«Dal nuovo ospedale alla caserma Montefiore
La città cambia volto partendo da qui»

Diego Paglierani, presidente del quartiere Cervese Sud, che con i suoi 15mila abitanti è il secondo più popoloso
«Dialogo con il Comune: il cambio di passo si è fatto sentire. Oggi lo scambio comunicativo è immediato e diretto»

di Luca Ravaglia

Diego Paglierani, presidente del quartiere Cervese Sud, come è iniziato il vostro mandato?
«Con un evidente cambio di passo della giunta Lattuca rispetto al passato. Il primo cittadino si era presentato come il ‘sindaco dei quartieri’ e in effetti sta dimostrando questa sua attitudine in modo egregio. Dunque i primi riscontri sono positivi: siamo contenti, anche se a causa delle limitazioni dettate dalla pandemia nella maggior parte degli incontri siamo stati costretti a partecipare ‘da remoto’, davanti allo schermo del computer. Ovviamente non è la stessa cosa e in effetti quando a maggio abbiamo potuto organizzare la prima riunione in presenza, la soddisfazione è stata doppia».
Il canale comunicativo con l’amministrazione comunale funziona?
«Sì, grazie anche al vice sindaco Christian Castorri che ha anche l’impegnativo ruolo di referente dei quartieri: ci informa costantemente su tutto e contemporaneamente raccoglie le istanze che arrivano dai vari consigli ».
Quali sono le vostre?
«Siamo il secondo quartiere più popoloso di Cesena, che conta circa 15.000 abitanti e si estende su un’area piuttosto vasta, dalle Vigne fino al casello autostradale di Villa Chiaviche, accogliendo al suo interno realtà estremamente eterogenee. Qui sono in corso di realizzazione o di programmazione le principali opere destinate a caratterizzare la Cesena del futuro: dalla caserma dei carabinieri ormai in fase di ultimazione nel quartiere Montefiore, peraltro arricchito dal recente allargamento del centro commerciale, fino alla futura collocazione del nuovo ospedale».
Qual è il principale intervento che chiedete alla giunta?
«Comincio col fare un passo di lato, citando l’ultimazione del restyling e della messa in sicurezza della scuola elementare Munari in via Anna Frank, che è diventata un vero gioiellino, sia dal punto di vista estetico che da quello funzionale. Per chiudere il cerchio del progetto restano una manciata di interventi residuali nell’area che contiamo vengano portati a termine a brevissimo. Nel frattempo però, tornando all’attualità, la richiesta prioritaria avanzata all’amministrazione comunale è stata un’altra ».
Quale?
«La messa in sicurezza della via Cerchia di Sant’Egidio, dove il traffico è molto intenso: vista anche la conformazione della strada, che è in pratica un lungo rettilineo di collegamento tra i quartieri di Sant’Egidio e di Martorano, tanti veicoli procedono ad alta velocità, mettendo a serio rischio l’incolumità degli altri utenti dell’arteria come pure dei residenti. Sono state collocate due colonnine di Velo Ok, che sono però un palliativo ed è stato realizzato un ‘rialzo’ del manto stradale all’incrocio con via dei Fiori che in effetti sta dando buoni risultati. Ma non basta: chiediamo la realizzazione di una pista ciclabile che si colleghi alla via Ravennate e interventi sugli impianti di illuminazione, carenti. Soprattutto in inverno, quando le ore di luce sono poche, i pericoli aumentano».
Sicurezza stradale in cima.
«Assolutamente. Tanto che chiediamo di dedicare la stessa attenzione a via Madonna dello Schioppo, arteria parallela alla via Cerchia di Sant’Egidio».
L’amministrazione comunale punta molto sulla valorizzazione della rete delle biblioteche di quartiere. Scelta giusta?
«Certo. La nostra non è sterminata, conta circa 3.000 volumi, ma è ben assortita e altrettanto ben organizzata, grazie anche alla collaborazione con le varie realtà che hanno base nel quartiere: dall’associazione Arcobaleno, alla Cils e al Sert».
Una ‘ città verde’ è possibile?
«Di più: è imprescindibile. Facciamo la nostra parte anche nell’ottica Green City, sfruttando le nostre potenzialità. Cito su tutte l’area del parco Fornace Marzocchi, la ‘Buca’, una grande area verde circondata da un anello sempre affollato da famiglie, bambini e sportivi».


