AGROALIMENTARE

NEL 2016 È PROSEGUITO IL TREND POSITIVO DEL SETTORE

Confermate le buone performance
Sorridono i fatturati, redditività stabile

di FILIPPO LO PICCOLO e ELISA PASQUI

IL SETTORE dell’agroalimentare conferma anche per il 2016 le buone performance che abbiamo avuto il piacere di commentare nelle scorse edizioni di Top500. Il settore in esame, composto da 53 aziende, registra infatti un fatturato complessivo pari a 8,6 miliardi di euro, circa il 4% in più rispetto all’esercizio 2015. Merita evidenziare come un quarto delle imprese del campione sia costituito in forma cooperativa, elemento che dimostra un ormai consolidato ‘feeling’ tra questa forma giuridica e il settore in commento. Peraltro, le prime 7 società cooperative del campione generano, da sole, il 77% del fatturato complessivo.

VALE la pena sottolineare inoltre l’ingresso di una nuova realtà tra la Top 10 del campione, Centrale Adriatica Società Cooperativa, che nel 2015 aveva sede legale in provincia di Modena, la quale si posiziona al terzo posto del ranking complessivo con fatturato superiore ai 2,8 miliardi di euro. La redditività delle imprese del settore si conferma pressoché stabile come l’andamento tendenzialmente costante dei principali indici. Nello specifico, infatti, il valore mediano ROS, che misura quanta parte del fatturato dell’esercizio si è trasformata in reddito operativo, rimane pressoché invariato al 2,8% e lo stesso si può affermare per il ROI, che misura la redditività degli investimenti, il quale si attesta ad un valore pari a 3,6%. Solo il ROE, che indica la redditività per i soci dell’impresa, registra un lieve incremento, passando dal 5,11% del 2015 al 5,83% del 2016 (sempre considerando le mediane).

LA STESSA stabilità la troviamo nell’analisi della struttura patrimoniale. Il valore mediano del rapporto di indebitamento non ha subìto variazioni rispetto all’esercizio precedente, attestandosi intorno a 2,5 punti. Possiamo in ogni caso confermare la buona patrimonializzazione delle società del settore che si attesta intorno ai 2 miliardi di euro. Non ultima, l’occupazione. Le imprese del campione impiegano più di 24.000 dipendenti, e più della metà delle imprese ha incrementato il proprio organico. Ciò conferma il trend positivo degli esercizi precedenti e il fatto che il settore agroalimentare sia in grado non solo di mantenere un alto livello occupazionale ma anche di incrementarlo.

IN CONCLUSIONE, i dati confermano un trend generalizzato di ripresa del settore agroalimentare, che certamente ha beneficiato di un contesto macroeconomico più favorevole, ma che ha anche saputo aumentare la propria competitività durante gli anni di crisi.

 

 

2017-12-07T16:29:56+00:00Argomento: ECONOMIA|