Automotive

Digital Paper: L'IMPRESA FA NOTIZIA

«Un settore in crescita continua
E il mercato chiede innovazioni»

Autoriparazioni: parla Antonio Gramuglia, vicepresidente vicario Cna

ANTONIO Gramuglia, vicepresidente vicario Cna Bologna, ci dica: come va il settore dell’autoriparazione?

«La spesa che gli automobilisti della nostra regione hanno sostenuto nel 2017 per manutenzione e riparazioni delle proprie vetture ammonta a 2,8 miliardi, il 9,1% di quelli spesi a livello nazionale. La provincia che registra la spesa più alta è Bologna, a quota 701 milioni di euro. A livello nazionale, nello stesso anno, gli italiani hanno speso 30,9 miliardi per la manutenzione e la riparazione delle auto: il 4,8% in più del 2016, quando la spesa era pari a 29,5 miliardi (i dati sono di Autopromotec). Questo dimostra quanto il mercato dell’autoriparazione sia importante per l’economia italiana».

Ha qualche numero del settore?

«Cna Bologna è l’associazione maggiormente rappresentativa per il settore auto dell’autoriparazione sul territorio, con circa 700 soci. Per quanto riguarda Bologna, negli ultimi tre anni le imprese del settore sono sostanzialmente stabili».

Dove sta andando il mercato dell’assistenza ai veicoli?

«Sono tanti gli spunti su cui riflettere: veicoli ibridi ed elettrici, connettività, sistemi di assistenza alla guida, nuove motorizzazioni e forme di mobilità, sono solo alcuni dei trend che stanno interessando il mondo dell’automotive. Tutto questo mentre l’economia sta navigando a vele spiegate verso una sempre più evidente ‘quarta rivoluzione industriale’, contraddistinta dallo sviluppo di apparati tecnologici 4.0. Una rivoluzione che riguarda anche il settore dell’autoriparazione, oltre che quello dell’automotive».

Come cambierà la figura dell’autoriparatore?

«L’innovazione tecnologica dei veicoli è sempre maggiore e si ripercuoterà su tutte le attività legate all’autoriparazione, dai gommisti, ai carrozzieri ai meccatronici fino all’attività di revisione. Queste dovranno attrezzarsi per continuare a fornire servizi completi e all’altezza delle novità su tutti i veicoli. L’autoriparatore dovrà essere sempre più un tecnico in grado di interpretare questi cambiamenti grazie a sistemi multiservizio, avanguardia tecnologica e delle attrezzature, attenzione alle esigenze del cliente e formazione dei tecnici».

L’autoriparatore è pronto a raccogliere queste sfide?

«Per innovarsi deve essere nelle condizioni giuste. Ma l’elevata tassazione, la burocrazia, soffocano le imprese».

Quanto pesa l’ostacolo della burocrazia?

«Frena le potenzialità di sviluppo e di crescita. L’Osservatorio di Cna ‘Comune che vai, burocrazia che trovi’ ha fatto un’indagine che prende a esempio cinque tipi d’impresa, tra cui l’autoriparazione. Dallo studio emerge che l’aspirante autoriparatore si trova di fronte una sorta di montagna: fino a 86 adempimenti da assolvere per aprire un’impresa, 30 enti con cui può avere a che fare, 48 contatti. E costi per oltre 18.550 euro». Come aiuta Cna? «Offrendo costante aggiornamento sulla legislazione di settore e con la sua attività di rappresentanza verso istituzioni ed enti pubblici; favorendo sinergie e collaborazioni, fiere ed eventi; proponendo formazione professionale e consulenze. Per esempio, col progetto privacy ha sviluppato un modello di intervento per autoriparatori, per garantire loro un efficace adeguamento alle nuove condizioni a prezzi calmierati».

2018-10-19T15:18:54+00:00Argomento: ECONOMIA|Speciale |