Il futuro

Il nuovo Bufalini, ospedale moderno e flessibile

Gran parte del nuovo volto del quartiere Cervese Sud sarà definito dal futuro ospedale di Cesena. Il 28 gennaio scorso è stato sottoscritto il contratto che sancisce ufficialmente l’avvio delle successive fasi di progettazione della struttura ospedaliera che sorgerà a Villachiaviche, su una superficie di 22 ettari, in prossimità del casello Cesena Sud dell’autostrada A14 e sull’asse della Gronda-Bretella. Quella che sorgerà sarà una struttura sanitaria moderna e all’avanguardia, con una progettazione orientata ai nuovi modelli organizzativi e di cura, capace di dare risposta alle esigenze future anche facendo tesoro dell’emergenza da Covid-19 appena vissuta. La concezione della nuova struttura ospedaliera sarà infatti improntata alla flessibilità, pronta a cambiare a secondo delle esigenze emergenti sotto i punti di vista terapeutici, tecnologici e organizzativi. «La costruzione di un nuovo ospedale – ha dichiarato recentemente l’Assessore regionale Raffaele Donini – è un segno di impegno concreto verso i cittadini, che oggi trova conferma nella sottoscrizione di questo fondamentale passaggio progettuale e amministrativo. Il nuovo ospedale di Cesena rappresenta anche un’opportunità: quella di cogliere, e dunque di mettere a frutto, la lezione che siamo stati costretti ad imparare dalla tragica esperienza del Covid, integrandosi quindi con le altre strutture territoriali e andando a favorire una sanità territoriale che risponda al meglio alle esigenze dei cittadini».


Percorsi per disabili e una nuova abitabilità

Al centro di una rivoluzione urbana guidata dal nuovo ospedale Bufalini
il quartiere guarda alle politiche sociosanitarie e alle attenzioni delle famiglie

Un patto di quartiere particolarmente orientato verso le politiche sociosanitarie e le famiglie. È quello che ha siglato dal Presidente Diego Paglierani e dai Consiglieri del Cervese Sud, uno tra i quartieri più popolati di Cesena che nei prossimi anni sarà al centro di importanti cambiamenti, uno tra tutti il nuovo ospedale Bufalini che sorgerà a Villachiaviche, destinati a spostare il baricentro della città di Cesena. In questa nuova concezione di città, tra le azioni programmate d’intesa tra Amministrazione e quartiere troviamo: l’eliminazione delle barriere architettoniche per tutti i cittadini che si trovano in condizioni di disabilità, attraverso la realizzazione di pensiline, alzate per coloro che devono fare uso della sedia a rotelle e percorsi per ipovedenti in corrispondenza delle fermate del trasporto pubblico; l’avvio di politiche di sostegno agli anziani in assistenza domiciliare, ai giovani e alle famiglie ma anche l’ulteriore promozione di quelle azioni di controllo di vicinato, sempre più diffuse nei quartieri di Cesena per volontà dei cittadini che richiedono un incremento delle condizioni di sicurezza con la formazione di veri e propri gruppi di controllo coordinati dalla Polizia Locale, unitamente alle Forze dell’Ordine. Sempre dai residenti inoltre arriva la richiesta, accolta dall’Amministrazione comunale, di attivare azioni volte al contrasto di abbandoni dei rifiuti per un decoro generale di tutto il Quartiere, e la messa in sicurezza delle vie Cerchia di Sant’Egidio e Madonna dello Schioppo. L’arrivo del nuovo ospedale – pensato immerso nel verde, sviluppato in orizzontale, con solo due piani oltre al piano terra e al seminterrato – obbliga, però, a pensare fin da subito alla mobilità e, pertanto, Amministrazione comunale e quartiere Cervese Sud hanno già iniziato ad affrontare le conseguenze che questo cambio progressivo della geografia urbana comporterà, prima di tutto, in relazione ai nuovi flussi di traffico che si genereranno. A tal proposito, considerata la particolare propensione che si registra in questo tratto di città a procedere ad alta velocità soprattutto nelle ore notturne m a non solo, la Giunta comunale e il Quartiere hanno programmato una serie di interventi di messa in sicurezza degli attraversamenti ciclopedonali più pericolosi. Allo stesso tempo le istituzioni cittadine hanno avviato un’interlocuzione su un’ipotesi di collegamento ciclabile tra le vie Cerchia di Sant’Egidio e Madonna dello Schioppo.


