Calano i redditi, aumenta l’occupazione

Il settore tiene, anche grazie a una patrimonializzazione e a un rischio finanziario stabili. Ma il 16% delle imprese chiude in perdita

di Elisa Pasqui
e Filippo Lo Piccolo

Le aziende che compongono il settore agroalimentare sono 56 e registrano nel 2018 un fatturato complessivo che supera i 7,5 miliardi di euro. Le prime 10 società del campione generano circa il 70% del fatturato: di queste, ben 7 sono organizzate in forma cooperativa e fatturano il 50% dell’intero campione, a dimostrazione del consolidato ‘feeling’ tra questa forma giuridica e il settore in parola che avevamo già avuto modo di commentare nelle precedenti edizioni di Top 500. Vi è da dire che la cooperazione costituisce il 21% del campione.
I ricavi aggregati del settore subiscono un incremento pari a circa il 3% rispetto all’esercizio precedente, ma il 16% delle imprese chiude in perdita, mentre quasi la metà del campione subisce un’erosione dell’utile. In termini di redditività operativa possiamo notare come la metà delle imprese abbia registrato una flessione dell’EBIT: ne consegue che, nonostante l’incremento dei ricavi a livello aggregato, i costi della gestione caratteristica sono stati tali ad erodere la redditività del settore agroalimentare.
Quanto detto viene di fatto confermato anche dagli indici di redditività ROE, ROS e ROI: la redditività dei soci (ROE) passa infatti da 5,38% a 4,70%, la redditività degli investimenti (ROI) da 2,41% a 2,18% mentre il ROS, ovvero quanta parte di fatturato di esercizio si è trasformata in reddito operativo, da 2,00% a 1,46%, considerando i valori mediani. D’altro canto la struttura patrimoniale rimane nella sostanza stabile, con una patrimonializzazione che supera i 2,4 miliardi di euro e un rapporto di indebitamento che, considerando il valore mediano, rimane pressoché invariato intorno a 2,5, con un lieve miglioramento rispetto all’esercizio precedente.
Passando all’analisi relativa all’occupazione non possiamo che avere il piacere di affermare che le imprese del settore hanno incrementato il proprio organico rispetto all’esercizio 2017. Infatti, esse occupano complessivamente più di 29.000 dipendenti, confermando quindi i trend positivi degli esercizi precedenti, con quasi l’80% delle imprese del campione che ha incrementato il proprio organico. In conclusione, i dati confermano un buon posizionamento di mercato delle imprese del settore agroalimentare, anche se non si può non notare una certa flessione della redditività, come era emerso anche dall’analisi dei dati relativa all’anno 2017. I livelli occupazionali in crescita da una parte, la patrimonializzazione e il rischio finanziario stabili dall’altra, permettono di affermare come il settore ‘tiene’, anche se soffre una difficile gestione dei costi operativi.