Il diabete si combatte (anche) a tavola
Gli obiettivi di una dieta equilibrata

Fondamentale, insieme ai farmaci, è la dietoterapia

Il diabete è una malattia di grande rilievo sociale ed esercita un notevole impatto socio-economico sul Sistema Sanitario Nazionale per l’entità della sua diffusione e la gravità delle sue complicanze. Una malattia che è, per altro, in continua crescita: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità i diabetici nel mondo, oggi più di 346 milioni, sono destinati a raddoppiare entro il 2030. Se il primo trattamento è farmacologico (insulina) per alcuni (con diabete di tipo 1), ma per la maggior parte di quelli con diabete di tipo 2, una alimentazione ben bilanciata, con l’apporto di tutti i nutrienti, è terapeutica e contribuisce a mantenere sotto controllo il livello di zucchero nel sangue. La dieta ideale per il diabete non è affatto complessa o restrittiva, ha solo quattro obiettivi: controllo glicemico, raggiungimento e mantenimento del peso corporeo, prevenzione e trattamento dei principali fattori di rischio cardiovascolare, mantenimento di uno stato di benessere non solo fisico ma anche psichico. Deve essere attentamente valutata l’assunzione degli zuccheri semplici ad assorbimento rapido (glucosio e saccarosio) dando la preferenza agli zuccheri complessi ad assorbimento lento (amido). La quota complessiva giornaliera di carboidrati non dovrà superare il 50-55% delle calorie totali, purché almeno l’80% di essa sia costituita da amido ed il restante 20% da zuccheri non insulinodipendenti e fibre. Le fibre, invece, vanno assunte in quantità elevate, soprattutto quelle idrosolubili, in grado di rallentare l’assorbimento intestinale dei carboidrati e del colesterolo. Le proteine poi devono costituire circa il 15%-20% delle calorie totali ed almeno un terzo deve essere formato da proteine animali, ricche di aminoacidi essenziali. Tra gli alimenti da assumere occasionalmente marmellata, miele, caramelle, cioccolata, prodotti dolciari raffinati ad alto contenuto glucidico e lipidico (biscotti, snack, merendine, gelati, dolci preconfezionati, cornetti, paste); primi piatti elaborati preparati con condimenti grassi; pizze, sostituti del pane con grassi aggiunti e sale; patate e frutta secca, frutta molto ricca in zuccheri; succhi di frutta, bevande zuccherate e superalcolici; burro, lardo, strutto, margarine. Gli esperti raccomandano di non saltare mai la colazione e a pranzo e a cena consumare pasti in cui siano presenti il primo piatto nell’ uno e il secondo nell’altro.


L’importanza di una pratica sportiva quotidiana

Uno dei consigli pratici più semplici da seguire per il diabetico è quello di inserire la propria attività fisica all’interno della routine della giornata. L’esercizio fisico, specie se aerobico, infatti è parte integrante del piano di trattamento del diabete e dovrebbe prevedere almeno 30 minuti di camminata al giorno (o altra forma di esercizio fisico) per un totale di tre ore di movimento la settimana. Una regolare attività fisica, infatti, non solo aiuta a combattere lo stress, ma ha anche importanti effetti benefici sul metabolismo: migliora la sensibilità all’insulina, riduce i livelli di trigliceridi e di colesterolo cattivo (Ldl) a vantaggio di quello buono (Hdl), aiuta il controllo della pressione arteriosa e previene le malattie cardiovascolari. Da evitare sono, invece, in alcuni pazienti gli sport ad elevato rischio di traumi.