I valori di riferimento

Digital Paper: Salute e benessere

Leggere gli esami del sangue: esiti comprensibili anche senza l’intervento del medico

Capire i valori è più facile di quanto sembra

Avete appena ritirato le analisi del sangue e si palesa davanti a voi un foglio pieno di sigle e numeri. Se però, a prima vista, può sembrarvi incomprensibile, in realtà poi non è così difficile ricavare il proprio stato di salute prima ancora di incontrare il medico curante. Sulla prima colonna, solitamente intitolata “Esame”, vengono indicati che tipo di test sono stati fatti e consentirà di capire quali risultati si deve cercare. è poi essenziale capire l’abbreviazione del componente (Ca=Calcio, Potassio=Mg e così via). Nella colonna “Risultati”, invece, si trovano numeri a volte con i decimali. Questi numeri indicano l’esito di ogni esame e vanno comparati con la colonna chiamata “Valori di riferimento” che indica qual è il range di normalità per ogni esame. è poi opportuno verificare la presenza di asterischi in quanto i laboratori evidenziano i valori anomali con questo simbolo. Infine, si deve guardare l’ultima colonna, intitolata “Note”. A volte il laboratorio di analisi aggiunge dei commenti, dando indicazioni sui significati dei vari termini nella prima colonna.


IPERTIROIDISMO

Sintomi e diagnosi per individuare la patologia

è sufficiente una normale visita medica per accertare se si è in presenza di ipertiroidismo. Se, infatti, si rileva un ingrandimento della tiroide, con battito cardiaco accelerato e, a ulteriore conferma, una pelle molto calda, sottile ed umida, si è in presenza della patologia. Appurato questo, per una diagnosi più circostanziata sarà necessario sottoporsi ad analisi del sangue per misurare la quantità di ormoni tiroidei: tiroxina (T4), triiodotironina (T3) e ormone tireostimolante (TSH). Un alto livello di T4 e T3 nel sangue, associato ad un basso livello di TSH, è segno inequivocabile di ipertiroidismo.


Screening periodici sempre consigliati

Tutti, almeno una volta all’anno, dovrebbero fare le analisi di routine del sangue e delle urine. Un controllo periodico, infatti, è raccomandato per accertare se c’è una buona funzionalità epatica e renale ed eventuali alterazioni metaboliche come iperuricemia, ittero, diabete, dislipidemie congenite. Quali sono nello specifico gli esami da fare? L’emocromo completo comprende la conta delle cellule ematiche, mentre la sideremia evidenzia la quantità di ferro, elemento fondamentale per tanti processi che avvengono nel nostro organismo; la transferrinemia, invece, è utile per valutare la presenza di transferrina che lega in maniera reversibile il ferro e lo trasporta alle cellule e la ferritinemia valuta la presenza di ferritina. Utile anche controllare i livelli di vitamina B12, poiché la sua carenza provoca l’anemia perniciosa e l’alterazione delle funzioni neurologiche, e dell’omocisteina, un aminoacido importante per il metabolismo della cisteina e della metionina.

2018-09-18T18:46:02+00:00Argomento: DONNA|Speciale |