi fissi fino a un massimo di 30 operazioni. Intesa San Paolo propone invece due opzioni, una di semplice acquisto del credito maturato e l’altra che a ciò aggiunge un finanziamento in corso d’opera (subordinato alla presentazione di una certificazione SAL, relativa allo stato di avanzamento dei lavori). Anche in questo caso l’accordo è di 102 € per 110 € di credito maturati: ciò per le opere direttamente coperte dal Superbonus, mentre quote inferiori vengono accordate per interventi agevolati con altre misure. Banca Carige applica una tariffa lievemente più conveniente per l’acquisto del credito, che arriva a 102,5 € ogni 110 € acquistati, e offre un finanziamento ad hoc con apertura di conto corrente dedicato per anticipare le spese. Particolarmente vantaggiosa infine l’opzione di acquisto praticata dal gruppo Fineco, che arriva a proporre 105€ ogni 110€ acquistati. Anche in questo caso, c’è la possibilità di ottenere un finanziamento ponte, che avrà tassi TAN e TAEG al 2,5%. Come si vede, le opzioni a disposizione sono diverse, e tutti i maggiori istituti di credito ne hanno una. Il consiglio, quindi, è di verificare con la propria banca o richiedere informazioni direttamente al singolo istituto per verificare condizioni e requisiti.


Rimborsi

Quando e come viene effettuato il riscatto

Per incamerare subito il credito maturato con il Superbonus è necessario presentare alle banche almeno una SAL, dichiarazione di avanzamento dei lavori, che certifichi il completamento di un minimo del 30% dell’opera. Ciascun istituto coinvolto può del resto applicare delle condizioni aggiuntive per il riscatto del credito.
In ogni caso, le procedure vengono regolate di concerto con l’Agenzia delle Entrate e per via telematica sull’apposito portale.
Il soggetto che attua l’intervento di ristrutturazione comunica telematicamente che intende avvalersi di questa opzione dalla sezione dedicata della sua scrivania online. A questo punto i dati relativi ai crediti ceduti sono gestiti attraverso la piattaforma cessione crediti, per conseguente accettazione da parte dell’istituto coinvolto. L’opzione di riscatto può anche essere effettuata unicamente alla conclusione dei lavori, e anche in questo caso è subordinata alla presentazione di apposita documentazione che certifichi la conclusione dei lavori.