COOPERATIVE OK INDUSTRIA, SOCIALE E WELFARE. RISENTE ANCORA DELLA CRISI LA PRODUZIONE E LAVORO

Il settore si è consolidato: le dinamiche sono positive
Bene ricavi e patrimonio, ma si riduce la redditività

di LUCA DAL PRATO e GIOVANNI BALDACCI

MERCATO e solidarietà sono i due filoni ai quali guarda il mondo cooperativo locale che in Romagna brilla nella filiera agroalimentare con particolare riferimento alle cooperative agricole braccianti, alle cooperative di raccolta e trasformazione della frutta e al vitivinicolo (grazie anche a nuovi orizzonti aperti dai mercati esteri) per arrivare infine alle grandi cooperative della distribuzione e della ristorazione. Nel settore industriale aumenta il fatturato, anche a seguito di acquisizioni tra società e sviluppo di nuovi prodotti. Anche il comparto delle cooperative sociali continua a manifestare un trend positivo con segnali di crescita, pur proseguendo una riduzione dei margini economici. Il settore del welfare si distingue insieme al settore dei multiservizi (pulizie, manutenzioni, ambiente) per l’elevato apporto di capitale umano, in particolare femminile. Risente invece ancora della crisi il settore della produzione e lavoro, in particolare legato al mercato immobiliare, ad eccezione di alcune eccellenze territoriali nel settore dell’impiantistica. In questo contesto, le aggregazioni tra artigiani hanno manifestato una maggiore adattabilità al mercato favorendo migliori reazioni, in particolare quando si sono associate più attività diverse (costruzioni, impiantistica, facilities…).

ALL’INTERNO del campione Top 500 sono individuate 80 società cooperative, di cui 43 in provincia di Ravenna (con una media di fatturato pari a 105 milioni), 30 in provincia di Forlì (con una media di fatturato pari a 166 milioni) e le restanti 7 in provincia di Rimini, con una media di fatturato pari a 28 milioni. La presenza di cooperative all’interno del campione Top 500 è capillare, essendo distribuita tra la terza e la 486esima posizione e una forbice di fatturato compreso tra 15 milioni di euro e 1,5 miliardi di euro. Il fatturato complessivo delle cooperative è invece pari a 9,7 miliardi di euro, in aumento di circa il 4% rispetto ai 9,3 miliardi di euro del 2016. Di queste 80 cooperative, 29 rientrano nella Top100 mentre 24 sviluppano un fatturato superiore ai 100 milioni di euro. Le prime 3 aziende, in termini di fatturato, sono Gesco (1,572 miliardi di euro) Commercianti indipendenti associati – Conad (1,088 miliardi di euro) e Cmc (1,01 miliardi di euro).

I MAGGIORI guadagni di posizione, in termini di classifica tra le Top 500 sono realizzati dalla cooperativa Log-IT, che scala 39 posizioni passando dalla 338esima posizione alla 299esima posizione, dalla cooperativa Copura, che scala 16 posizioni passando dalla 114esima posizione alla 98esima posizione, e dalla società Ciclat, che scala 14 posizioni passando dalla 73esima posizione alla 59esima posizione. L’attività aziendale più frequente, sulla base del codice ‘Ateco’ più ripetuto all’interno del campione, risulta essere la ‘Attività di raccolta’ con 7 aziende, il ‘Trasporto merci su strada’ con 6 presenze e la ‘Costruzione di edifici residenziali e non residenziali’ con 5 cooperative. La forma giuridica più diffusa risulta la S.c.a.r.l.p.a., con più di 60


L’INTERVISTA GUGLIELMO RUSSO, PRESIDENTE DI LEGACOOP ROMAGNA: «SONO FONDAMENTALI. NO A POSIZIONI IDEOLOGICHE»

«Bisogna lavorare per migliorare le nostre infrastrutture»

GUGLIELMO Russo, presidente di Legacoop Romagna, qual è il momento della cooperazione romagnola?

«Pur in un contesto economico complesso, le nostre cooperative e le nostre filiere si consolidano. Raccogliamo i frutti delle scelte strategiche compiute: innovazione, specializzazione e ricerca di nuovi mercati esteri. Bene la filiera agroalimentare, la grande distribuzione fa registrare investimenti importanti anche in termini di occupazione qualificata, aumenta il fatturato del comparto industriale, nella cooperazione sociale si consolidano trend positivi anche se la crisi ha ridotto i margini economici. Nel multiservice ci sono consolidamento e sviluppo, anche dell’occupazionale e anche dell’occupazione stessa al femminile».

E l’edilizia?

«Non c’è stata la ripresa a livello nazionale, le grandi opere non vanno avanti in Italia. Si è ripreso il mercato delle manutenzioni, aggredito però più dagli artigiani che dalle imprese cooperative, più strutturate».

Una grande cooperativa delle costruzioni, Cmc, attraversa un momento di difficoltà.

«La crisi di Cmc rientra nelle difficoltà del settore a livello nazionale. È ora di chiedere la crisi strutturale del comparto per attivare gli ammortizzatori sociali. Legacoop è al fianco di Cmc per tutto ciò che è nelle sue possibilità con l’obiettivo di garantire occupazione, patrimonio e futuro».

A proposito di grandi opere, la Romagna avrebbe bisogno di infrastrutture nuove e moderne.

«L’infrastrutturazione materiale e immateriale è il cuore dello sviluppo. Bisogna lavorare per migliorare le infrastrutture interne, quelle che ci collegano alle altre aree in Italia e quelle che ci portano in Europa. Proiettare la Romagna in Europa vuol dire qualificare lo sviluppo dell’area. Senza dimenticare lo sviluppo del porto di Ravenna, fondamentale per tutto il territorio».

Se manca unità di intenti, però, è tutto più difficile: il caso Bologna, con il Passante bloccato dal governo, insegna.

«Siamo preoccupati per una posizione ideologica sulle grandi opere da parte dell’esecutivo. Le infrastrutture sono fondamentali, faremo una battaglia su questo».

Romagna meglio integrata, è un suo cavallo di battaglia. Com’è la situazione?

«Continuiamo a lavorare perché la Romagna sia un vero sistema territoriale integrato. Dal welfare al turismo, i temi riguardano il territorio nella sua interezza. Ma politiche di sistema hanno bisogno di un assetto istituzionale unitario della Romagna».

La Provincia unica?

«Chiamiamola così».

E una Regione Romagna?

«Assolutamente no. La regione è l’Emilia Romagna, che ha tassi di sviluppo più alti della media nazionale. Uno sviluppo a cui concorre la cooperazione».

Come vede il futuro?

«Stiamo lavorando per consolidare e riorganizzare settori e filiere. Abbiamo riorganizzato il comparto dei servizi alle imprese, costituendo Federcoop servizi Romagna che è la struttura unica di fornitura servizi. Il mio è un ottimismo fattivo».

Giuseppe Catapano