Aliquote potenziate per ripartire subito

Stanziati 24 miliardi per una misura che diventa strutturale nell’ambito del nuovo Piano nazionale transizione 4.0

di Marco Principini

Tamponare l’emergenza, ma soprattutto guardare al futuro. Su questi ambiti si sono concentrate le iniziative del governo negli ultimi mesi, con incentivi e strumenti di sostegno a favore di imprese e cittadini. Era stato così anche nel 2020, con una differenza sostanziale: l’anno scorso gli sforzi erano per lo più destinati a garantire liquidità e a favorire la ripresa, ma senza lo sguardo di lungo termine del 2021. Oggi ci sono il Piano nazionale di ripresa e resilienza e le risorse del Recovery Fund che serviranno a costruire il Paese del futuro. Con diverse opportunità da cogliere.
Partendo dagli strumenti messi a disposizione l’anno scorso, spicca il Fondo di garanzia per le Pmi. A dicembre è stato previsto che rimanessero in vigore fino al 30 giugno le misure di potenziamento del Fondo di garanzia previste dal decreto Liquidità per fare fronte alle esigenze finanziarie delle imprese e dei professionisti. Poi, a maggio, con il decreto legge Sostegni bis, è stata prevista un’ulteriore proroga di sei mesi dal 30 giugno al 31 dicembre 2021 (subordinata all’approvazione della Commissione Ue) con alcune novità: la prima introduce nuovamente la possibilità di presentare richieste di garanzia per finanziamenti di importo fino a 30mila euro e di durata massima di 15 anni in favore degli enti del Terzo settore, compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti. La seconda stabilisce che per le imprese ‘diverse dalle Pmi’ con un numero di dipendenti non superiore a 499 (le cosiddette Midcap) non possono essere più concesse garanzie su singole operazioni, anche se la richiesta è stata presentata prima del 26 maggio. La terza modifica, infine, introduce per la stessa tipologia di imprese con numero di dipendenti non superiore a 499 la possibilità di accedere alla garanzia nell’ambito di portafogli di finanziamenti a medio-lungo termine finalizzati alla realizzazione di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione e programmi di investimento. Si prevede poi l’allungamento da 6 a 10 anni dei tempi di restituzione dei finanziamenti garantiti, la percentuale di copertura della garanzia viene ridotta dal 90 all’80% per le nuove operazioni e per i prestiti fino a 30mila euro la copertura scende al 90% dal primo luglio.
Il futuro, si diceva. Il nuovo Piano nazionale transizione 4.0 è il primo ‘mattone’ su cui si fonda il Recovery italiano. L’investimento consiste in circa 24 miliardi di euro per una misura che diventa strutturale e che vede il potenziamento di tutte le aliquote di detrazione e un anticipo dei tempi di fruizione. Il nuovo piano si pone due obiettivi fondamentali: stimolare gli investimenti privati e dare stabilità e certezze alle imprese con misure che hanno effetto da novembre 2020 a giugno 2023. Si prevede il credito d’imposta per gli investimenti delle imprese in beni materiali e immateriali non 4.0, beni materiali e immateriali 4.0, ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, innovazione green e digitale, design e ideazione estetica, formazione 4.0. I nuovi crediti d’imposta sono previsti per 2 anni, la decorrenza della misura è anticipata al 16 novembre 2020. È confermata la possibilità, per i contratti di acquisto dei beni strumentali definiti entro il 31 dicembre 2022, di beneficiare del credito con il solo versamento di un acconto pari ad almeno il 20% dell’importo e consegna dei beni nei 6 mesi successivi (quindi, entro giugno 2023). Per quanto riguarda la maggiorazione dei tetti e delle aliquote per beni materiali e immateriali, l’incremento è dal 6% al 10% per tutti del credito beni strumentali materiali (ex super) per il solo anno 2021, dal 6% al 15% per investimenti effettuati nel 2021 per implementazione del lavoro agile, con estensione del credito ai beni immateriali non 4.0 con il 10% per investimenti effettuati nel 2021 e al 6% per investimenti effettuati nel 2022. Beni materiali 4.0: per spese inferiori a 2,5 milioni di euro, nuova aliquota al 50% nel 2021 e 40% nel 2022; per spese superiori a 2,5 milioni e fino a 10, nuova aliquota al 30% nel 2021 e 20% nel 2022; per spese superiori a 10 milioni e fino a 20 introdotto un nuovo tetto, aliquota al 10% nel 2021 e nel 2022. Per i beni immateriali 4.0, l’incremento è dal 15% al 20%, con un massimale da 700mila euro a un milione. Si prevedono incrementi anche per ricerca e sviluppo, innovazione, design e green, oltre all’estensione del credito d’imposta alle spese sostenute per la formazione 4.0 dei dipendenti e degli imprenditori. Menzione a parte per il Superbonus, misura che incentiva gli interventi di riqualificazione energetica e sismica di edifici residenziali e prevede un’aliquota di detrazione del 110% per le spese sostenute entro il 30 giugno 2022. Il boom di pratiche edilizie ‘lavorate’ dagli uffici comunali testimonia l’utilità della misura, aspettando il boom dei cantieri.

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I punti di forza del provvedimento

Si prevede il credito d’imposta per gli investimenti delle imprese in beni materiali e immateriali non 4.0, beni materiali e immateriali 4.0, ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, innovazione green e digitale, design e ideazione estetica, formazione 4.0

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Decreto Sostegni, tre novità

Finanziamenti fino a 30mila euro garantiti per Terzo settore ed enti religiosi; stop garanzie per imprese fino a 499 addetti, che però accedono alla garanzia nell’ambito di portafogli di finanziamenti a medio-lungo termine per ricerca, sviluppo e innovazione

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Com’è andata fino a oggi

Finora le domande pervenute dal 20 marzo 2020 al 22 giugno 2021 sono oltre 2 milioni per un valore di finanziamenti che supera i 180 miliardi. Di queste, 1,1 milioni di domande riguardano le operazioni fino a 30mila euro per 22 miliardi di finanziamenti

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Moratorie per 14 miliardi

Nell’ambito delle misure d’emergenza messe in campo dal Governo spicca anche quello relativo alle moratorie per le imprese. Fino a giugno sono state 530mila domande pervenute per un valore dei finanziamenti di 14 miliardi

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Riqualificazioni con il Superbonus

Il Superbonus è una misura che incentiva gli interventi di riqualificazione energetica e sismica di edifici residenziali e prevede un’aliquota di detrazione del 110% per le spese sostenute entro il 30 giugno 2022. C’è un boom di pratiche edilizie