I sistemi di accumulo: altra “voce”
che usufruisce del maxi incentivo

Cosa sono / Batterie che permettono di ottimizzare produzione e consumi elettrici, utilizzando al meglio l’energia prodotta da un impianto fotovoltaico

È diventato sempre più importante per i consumatori produrre energia da fonti rinnovabili e riuscire ad accumularla per utilizzarla nelle ore di minor irraggiamento solare. Per questo, esistono gli accumulatori, detti anche sistemi di accumulo o sistemi di storage: vere e proprie batterie che permettono di ottimizzare produzione e consumi elettrici, utilizzando al meglio l’energia prodotta da un impianto fotovoltaico.
Anche i sistemi di accumulo possono rientrare nell’agevolazione del Superbonus 110%. Secondo le condizioni previste, non è necessario che gli accumulatori vengano installati contestualmente, l’installazione può essere fatta anche dopo; il limite di spesa è stato fissato a 1.000 euro per ogni kilowattora di capacità.
Il Decreto Rilancio ha anche introdotto la cessione del credito e lo sconto in fattura anche per gli interventi singoli di installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo che beneficiano della detrazione 50%, nonché, abbinati agli interventi trainanti, della super detrazione 110%.


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Da sapere / Le condizioni da rispettare perchè il Superbonus possa essere applicato

Con l’approvazione del Decreto Rilancio, il Superbonus del 110% è applicabile anche al fotovoltaico e ai sistemi di accumulo con, però, alcune condizioni da rispettare. Prima di tutto, l’acquisto del fotovoltaico e del sistema di accumulo deve essere combinato con almeno uno dei cosiddetti interventi trainanti (ovvero, interventi legati all’isolamento termico delle superfici opache per oltre il 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio, il cosiddetto cappotto; alla sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti termici centralizzati ad alta efficienza energetica come previsto dal decreto, ed infine interventi legati al sisma-bonus). Secondariamente, l’impianto deve essere collegato alla rete elettrica. Ciò significa che gli impianti fotovoltaici ad isola sono esclusi dal Superbonus. Secondo il testo definitivo, poi, si può beneficiare del Superbonus al 110 per cento sul fotovoltaico anche se lo si installa su una seconda casa (vale però la regola generale per cui sono escluse dalle agevolazioni fiscali i lavori eseguiti su abitazioni “di lusso”, quali ville, castelli, palazzi di pregio, case signorili). Inoltre, si potrà accedere al Superbonus se nel complesso si migliorerà l’efficientamento energetico dell’edificio di almeno due classi energetiche. Questo andrà dimostrato tramite A.P.E. (attestato di prestazione energetica), prima e dopo gli interventi, nella forma di dichiarazione asseverata rilasciata da un tecnico abilitato.


Focus

Limiti di spesa sugli interventi

L’impianto fotovoltaico deve essere acquistato contestualmente agli altri interventi principali (cosiddetti “trainanti”) e non deve superare la spesa massima di 2.400 euro per ogni kW. Nel caso invece di demolizione e ricostruzione dell’edificio la soglia è di 1600 euro al kW. Nel complesso, la spesa massima ammissibile non può superare 48.000 euro. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la spesa massima ammissibile sull’impianto fotovoltaico si somma in egual misura con quella del sistema di accumulo. Questo significa che nel caso di installazione di fotovoltaico e con contestuale o successiva installazione dell’accumulo si arriva a un limite di 96 mila euro (48 per il fotovoltaico + 48 per il sistema di accumulo). Il Superbonus fotovoltaico non è compatibile con nessun’altra agevolazione.