Ecobonus

Il decreto Rilancio pubblicato in Gazzetta Uiciale il 20 maggio scorso prevede, all’articolo 119, un ’superbonus’ per gli interventi di eicientamento energetico e miglioramento sismico delle abitazioni. Si tratta di una misura che determina un risparmio fiscale del 110% su questo genere di interventi: in pratica, se per una ristrutturazione ho speso 30mila euro, posso detrarne 33mila dalle imposte, oppure cedere il credito fiscale. Il superbonus è valido per lavori eettuati e certificati dall’1 luglio di quest’anno a fine 2021, ma si sta lavorando per prolungarlo fino a fine 2022. La grande notivtà di questa misura consiste nella possibilità di cedere il credito fiscale, oltre che all’impresa, anche a soggetti terzi (come le banche). Ecco quali sono, punto per punto, i tratti salienti di Ecobonus e Sisma Bonus.


CHE COS’È?

Efficienza energetica e sicurezza,
gli interventi sono a costo zero

Si tratta di un nuovo superbonus che porta al 110% il risparmio fiscale sulle spese sostenute per gli eicientamenti energetici (Ecobonus) e gli interventi antisismici (Sisma Bonus) sugli edifici. Per l’Ecobonus lo sconto riguarda gli interventi per l’isolamento termico (il ’cappotto’) e/o la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale e riscaldamento con impianti centralizzati o caldaie di classe A a condensazione, pompe di calore, sistemi geotermici. In presenza di questi interventi il bonus è riconosciuto anche per altre opere.


QUANTO DURA?

Il via previsto fra un mese
Un anno e mezzo per ristrutturare,
ma si lavora per allungare i termini

Il nuovo superbonus riguarda tutti gli interventi previsti dal decreto Rilancio, e dai regolamenti attuativi che saranno emanati dai ministeri competenti e dall’Agenzia delle Entrate nelle prossime settimane, eettuati dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021. È possibile però che in sede di conversione del decreto la durata sia prorogata al 31 dicembre 2022. All’interno del superbonus al 110% possono rientrare, qualora si eettuino lavori di eicientamento energetico come il cappotto, anche gli interventi sulle facciate degli edifici per cui fino al 31 dicembre 2020 era previsto un bonus del 90%.


QUANTO TEMPO HO PER RICHIEDERLO?

Detrazione nel 730 dell’anno dopo
Può essere ’spalmata’ su cinque rate

Le spese che rientrano nel nuovo superbonus danno diritto a una detrazione fiscale (Irpef e Ires) del 110%: quindi se ho speso 30mila euro posso risparmiare 33mila euro sulle tasse. La detrazione va applicata nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo a quello in cui sono state sostenute e certificate le spese. L’importo complessivo dei lavori può essere detratto dalle imposte in cinque rate di eguale importo per ogni anno ma anche utilizzato per compensare i pagamenti dovuti con l’F24.


QUALI SONO I REQUISITI?

Via libera alle villette solo se ci si vive
Le associazioni chiedono di ampliare le possibilità

Possono usufruirne le persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, arti e professioni. La detrazione riguarda i lavori sulle parti comuni e di singole unità abitative dei condomini, di edifici unifamiliari, gli istituti autonomi case popolari e le cooperative di abitazione. Nel caso di abitazioni indipendenti, però, per usufruire del bonus deve trattarsi di prima casa. Confedilizia in primis ha chiesto che in sede di conversione del decreto la detraibilità sia estesa alle seconde case unifamiliari, non solo di villeggiatura.


DA CHI VADO?

Passaggi più stringenti del passato
Servono imprese qualificate

Per prevedere e realizzare gli interventi è bene rivolgersi a tecnici e imprese qualificate: la normativa prevede una serie di passaggi più stringenti rispetto agli altri bonus. Bisogna quindi avere il progetto dei lavori, la relazione di conformità prima del loro inizio, l’attestato di qualificazione energetica per la chiusura dei lavori e l’attestato di prestazione energetica (Ape) che certifica che gli interventi hanno determinato il miglioramento di due classi energetiche dell’edificio, elemento determinate (salvo eccezioni) per avere diritto al bonus.


POSSO FARE DA SOLO?

Si può agire individualmente:
comunicazioni a Comune ed Enea
Periti indispensabili per la conformità

Si può pensare di inviare personalmente le documentazioni richieste che, come per gli altri bonus edilizi, dovrebbero prevedere la comunicazione (Cia o Scia) di inizio lavori al Comune e quella energetica all’Enea. Ma servirà comunque rivolgersi a un tecnico-perito qualificato per ottenere le relazioni di conformità e qualificazione energetica. Per evitare frodi, per il superbonus è prevista anche una relazione di congruità delle spese sostenute, con parametri che dovrebbero essere fissati dal ministero.


A CHI POSSO CEDERE IL CREDITO?

Banche e intermediari finanziari,
si pagano commissioni e interessi

La grande novità è quella di poter cedere il credito fiscale non solo all’impresa, con lo sconto in fattura, ma anche a soggetti terzi come banche e intermediari finanziari. Questo permetterebbe di realizzare i lavori a costo zero. Con la cessione alle banche si dovranno comunque pagare commissioni e interessi perché l’istituto anticipa la somma che si recupererebbe in 5 anni. Per cedere il credito (le cessioni saranno gestite con la piattaforma dell’Agenzia delle entrate) servirà un’asseverazione del Caf o del commercialista.


