Le novità del Sismabonus 2020, la super detrazione fiscale al 110%

Agevolazioni / Con il Decreto Rilancio, il Governo investe nella ripresa del settore edilizio e aiuta gli italiani a mettere in sicurezza le proprie case

Il c.d. Decreto Rilancio ha introdotto importanti agevolazioni per aiutare famiglie e imprese italiane nella ripresa dall’emergenza Coronavirus. Tra queste, particolarmente di impatto sono quelle che interessano l’edilizia. È prevista infatti una eccezionale detrazione fiscale del 110% non solo per le spese sostenute per interventi di efficientamento energetico, ma anche per quelle destinate alla riduzione del rischio sismico (“Sismabonus”). Queste spese dovranno essere sostenute da parte del contribuente dal 1° luglio 2020 fino al 31 dicembre 2021. È importante notare che non è la data di inizio lavori che fa fede per la fruizione delle detrazioni fiscali potenziate, ma la data effettiva del pagamento. Questo vuol dire che il superbonus si applica anche ai lavori cominciati prima della pubblicazione del decreto. Per la piena operatività di queste misure bisogna però ancora aspettare le disposizioni attuative dell’Agenzia delle Entrate ed un apposito decreto, atteso entro il 18 luglio.


Territorio

Scoprire il rischio sismico

Il nostro paese è ad alto rischio sismico: è essenziale conoscere quanto dove viviamo sia esposto a terremoti. Dal 2003 vi è una classificazione che divide l’Italia in quattro zone, dalla 1 alla 4: alla 1 corrisponde il massimo pericolo, alla 4 il minimo. È importante sapere in quale zona ci si trovi a vivere o a possedere immobili: se si tratta di aree ad alto rischio, come il Nord Est o le regioni montagnose dell’Appennino centro-meridionale, è caldamente raccomandato di approfittare delle agevolazioni fiscali per mettere in sicurezza la propria abitazione. Attenzione però: per scoprire il reale rischio sismico della propria area, è fondamentale controllare anche le norme regionali in materia!


La via diagnostica contro i terremoti

Patrimonio / La strategia italiana per proteggere il costruito storico

Il nostro paese possiede un patrimonio edilizio di enorme valore, ma antico e spesso privo di informazioni storico-costruttive aggiornate. Questo lo rende vulnerabile e di difficile recupero una volta sottoposto a un evento distruttivo come un terremoto. Per questo, il legislatore ha fatto della prevenzione sismica attraverso la diagnostica degli edifici un momento essenziale della preservazione edilizia. Dopo il terribile terremoto di San Giuliano di Puglia (Campobasso) nel 2002, è stato introdotto l’obbligo di valutazioni sismiche sul patrimonio edilizio.
Dal 2008, le ministeriali “Norme Tecniche delle Costruzioni” enfatizzano la necessità di basare ogni progetto su attente analisi diagnostiche del costruito. Anche il c.d. Sismabonus si accompagna a un sistema di classificazione degli edifici attraverso una diagnosi iniziale e una post-intervento.
Queste misure creano un contesto normativo a efficace garanzia di edifici sicuri: un contesto attento alle vulnerabilità sismiche del costruito grazie alla centralità riconosciuta alla diagnostica edilizia.