Gli interventi

Scuola Munari e asilo Giardinetto: due priorità

Ma l’opera più importante in Quartiere sarà la realizzazione della pista ciclabile in via Cerchia di Sant’Egidio

Dal confronto avviato sui possibili interventi nel Quartiere Cervese Sud, l’Amministrazione e il Consiglio di Quartiere concordano sull’opportunità di individuare come intervento prioritario, da attivare entro la fine del mandato amministrativo, la realizzazione della pista ciclabile su via Cerchia di Sant’Egidio, con conseguente messa in sicurezza dell’intero tratto stradale. Chiaramente si tratta di un’opera infrastrutturale di particolare importanza e che si inserisce all’interno dell’ambizioso progetto legato alla Bicipolitana, vera e propria metropolitana su due ruote in superficie, dove le rotaie saranno sostituite da percorsi ciclabili e le carrozze dalle biciclette. La creazione della bicipolitana è una delle tappe principali del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (Pums), strumento di pianificazione strategica che, in sintonia con gli altri strumenti di pianificazione comunale (Piano per l’Energia Sostenibile e Clima e Piano Urbanistico Generale) e sovralocale, mira a soddisfare le esigenze di accessibilità di tutti i cittadini favorendo uno sviluppo bilanciato dell’accessibilità secondo i principi di sostenibilità ambientale, sociale ed economica attraverso la formulazione di obiettivi, strategie, azioni e target da attuarsi in un orizzonte temporale di mediolungo periodo (10 anni) tramite strategie ed azioni concrete. Progettare la mobilità del futuro è un’esigenza assoluta per una città come Cesena che già da anni ha avviato politiche di sostenibilità che consentono all’Amministrazione e ai suoi partner di disegnare una città mettendo al centro la qualità della vita e degli spazi pubblici. Quando si parla di futuro, tuttavia, non si può prescindere dalla formazione delle giovani generazioni e dall’edilizia scolastica. Sono conclusi i lavori di ristrutturazione e di riqualificazione, con miglioramento sismico e strutturale ed efficientamento energetico della scuola primaria B. Munari e della scuola d’infanzia Giardinetto, presso il polo scolastico di Via Anna Frank 185. L’edificio oggetto dell’intervento, avviato nel giugno del 2019 e di un importo complessivo che supera i 2.500.000 euro, è stato realizzato tra il 1976 e il 1977 e si articola su tre livelli (piano terra, piano primo e piano secondo). Il piano terra è occupato dalla due sezioni dell’asilo Giardinetto nonché dalla mensa e dalla palestra della scuola primaria “Bruno Munari”. Il piano primo e piano secondo sono invece utilizzati dalla scuola primaria Bruno Munari. Dal 1977 ad oggi sul fabbricato erano stati realizzati solo interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria, lasciando totalmente inalterata la struttura portante, se si escludono gli interventi sulle scale antincendio esterne o per la realizzazione della piattaforma di elevazione collocata nel vano del cavedio interno.


CARTA D’IDENTITÀ

Luoghi, numeri e persone

Tutte le informazioni sul Quartiere sul sito del Comune

1
Sede
Via Cervese, 1260 (1° piano)

2
Contatti
partecipazione@comune.cesena.fc.it

3
Il Consiglio
Il Consiglio di Quartiere Cervese Sud, dopo le ultime elezioni che hanno reso elettiva l’istituzione è attualmente composto da Diego Paglierani (Presidente), Giorgio Zanotti (Vicepresidente), e dai Consiglieri Catia Domeniconi, Simone Pivi, Alice Casadei, Carmen Turci, Fabrizio Cellini, Mauro Benvenuti, Viola Siboni, Alessandro Fusco, Franco Spazzoli, Vitaliano Collini e Tommaso Giannatempo.