Energia del futuro, sì al moto ondoso
Paesi scandinavi pionieri del sistema

Scenari / Entro il 2050 il 10% del fabbisogno energetico europeo potrebbe essere prodotto dal mare

C’è una fonte di energia poco conosciuta ma molto affidabile che, entro il 2050, potrebbe diventare predominante in alcuni territorio. Si tratta del settore energetico marino che se sfruttato a dovere può rendere autonome le isole e riqualificare tratti costieri completamente abbandonati. In questo momento le Regioni scandinave stanno investendo molto sul moto ondoso, anche l’Italia, tuttavia, sta cercando di occuparsi delle tecnologie collegate direttamente ai moti ondosi. A parlare di tale situazione è RiEnergia: un portale ad accesso gratuito ideato da Rie-Ricerche Industriali ed Energetiche in collaborazione con Staffetta Quotidiana. Dalle ultime ricerche è emerso che il consumo annuo di elettricità dell’Europa è pari a 3.300 Terawatt/ora (Twh), cioè a 3.300 miliardi di Kilowatt/ora. Le stime sul potenziale energetico dal moto ondoso degli oceani variano da 4 a 29.500 Twh. Entro il 2050, con investimenti mirati, l’Europa potrebbe sfruttare 100 gigawatt (Gw, milioni di Kilowatt) di capacità proveniente dalle maree e dalle onde, coprendo il 10% del fabbisogno continentale.


La conversione

L’elettricità arriverà dal mare

L’energia che arriva dal moto ondoso viene convertita dai Wave Energy Converters (Wec) che trasformano l’onda in elettricità. I Wec si differenziano tra loro per il sistema che utilizzano per prendere l’energia dal mare. In tal senso abbiamo gli assorbitori, che riescono a prendere energia dall’onda in ogni direzione; poi ci sono gli gli “attenuatori”, molto presenti nelle strutture galleggianti in mare; e infine abbiamo i “terminatori”, collocati quasi sempre in corrispondenza del fronte d’onda. Sfruttare il moto ondoso del mare per creare energia ha un duplice obiettivo: puntare su fonti energetiche rinnovabili che non inquinano; e rendere completamente autonome le isole che per avere energia elettrica fanno affidamento su generatori che impiegano combustibili costosi e inquinanti. Oltre all’eolico e al solare, dunque, anche l’energia del mare a breve sarà sfruttata.


Cosa succederà nel futuro

Le coste atlantiche sono il top
Il Mediterraneo è un’opportunità

Il moto ondoso potrebbe rappresentare una fonte di energia importantissima per il futuro.
Per questioni strettamente fisiche in alcune zone del mondo sarà possibile sfruttare questo tipo di energia al massimo.
La costa atlantica, ad esempio, offre alcuni dei migliori siti al mondo, con onde imponenti che viaggiano attraverso l’oceano senza perdere energia e raggiungono le coste di Regno Unito, Irlanda, Francia, Portogallo e Spagna.
Nonostante il Mediterraneo presenti un moto ondoso meno impetuoso, è considerato dagli esperti “un’opportunità da non perdere” per l’Italia e per tutti i paesi che ne sono bagnati.
Quasi la metà dei brevetti mondiali che riguardano l’energia che arriva dal mare sono europei, ragion per cui l’Europa è oggi il continente con più impianti di trasformazioni montati.
A partire dal 2010, infatti, nel Vecchio Continente, sono stati installati 11,3 megawatt (Mw, migliaia di kilowatt) di energia da moto ondoso. La capacità continua ad aumentare costantemente, a dimostrazione che il particolare comparto è in costante sviluppo. Le società, inoltre, si sono poste obiettivi ben precisi: il 2050 potrebbe rappresentare la deadline per completare, almeno una parte, degli impianti.