Due alternative alla detrazione fiscale:
cessione del credito o sconto in fattura

L’agevolazione / Può essere ottenuta sotto forma di sconto sul corrispettivo, anticipato dai fornitori di beni e servizi che hanno effettuato gli interventi

La Legge di Bilancio 2021 ha rinnovato e stanziato nuovi fondi per molte misure di incentivo alla ristrutturazione e riqualificazione dell’edilizia abitativa. Bonus facciate, ecobonus, super ecobonus e altri interventi che spingono alla ristrutturazione e sistemazione di strutture ed elementi accessori delle nostre case, possibilmente in direzione di una riduzione degli sprechi energetici e di un concetto più ecosostenibile di sviluppo edilizio. I bonus stanziano somme importanti arrivando a coprire per intero le spese sostenute con il sistema della detrazione sull’imponibile. Per chi pensa però che questa formula sia un sistema troppo dilatato di recupero dell’investimento effettuato, ci sono altre modalità che consentono un ristoro più rapido e in molti casi conveniente. In sintesi, il credito accumulato nei confronti dello Stato, da recuperare con la misura del bonus, può essere ceduto a terzi. Soggetti come la ditta appaltante i lavori, che può così applicare uno sconto in fattura corrispondente a questo importo. Oppure istituti di credito, che possono restituirli nella forma di un finanziamento immediato delle spese da sostenere.


Da valutare la disponibilità
degli intermediari abilitati

Fiscalità / Vediamo nel dettaglio i tre modi per fruire dell’agevolazione

Il sistema della cessione del credito, alla ditta appaltante o a terzi, è valido su molti interventi di edilizia abitativa.
In particolare, si applica a:
• gli interventi di riqualificazione energetica (ecobonus, sismabonus, bonus fotovoltaico);
• interventi di ristrutturazione (bonus facciate e ristrutturazioni).
In questi casi, l’alternativa al far valere il credito di imposta è quella di richiedere lo sconto in fattura o cedere il credito a un istituto terzo. Nel primo caso occorre verificare che la ditta appaltante accetti di incamerare il bonus, che riscuoterà in seguito come detrazione, applicando uno sconto corrispondente in fattura.
Uno sconto che, va ricordato, per chi ha diritto alle misure come il super ecobonus al 110% copre per intero le spese dei lavori.

La seconda opzione è invece rappresentata della cessione del credito a terzi, tipicamente il proprio istituto bancario o un altro istituto di credito. Da verificare sono in questo caso le condizioni praticate dai singoli istituti, che possono differire per l’entità della copertura e per le eventuali condizioni accessorie. Per il super ecobonus, ad esempio, alcuni istituti permettono di riscattare 105 euro ogni 110 euro di credito accumulati, altri offrono prestiti ponte oppure la copertura immediata delle spese di lavorazione.
Le due opzioni, cessione del credito o sconto in fattura, vanno dunque valutate in primo luogo verificando le disponibilità dei propri intermediari diretti nell’esecuzione dei lavori, quindi ditta appaltante e istituto di credito.


Cessione del credito

Procedura telematica

Per chi vuole esercitare l’opzione della cessione del credito, il consiglio è di consultare il portale dell’Agenzia delle Entrate: qui infatti troverà tutte le informazioni ufficiali e i dettagli sulla misura, e da qui dovrà poi fare le relative comunicazioni. Per avvalersi della cessione del credito, infatti, occorre informare l’Agenzia delle Entrate con una procedura da svolgersi telematicamente. Ci si dovrà collegare al portale dell’Agenzia (all’indirizzo internet www.agenziaentrate.gov.it) con il proprio SPID alla mano per poi accedere all’area personale. Da qui, poi, si dovrà selezionare la voce “Servizi” e quindi seguire le istruzioni per compilare moduli e attestazioni necessarie. Una procedura per la quale si può anche richiedere l’assistenza di un CAF o direttamente del proprio commercialista.