Bonus Facciate

Con il Superbonus introdotto dal decreto Rilancio pubblicato il 20 maggio in Gazzetta Uiciale, è previsto uno sconto fiscale del 110% per le spese sostenute per interventi energetici (Ecobonus) e antisismici (Sisma Bonus). Il Superbonus prevede anche la cedibilità del credito a terzi (banche e intermediari finanziari). L’importo complessivo dei costi potrà essere detratto dalle imposte in cinque rate uguali ogni anno. Solo alcuni interventi, tra cui il ’cappotto termico’, danno diritto al Superbonus. Ma se si eettua uno di questi lo stesso sconto può essere applicato su altri lavori: è il caso del rifacimento delle facciate delle abitazioni. Per la verità già l’ultima legge di Bilancio aveva introdotto un bonus del 90%, ma solo per alcune zone. Ecco che cosa cambia con il dl Rilancio.


CHE COS’È?

Lo sconto arriva al 110%
se si fa il cappotto termico

Il super Ecobonus al 110% comprende anche il rifacimento delle facciate degli edifici. In pratica porta il risparmio fiscale previsto per il bonus facciate – introdotto dall’ultima Legge di Bilancio – dal 90 al 110%. Per usufruirne è necessario però ottemperare a uno dei tre interventi ’trainanti’ – che danno diritto alla detrazione anche sui lavori accessori – previsti dall’articolo 119 del dl Rilancio. Nel caso delle facciate, realizzare l’isolamento termico (il «cappotto») almeno sul 25% delle superfici opache (senza finestrature) orizzontali e verticali.


QUANTO DURA?

Ok ai lavori da luglio a fine 2020
Cinque rate per le detrazioni
Il tetto di spesa è 60mila euro

Il risparmio fiscale potenziato al 110% anche per le facciate riguarda tutti i lavori eseguiti dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 (con la possibilità che, in sede di conversione del decreto, la durata sia allungata di un altro anno fino al 31 dicembre 2022). Il limite di spesa è a 60mila euro per l’isolamento termico (a cui aggiungere altre spese come per esempio quelle per finestre e infissi) moltiplicato nei condomini per ogni unità abitativa. Il super Ecobonus permette di detrarre da Irpef e Ires il 110% della spesa in cinque rate annuali di pari importo.


QUALI SONO I REQUISITI?

Via libera sempre nei condomini
Le villette devono essere prima casa

Oltre all’elemento vincolante degli interventi di isolamento termico delle superfici, rispettando per i materiali isolanti utilizzati i criteri ambientali minimi previsti dal decreto del ministero dell’Ambiente dell’11 ottobre 2017, possono rientrare nel super Ecobonus al 110% i rifacimenti delle facciate realizzati dai condomini senza distinzione tra prima e seconda casa e anche da proprietari che adibiscano la proprietà a negozio o uicio. Per le abitazioni unifamiliari il bonus riguarda solo i proprietari privati di prima casa.


CHE NE È DEL VECCHIO BONUS?

Valido per tutto il 2020, nessun massimale
Riguarda i centri storici e le aree di pregio

Fino al 31 dicembre 2020 resta per ora in vigore anche il ’vecchio’ bonus facciate: una detrazione al 90% – senza tetto di spesa – per abbellire le facciate delle case. Quindi pulitura, tinteggiatura, consolidamento, ripristino, miglioramento delle caratteristiche termiche e rinnovo degli elementi costitutivi della facciata esterna di un edificio esistente. Gli immobili devono trovarsi nelle zone urbanistiche A (centri con carattere storico o con pregi ambientali e artistici) o B (aree dove gli edifici coprono almeno un ottavo della superficie fondiaria).


CHI NE HA DIRITTO?

Vale per tutti i proprietari di immobili
Anche società, imprese ed enti

Il bonus facciate al 90% può essere utilizzato, diversamente dal super Ecobonus, da tutti: persone fisiche, enti commerciali, società, imprese individuali, residenti e non residenti. Per beneficiarne si deve possedere o detenere l’immobile oggetto dell’intervento in qualità di proprietari, nudi proprietari, usufruttuari oppure in base a un contratto di locazione, anche finanziaria o di comodato, regolarmente registrato e col consenso del proprietario a fare i lavori. Il bonus può essere usufruito dai conviventi familiari che sostengono le spese


QUALI SONO GLI INTERVENTI AMMESSI?

Si può sfruttare per rinnovare
balconi, grondaie, parapetti
Ma non tetti e muri di cinta

La detrazione riguarda tutte le categorie catastali (condomini compresi) a patto che si trovino nelle zone urbanistiche A e B. Oltre alle facciate esterne (escluse quelle dei cortili) e il cappotto termico, il bonus riguarda interventi anche su balconi, cornicioni, parapetti, pluviali, grondaie, impianti (cavi antenna e condizionatori), fregi. Detraibili le spese per ponteggi, progettazione, perizie, smaltimento materiali e imposte sui lavori. Esclusi gli interventi su finestre, muri di cinta, cancelli, portoni, lastrici solari, tetti, tende e schermature che, però, realizzando l’isolamento termico, possono rientrare nel super Ecobonus al 110%


COME SI OTTIENE LA DETRAZIONE?

Il 90% dei costi recuperato in 10 anni
Sconto in fattura solo se è anche ’eco’

Con il bonus facciate al 90%, le spese possono essere detratte dalle tasse con la dichiarazione dei redditi in 10 rate annuali di pari importo. Sono esclusi la cessione del credito (a imprese e banche) e lo sconto in fattura, previsti invece se i lavori della facciata, realizzando anche l’isolamento termico, rientrano nel super Ecobonus al 110%. In questo caso però è indispensabile presentare da un tecnico un’Attestato di prestazione energetica che certifichi il miglioramento (salvo eccezioni) di due classi energetiche dell’edificio