Attenzione al rischio finanziario
Ottime prospettive per il futuro

Anche nel 2018 si registra una lieve contrazione dell’Ebitda e un considerevole incremento dell’utile, in controtendenza rispetto all’esercizio precedente. Negativo il trend della redditività

di Carlo Bacchetta
e Gian Filippo Galletti

Il settore del commercio all’ingrosso nel 2018 conta 59 imprese (1 in meno rispetto al 2017 ma con 5 new entry nella classifica delle Top500) rappresentando così il 11,80% delle Top500 nonostante si sia provveduto ad escludere le società che commercializzano prodotti agroalimentari, meccanici o tessili, oggetto di specifici approfondimenti. I dati (valori mediani) 2018 sotto il profilo della redditività confermano in parte quanto evidenziato nella scorsa edizione. Anche nel 2018 si registra una lieve contrazione dell’Ebitda (-1,13%) ed un considerevole incremento dell’utile (41,03%), in controtendenza invece rispetto all’esercizio precedente l’incremento dell’Ebit (+19,26%). Sempre con riferimento a tali indicatori, si segnala che il 96,61% delle società ha registrato un Ebitda positivo, il 94,92% un Ebit maggiore di zero e il 91,53% ha chiuso l’esercizio 2018 in utile. Il peso – in termini di ricavi – del comparto nel panel delle Top500 si riduce (-2,14%), passando da un 7,72% del 2017 ad un 7,55% del 2018 nonostante i ricavi siano incrementati del 2,67%. Questo è dovuto ad una crescita più consistente dei ricavi delle Top500 (+5,10% settore commercio all’ingrosso escluso), registrata anche nella scorsa edizione.
Nelle ultime tre edizioni abbiamo sempre commentato positivamente la stabilità finanziaria del settore; anche nel 2018 gli indicatori che misurano il rischio finanziario delle società oggetto del campione, continuano ad essere positivi. Difatti, il rapporto tra gli oneri finanziari e i ricavi (valore mediano) è diminuito (-15,72%) rispetto allo scorso anno attestandosi ad un livello dello 0,16%, ben al di sotto del limite previsto dal Cndcec (2,1%). Anche il rapporto di indebitamento ha registrato un miglioramento (valore mediano) passando da 2,35 a 2,12. Se gli scorsi anni nutrivamo preoccupazione per la contrazione della redditività (anche caratteristica) delle aziende, quest’anno si registra una lieve ripresa. Difatti, il valore mediano della redditività complessiva del capitale investito (Roi) è incrementato del 6,46% mentre il dato mediano della marginalità operativa delle vendite delle aziende, misurata dal Ros, è passato dal 3,19% del 2017, al 3,28% del 2018. Continua invece il trend negativo della redditività degli azionisti che passa dal 12,34% del 2017 al 12,01% del 2018. Possiamo pertanto concludere che le imprese del settore prestano grande attenzione al rischio finanziario; quanto precede ha quindi consentito alle imprese di raggiungere un livello di stabilità finanziaria superiore a quello delle Top 500 (valore mediano del rapporto di indebitamento pari a 2,16 escluso il settore in esame). Nel corso del 2018 le società del comparto in esame sono riuscite ad invertire il trend negativo della redditività complessiva del capitale investito (Roi) e della redditività degli azionisti che, anche nel 2018, si attesta a livelli ben superiori rispetto a quella delle Top500 (valore mediano del Roe, settore all’ingrosso escluso: 8,70%); tuttavia il segnale maggiormente positivo è senz’altro dettato dall’incremento della redditività mediana delle vendite, che nelle ultime tre edizioni era sempre stato negativo e che lascia dunque presagire ottime prospettive per il settore del commercio all’ingrosso.