APE: un modello agevolato di certificazione
da presentare per ottenere gli incentivi

Il documento / L’Attestato di Prestazione energetica per la richiesta del Superbonus presenta alcune importanti differenze rispetto a quello standard

L’Attestato di Prestazione Energetica (APE) è, ai fini del Superbonus, sicuramente l’elemento centrale nella valutazione dell’intervento di ristrutturazione. Uno dei requisiti fondamentali per accedere agli incentivi, così come fissato nel DL Rilancio, è infatti che l’esecuzione di tale intervento determini una progressione di almeno due classi di efficienza energetica dell’edificio. È per questo motivo, anche, che viene richiesto di presentare un APE inziale, prima di avviare i lavori, e una finale, alla conclusione degli stessi. L’APE legata al Superbonus presenta alcune differenze rispetto a quella standard, che solitamente viene prodotta nei casi di compravendita o locazione di immobili. Quella legata alla nuova misura è un’APE convenzionale, una documentazione che ha validità solo per la richiesta del Superbonus e non può quindi essere utilizzata per altri scopi. Nel caso di interventi riguardanti un intero condominio, per esempio il rifacimento delle facciate esterne a scopo di isolamento termico, l’APE convenzionale riguarderà inoltre l’edificio nel suo complesso e non i singoli appartamenti, mentre resterà legata alla specifica unità immobiliare se questa può essere definita come funzionalmente indipendente.
Le valutazioni relative alla classe APE vengono effettuate da un apposito soggetto certificatore, che quindi provvede a stilare la documentazione corrispondente.
Tale documentazione va poi inviata assieme alle altre asseverazioni all’ENEA, utilizzando l’apposito portale dell’Agenzia (detrazionifiscali.enea.it). La gestione di queste pratiche è normalmente competenza della ditta che esegue i lavori, in particolare del tecnico che li progetta o che li dirige.


Come si calcolano le classi di efficienza energetica

I parametri / Qual è la scala di efficienza e come compiere il “salto” di qualità

Il sistema dell’APE valuta le condizioni di un immobile quanto a consumi ed efficienza in base a una scala di dieci valori, che ha il livello più basso in G e quello più alto in A4: la classe A è suddivisa in 4 ulteriori livelli, A1, A2, A3 e appunto A4. Per i nuovi edifici, il livello minimo di efficienza energetica deve essere almeno di classe B.
Concorrono alla formazione del valore finale di efficienza energetica, tra gli altri dati, quelli relativi alle emissioni di anidride carbonica e di energia esportata, i valori dei consumi prodotti dagli impianti di riscaldamento in inverno o climatizzazione in estate, le misurazioni della prestazione energetica globale dell’edificio e quelle delle sue componenti (si valuta per esempio il livello di efficienza dell’involucro abitativo).
Per ciascuno di questi aspetti si arriva a misurazioni oggettive di parametri chiave, che quindi vengono confrontati con i corrispondenti parametri delle varie classi APE.
Interventi ad alto impatto energetico, per esempio l’isolamento termico dell’involucro dell’edificio, consentono una progressione significativa nella scala di misurazione APE, e permettono quindi quel determinante salto di due classi indicato come precondizione per l’accesso al Superbonus.

Va ricordato del resto che tale requisito non si applica agli edifici più performanti: se per esempio si vuole eseguire un ulteriore intervento migliorativo su un edificio già valutato come di classe A, per esempio A1, si può usufruire del Superbonus anche se i lavori producono un miglioramento di una sola classe, quindi da A1 ad A2. La logica è, del resto, quella di ammodernare e migliorare la qualità degli edifici più “stagionati”, dove una ristrutturazione mirata può davvero fare la differenza quanto a consumi energetici.
Le certificazioni APE vengono redatte avvalendosi di specifici software di misurazione dei vari parametri, che calcolano in automatico la classe di appartenenza dell’unità esaminata. Nel caso della ristrutturazione, si eseguirà con questo metodo una stima iniziale del livello di efficientamento previsto, che andrà poi confermata dall’attestazione di fine lavori.