Energia, i trend dei prossimi 30 anni:
industria e trasporti i settori più pesanti

A dichiararlo è l’International Energy Outlook nel suo rapporto

E’ tempo di previsioni a lungo termine per l’International Energy Outlook che nel suo ultimo rapporto prova a disegnare quello che sarà il quadro dei prossimi trent’anni in materia di consumi energetici. Come sarà la situazione da qui al 2050? Tanti gli aspetti che vengono analizzati nel corso della rapporto che analizza sul lungo termine i mercati energetici suddividendo il mondo in 16 aree e due macro-gruppi di nazioni, a seconda che facciano o meno parte dell’Organization for Economic Cooperation and Develpment (OECD) che conta attualmente 35 membri (l’ultimo paese ad aderire è stata la Lettonia).
I riflettori sono puntati sul settore industriale, quello che comprende attività come estrazione e raffinazione, manifattura, agricoltura e costruzioni e che – secondo EIA – si confermerà il più pesante a livello di consumo energetico perché aumenterà del 30% il suo peso rispetto ad oggi tra il 2018 ed il 2050, arrivando a consumare 315 quadrilioni di Btu (British Thermal Unit) entro metà secolo. Ma anche per il settore dei trasporti i consumi energetici non saranno di certo irrilevanti visto che si stima un aumento del 40% circa. L’urbanizzazione sarà invece tra le cause principali dell’aumento del consumo energetico nel settore che raggruppa esercizi commerciali e strutture residenziali, complice anche un miglioramento generale dello stile di vita che però comporterà anche un maggiore dispendio di energie. Industria, trasporti e il cosiddetto settore “building” cresceranno inevitabilmente nelle prossime tre decadi e questo comporterà un aumento del 79% nella produzione di elettricità sul periodo considerato. Una percentuale davvero molto elevata che non può e non deve passare in secondo piano e che dovrà indurre coloro che operano nei settori sopra indicati a lavorare in una direzione più green e che necessariamente dovrà tenere di conto delle fonte rinnovabili a cui, sempre secondo il rapporto di International Energy Outlook, si farà sempre più ricorso. Da qui al 2050 si prevede un aumento delle fonti green (solare fotovoltaico, eolico, idroelettrico, geotermico, biomassa, biocarburanti, e così via) del 3.1% all’anno circa; diventeranno le più utilizzate superando il gas naturale ed il carbone entro il 2030 e il petrolio entro il 2050.


Inquinamento inarrestabile, le emissioni di gas serra aumenteranno

Nonostante un impegno cospicuo, da parte degli addetti ai lavori, per ridurre l’inquinamento atmosferico attraverso il ricorso a fonti rinnovabili, il rapporto di International Energy Outlook non lascia ben sperare: la crescita economica e la maggior necessità di consumare energia produrranno inevitabilmente maggiori emissioni energy-related ad un ritmo medio che, fino al 2050, si stima possa essere di poco meno l’1% annuo. Insomma stando a questi numeri non riusciremo a invertire la rotta nonostante l’aumento del ricorso a fonte rinnovabili, dunque a basso impatto energetico. Sarà la crescita economica a mettere in serio pericolo il pianeta e il processo, stando ai dati del rapporto qui menzionato, sembra essere inarrestabile.