L’importanza di sanificare
gli impianti esistenti

Igienizzazione / Disponibile il protocollo per ridurre il rischio del contagio

Già all’indomani dei primi casi di Covid-19, l’Aicarr, l’Associazione italiana condizionamento dell’aria riscaldamento e refrigerazione, aveva elaborato e diffuso il protocollo per la riduzione del rischio di diffusione del contagio mediante gli impianti di climatizzazione e ventilazione.
Partendo dal principio che la migliore azione sia il rinnovamento il più possibile degli ambienti interni con aria esterna e dal fatto che gli impianti di ventilazione e climatizzazione possono assolvere questa funzione in modo efficace, il sodalizio suggerisce alcune operazioni. Sono 4 gli interventi consigliati, a iniziare dall’aumento della portata d’aria e della forzatura delle serrande in sola aria esterna.
Quindi suggerisce ai tecnici del settore incaricati di operare sugli impianti esistenti di disattivare il recuperatore di calore e di configurare il mantenimento del setpoint umidità relativa al di sopra del 40%. E infine di favorire il funzionamento in continuo dell’immissione di aria esterna.


Manutenzione

L’importanza dei filtri aria

Come suggerito dall’Aicarr, i filtri assoluti devono essere inseriti a regola d’arte per evitare perdite di aria contaminata e occorre effettuare la verifica sui terminali dell’impianto di condizionamento per controllare l’efficienza della filtrazione, comprese la tenuta dei filtri e la sigillatura del telaio ai canali e dalle bocchette in modo tale da non consentire passaggi d’aria all’esterno.


Credito d’imposta per la sanificazione

Spesa / Prevista la copertura fino a un limite massimo di 60.000 euro

Il decreto Rilancio riconosce nella misura del 60% delle spese sostenute nel 2020, fino a un limite massimo di 60.000 euro per ciascun beneficiario, per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale atti a garantire la salute di lavoratori e utenti. Destinatari della nuova misura che prende il posto dei provvedimenti adottati con il decreto Cura Italia e il successivo decreto Liquidità, sono imprese, lavoratori autonomi ed enti non commerciali, compresi enti del terzo settore ed enti religiosi civilmente riconosciuti. Il credito d’imposta è utilizzabile in dichiarazione ovvero senza limiti di importo, in compensazione in F24. Dal punto di vista fiscale, non concorre alla formazione del reddito ai fini delle Imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini Irap, l’Imposta regionale sulle attività produttive.