Ecco la forma di finanziamento pubblico
che piace sempre di più ai contribuenti

Si può esprimere solo una preferenza: i settori sono tra loro alternativi

Il 5 per mille è uno strumento fiscale che permette ai contribuenti di destinare a favore di determinati soggetti giuridici una parte delle imposte sui redditi prodotti nell’anno precedente. Non si tratta di una imposta aggiuntiva ma di una quota (il 5 per mille, appunto) sottratta allo Stato per destinarla ad attività e soggetti specifici. La destinazione è complementare a quella dell’8 per mille che è indirizzato allo Stato e alle confessioni religiose riconosciute con accordi e patti dallo Stato, e al 2 per mille riservato ai partiti politici.
Si può esprimere solo una preferenza: i settori sono tra di loro alternativi e lo spazio per apporre il codice fiscale è uno solo. E se non si compila lo spazio relativo al 5 per mille sul relativo modello? In questo caso l’intera somma finisce nelle casse dello Stato. Possono destinare il 5 per mille tutte le persone fisiche residenti e che abbiano maturato nell’anno fiscale un reddito soggetto a tassazione. Per conoscere l’elenco dei soggetti a cui è possibile destinare questa quota ovvero il loro codice fiscale, il punto di riferimento è il sito ufficiale dell’Agenzia delle entrate.
Il contributo del 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche è a fondo perduto e serve solo a sostenere l’attività istituzionale dell’ente o dell’associazione. C’è però una questione che tutti gli anni provoca incertezze e dubbi nel contribuente che deve aggiungere la famosa ics sul riquadro corrispondente: e se si appone la propria firma in un settore, ma non si dà indicazione del codice fiscale del beneficiario? In questo caso la normativa in vigore sul 5 per mille Irpef prevede la ripartizione dei contributi tra tutti gli enti e le associazioni che fanno parte della categoria indicata. Se non si compila sul modello lo spazio relativo al 5 per mille, la quota va tutta allo Stato che decide in piena autonomia se e come utilizzarlo.


LE NORME

È sempre facile perdere i requisiti per avere l’importo

L’ente che perde i requisiti di accesso al 5 per mille non può legittimamente mantenere l’iscrizione negli elenchi dei beneficiari. I casi possono essere tanti, ad esempio la cancellazione dal registro, dall’elenco o dall’anagrafe. In questo caso il legale rappresentante è tenuto a sottoscrivere e trasmettere alla direzione regionale dell’Agenzia delle entrate di competenza, la revoca dell’iscrizione con le medesime modalità della dichiarazione sostitutiva. Ed è quindi tenuto a farlo secondo tempistiche ben precise ovvero entro il 30 giugno. Un caso diverso dalla perdita dei requisiti è il contributo percepito indebitamente – in caso di revoca dell’iscrizione – che è soggetto a recupero da parte del Ministero del Lavoro, previa contestazione e in esito a un procedimento in contraddittorio.