Mobili e ristrutturazioni: per accedere
agli incentivi si ‘viaggia’ solo in coppia

Interventi / Se relativi a più unità abitative, il bonus è suddiviso in quote per ciascun nucleo interessato

Come già sottolineato, le detrazioni sull’acquisto di nuovi mobili e (grandi) elettrodomestici vengono concesse solo se relative a case su cui siano state avviate delle ristrutturazioni. Ma vediamo meglio di che interventi si parla.

› Quali sono gli interventi di ristrutturazione?
Più in dettaglio, gli interventi per i quali è possibile accedere contestualmente al bonus mobili sono quelli di manutenzione straordinaria, restauro o ristrutturazione eseguita tanto su singoli appartamenti quanto su parti comuni di edifici residenziali o fabbricati, oltre che sui lavori di ripristino di immobili danneggiati in seguito a eventi calamitosi. Per quanto riguarda gli interventi eseguiti su parti condominiali, per esempio su lavatoi o guardiole del portiere, i mobili devono essere specificamente destinati all’arredo delle stesse. Esempi di lavori di ristrutturazione sono quindi il rifacimento di scale o rampe, la sostituzione della caldaia e altri interventi migliorativi degli impianti dell’edificio. Nei casi in cui questi interventi riguardino più unità abitative, il bonus complessivo viene suddiviso in quote per ciascun nucleo interessato.
Fuori dal raggio d’azione del bonus mobili restano gli interventi di manutenzione ordinaria, come ad esempio la ritinteggiatura di ambienti interni di un singolo appartamento, oltre che quelli destinati a scopi specifici, per esempio la realizzazione di box auto o simili.


Documenti

Come certificare la congruità di spese ed importi sostenuti

L’iter per accedere al bonus mobili è piuttosto lineare: è importante però certificare con esattezza gli importi e la congruità delle spese sostenute rispetto a quanto previsto dalla normativa. Fondamentale allora conservare tutta la documentazione relativa all’acquisto di mobili ed elettrodomestici, oltre che alle eventuali spese sostenute per l’esecuzione di lavori accessori (trasporto, montaggio o interventi di adeguamento).
Fatture e note spese vanno dunque conservate con cura e allegate alla documentazione da presentare in detrazione. Accanto a queste naturalmente vanno presentate le ricevute dei versamenti effettuati. Da questo punto di vista il bonus viene concesso solo per spese coperte da pagamenti eseguiti mediante bonifico o carta di credito (o debito): non ammessi a bonus invece i pagamenti eseguiti con assegno bancario o con altro mezzo e, naturalmente, quelli effettuati in contanti. Ammissibili a detrazione gli importi versati in forma di finanziamento rateale: in questo caso sarà bene accertarsi che la società finanziaria paghi secondo le modalità sopra indicate, e andranno presentate le relative ricevute di pagamento.
Anche per i pagamenti andrà dimostrato che questi siano coerenti con i criteri del bonus, e che quindi siano stati effettuati dopo la data certificata di avvio del corrispondente intervento di ristrutturazione: ciò vuol dire che, per accedere al bonus nel 2021, i pagamenti dovranno essere relativi a spese sostenute dopo il 1° gennaio 2020.
In sintesi, dunque, non serve molto per certificare l’idoneità a ricevere il bonus: andranno presentate le relative fatture e note di spesa, oltre alle ricevute di tutti i pagamenti effettuati.


Focus

Il tetto di spesa da considerare

Poiché c’è stato un sostanziale adeguamento al rialzo dei tetti di spesa tra l’anno in corso e quello precedente, si potrebbe creare qualche confusione. Il consiglio è sempre quello di riferirsi alla guida dell’Agenzia delle Entrate già citata in precedenza, dove si trova anche un’utile sezione FAQ.

› A quale importo massimo di spesa devo fare riferimento?
Nel 2020 il tetto massimo di spesa era di 10.000 euro mentre da quest’anno è stato portato a 16.000 euro. Come ci si comporta allora per acquisti sostenuti magari quest’anno ma relativi a un lavoro di ristrutturazione avviato l’anno passato? L’Agenzia informa che in questi casi il limite massimo da considerare è quello di 16.000 euro, al netto naturalmente di eventuali importi già portati in detrazione sullo stesso intervento nel 2020. Rimane il tetto dei 10.000 euro per le spese sostenute nel 2020 e combinate a ristrutturazioni iniziate dopo il 1° gennaio del 2019.