COOPERATIVE NEL COMPLESSO RAPPRESENTANO IL 10,6% DELLE IMPRESE TOP 500

Andamento del fatturato in crescita
Pressioni sul fronte della redditività

di MAURIZIO MARANO
e FILIPPO LO PICCOLO

IN CRESCITA nel 2017 la cooperazione bolognese, che continua a svolgere un ruolo di grande importanza all’interno dell’economia provinciale. Con le sue 53 unità, che occupano oltre 83.000 dipendenti, la cooperazione costituisce il 10,6% delle Top 500; inoltre, sono cooperative quattro delle prime dieci imprese del territorio e sette delle prime venti. Il fatturato aggregato si attesta oltre i 17 miliardi di euro, del quale più della metà è prodotto dalle prime cinque cooperative del campione. Le cooperative bolognesi operano in una varietà di settori, che comprendono anche settori prevalentemente popolati da imprese ordinarie, come la meccanica di precisione. L’analisi del ‘comparto cooperativo’ mostra la forte incidenza delle attività legate al commercio (19%), all’agroalimentare (17%), ai trasporti (13%) e alle costruzioni (11%). Si segnala lo stabile ruolo della cooperazione sociale che rappresenta un decimo del comparto.

L’ANDAMENTO del fatturato conferma la crescita delle cooperative, sebbene con una diversa velocità rispetto al campione complessivo delle Top 500, nelle quali è tuttavia più elevata l’incidenza di imprese che operano all’interno di settori a maggiore tasso di sviluppo o sui mercati internazionali. Sebbene in termini assoluti il fatturato aggregato delle cooperative cresca dell’1,5% – trend che potrebbe suggerire una sostanziale stabilità in termini reali, scontato il tasso di inflazione 2017 dell’1,2% – le evidenze mutano con l’approfondimento dell’analisi: innanzitutto, se si esclude una situazione di crisi d’impresa, il fatturato aggregato cresce nel 2017 ad un tasso che si avvicina al 3%; inoltre, la cosiddetta ‘cooperativa mediana’ (quella che occupa la posizione centrale nella distribuzione delle unità in termini di ricavi) accresce il fatturato dell’11,2%. Tuttavia, la performance del fatturato aggregato cooperativo si raffronta con un più deciso incremento (8,4%) del campione complessivo delle Top 500 bolognesi, che risente dei citati fattori di contesto (business e mercati). Anche la valutazione analitica dei fatturati mostra in ogni caso un quadro favorevole: se da un lato il 17% delle cooperative del campione vede scendere i ricavi di più del 3%, dall’altro il 53% ha una crescita superiore al 3%. Il quadro positivo è invece solo limitatamente confermato dall’analisi dei risultati economici. APPARE positiva la riduzione della percentuale delle cooperative in perdita (17% rispetto al 21% dell’anno precedente); migliora anche il dato delle cooperative con perdite operative (EBIT negativo), passato dal 14% del 2016 al 9% del 2017. Il contraltare è rappresentato dal 51% del campione che nel 2017 ha subito un peggioramento del risultato netto: i dati aggregati e medi risentono fortemente delle dinamiche dei redditi netti nel segmento delle grandissime cooperative, mentre si osserva una crescita degli utili netti aggregati sia delle cooperative che nella classifica generale di Top 500 occupano le posizioni al di sotto della ventesima assoluta, sia delle cooperative con meno di 250 milioni di fatturato. Valutazioni in parte simili interessano l’EBIT, con cali del reddito operativo che coinvolgono il 60% delle cooperative. Gli indici di redditività confermano un quadro non favorevole sul fronte della redditività, nonostante sia chiaro agli analisti che nella comparazione tra imprese cooperative e società di capitali il Roe, il Roi e il Ros vadano soggetti a chiari limiti in presenza di equilibrio economico, a causa della collocazione del ristorno nel conto economico (come maggiori costi o minori ricavi), con un conseguente effetto riduttivo su Ebit e utile netto e sui tradizionali indici di redditività. Detto questo, l’analisi restituisce una relativa tenuta a livello della cooperativa mediana, ma mostra in generale un quadro di compressione dei tassi di redditività.

DAL LATO del rischio finanziario, la situazione generale non manifesta particolari variazioni con riguardo alla cooperativa mediana, caratterizzata da sostanziale stabilità dell’indice di indebitamento (3,4 nel 2017 a fronte del 3,3 del 2016). Al contrario, si riscontrano progressi sul piano dei valori medi (confermati anche qualora si proceda all’esclusione di un caso caratterizzato da miglioramenti di particolare entità). Si ricorda peraltro che, rispetto alle società di capitali, le cooperative godono di una forma di finanziamento ulteriore, ovvero il prestito sociale; di questo si deve necessariamente tenere conto nell’interpretazione del quoziente di indebitamento, in quanto fonte di finanziamento caratterizzata da elevata stabilità. In un’impresa la cui funzione sociale è riconosciuta costituzionalmente (art. 45C), importante l’analisi dell’occupazione. Dal lancio di Top 500 Bologna, questo dato ha sempre rappresentato un elemento importante per testare la capacità inclusiva della cooperazione e, negli anni della crisi, la sua funzione anticiclica. Nel triennio 2015-2017 si riscontra una continua crescita del numero dei dipendenti (nel 2017 +2,2%), sebbene con dinamiche differenti rispetto a quelle che caratterizzano la globalità del campione di Top500 (+5,4%) e con situazioni ovviamente differenziate all’interno del comparto. In ogni caso, la cooperativa mediana vede crescere il personale del 10,2%. L’analisi conferma in conclusione la vitalità delle maggiori cooperative bolognesi, tuttora in crescita, sebbene sottoposte a pressioni sul fronte della redditività.