COMMERCIO ALL’INGROSSO

IN NOTEVOLE AUMENTO IL NUMERO DEI DIPENDENTI

Per le imprese è stato un anno in chiaroscuro
Bene la redditività, però soffrono gli utili

di CARLO BACCHETTA e GIAN FILIPPO GALLETTI

IL SETTORE del commercio all’ingrosso si conferma anche nel 2016 molto rappresentato fra le Top 500, contando ben 59 imprese e rappresentando così l’11,8% delle Top 500, sebbene siano state escluse, come di consueto, le imprese che commercializzano prodotti agroalimentari, meccanici o tessili, oggetto di specifici approfondimenti. Sotto il profilo della redditività (valori mediani) i dati 2016 evidenziano risultati in chiaroscuro rispetto all’anno precedente: la capacità di generare reddito dell’attività operativa migliora con l’EBITDA e l’EBIT che fanno rispettivamente registrare un aumento del 11,28% e del 6,45% rispetto al 2015, mentre meno incoraggiante appare l’andamento dell’utile di esercizio che a livello mediano si riduce del 10,28%. Nonostante ciò si deve evidenziare che il 91,53% ha chiuso l’esercizio 2016 in utile. I ricavi aggregati del settore crescono del 14,85% rispetto all’anno precedente, merito soprattutto del balzo di Coop Italia Soc. Coop, e sono pari all’8,91% del dato aggregato globale (nel 2015 erano il 9,10%). Complessivamente, quindi, il fatturato del settore cresce, sebbene ad un tasso leggermente inferiore rispetto alle atre Top500.

IN NOTEVOLEaumento rispetto all’anno precedente è il numero dei dipendenti aggregato (+10,15%), che nel 2016 supera i 4.700 addetti, rispetto ai quasi 4.300 dell’esercizio precedente, ma non ancora perfettamente in linea con le Top 500 i cui dipendenti complessivi sono aumentati del 19,56% (settore commercio all’ingrosso escluso). Lo scorso anno avevamo commentato positivamente la stabilità finanziaria del settore, anche quest’anno gli indicatori che misurano il rischio finanziario ci permettono di confermare quanto affermato nella precedente edizione. Difatti, il grado di copertura degli oneri finanziari è migliorato di ben il 27,41% rispetto all’anno precedente (valore mediano) e il rapporto di indebitamento (valore mediano) si è ulteriormente ridotto (da 2,89 del 2015 a 2,83 del 2016), rassicurando sulla solidità finanziaria del comparto. Gli incoraggianti segnali dell’anno precedente non sono però del tutto confermati nel corso del 2016. Il valore mediano della redditività complessiva del capitale investito (ROI) si è ridotto rispetto al 2015 di mezzo punto percentuale, attestandosi al 4,6%, mentre il dato mediano della marginalità operativa delle vendite (ROS), è passata dal 2,88% del 2015 al 2,73%.

IN CONCLUSIONE, le imprese del settore del commercio all’ingrosso hanno continuato a prestare grande attenzione al rischio finanziario e sono cresciute dimensionalmente. Tuttavia, la redditività del settore non ha ancora beneficiato della crescita del volume d’affari e la forte competizione sui prezzi non ha probabilmente consentito a molte imprese del settore di aumentare la marginalità, nonostante la (timida) ripresa economica nel Paese.

2017-12-07T16:28:49+00:00Argomento: ECONOMIA|