Il sostegno agli investimenti

Un sistema di fondi per aiutare le imprese emiliane a rinnovarsi

NUOVI STRUMENTI di finanza agevolata, che possono trasformarsi in moltiplicatori degli investimenti delle piccole e medie imprese, sempre più attente alle nuove tecnologie. Grazie al fondo Eureca, per la prima finestra del bando di sostegno agli investimenti produttivi espansivi ad alto contenuto tecnologico nel 2018 sono state presentate 246 domande di contributo per investimenti pari a un totale di 62,9 milioni di euro, un importo complessivo di finanziamenti bancari pari a 46,9 milioni di euro e contributi a fondo perduto per 16 milioni di euro. Conclusa anticipatamente anche la presentazione dei progetti per la seconda finestra, con la candidatura di 150 progetti.

PREVISTA l’assegnazione di ulteriori otto milioni di contributi a fondo perduto, oltre al sostegno in termini di garanzia per circa due milioni di euro a cui si aggiungono ulteriori 1,5 milioni per complessivi 25,5 milioni di euro a fondo perduto a favore di 373 imprese. Questo strumento sarà utilizzato anche nel settore del commercio e del turismo, per il quale la Giunta regionale ha destinato 25 milioni di euro per gli anni 2019-2020.

PER IL TURISMO e per il commercio, nel corso del quinquennio 2015-2019, sono stati destinati ulteriori 36 milioni di euro per sostenere gli investimenti delle imprese, sotto forma di abbattimento di tassi sui prestiti e di garanzia sugli finanziamenti, tramite il sistema dei consorzi-fidi. Attraverso la sezione speciale regionale del Fondo di garanzia Pmi, con una dotazione di 5,15 milioni di euro, è stato reso più semplice l’accesso al credito bancario da parte delle piccole e medie imprese.

CON IL FONDO multiscopo sono stati concessi finanziamenti (risorse Por-Fesr) alle nuove piccole e medie imprese per circa 17 milioni di euro, e alle imprese che attivano investimenti per l’efficientamento energetico per 36 milioni di euro. Nel 2018 è stato dato impulso all’attività del Fondo di finanza agevolata per la cooperazione, con 15 milioni di risorse regionali, per erogare ulteriore credito alle imprese cooperative che effettuano nuovi investimenti in macchinari e immobili a uso produttivo.

TRA LE AZIONI avviate nel campo della cooperazione quelle rivolte al contrasto del fenomeno delle false cooperative. Per favorire l’accesso al credito delle pmi, la Regione Emilia-Romagna ha anche erogato contributi alle imprese che hanno deciso di associarsi o di aumentare la propria quota sociale nei consorzi fidi protagonisti di processi di fusione. Dal 2017 al 2019 sono stati erogati oltre 1,3 milioni di euro a circa 500 imprese.

GRANDE ATTENZIONE è stata posta alla valorizzazione delle filiere. Da segnalare in particolare il riconoscimento del credito d’imposta per la ricerca stilistica per le imprese del fashion e il patto per la valorizzazione del distretto calzaturiero siglato con gli stakeholder del territorio nel dicembre 2018. Non solo: la nascita di Muner, una delle associazioni della rete dei Clust-ER dedicata all’automotive, ha permesso la promozione di due lauree inter- ateneo e internazionali, in Advanced Automotive Engineering e in Advanced Automotive Electronic Engineering in collaborazione con le quattro università regionali e le aziende all’avanguardia nel settore, marchi noti in tutto il mondo.

ATTENZIONE particolare anche all’artigianato: dal 2015 sono stati sostenuti progetti promozionali per 200 mila euro all’anno, compreso quello artistico e tradizionale. Azioni specifiche sono state indirizzate ai liberi professionisti, che hanno potuto usufruire tra 2017 e 2018 di oltre otto milioni di euro di contributi per finanziare 596 progetti di innovazione e digitalizzazione attraverso il Por Fesr, con un investimento complessivo di oltre 20 milioni di euro. Un’azione che è stata ripetuta per il terzo anno consecutivo nel 2019 mettendo a disposizione complessivamente 3,2 milioni di euro nel 2019.


Il tesoro di Bruxelles vale 2,44 miliardi

Il plafond 2014-2020 utilizzato per lo sviluppo e la crescita sostenibile e inclusiva

EMILIA-ROMAGNA sempre ai vertici per l’utilizzo dei finanziamenti europei: Fondo europeo per lo sviluppo regionale (Por Fesr), Fondo sociale europeo (Por Fse), Programma di sviluppo rurale (Psr). Un plafond di 2,44 miliardi di euro di risorse pubbliche a disposizione tra il 2014 e il 2020, per una nuova generazione di politiche per lo sviluppo e una crescita sostenibile ed inclusiva.

I COMITATI di sorveglianza della Commissione europea hanno certificato a giugno 2019 come per il Por Fesr siano già stati impegnati 480 milioni di euro; più di 662 milioni per il Por Fse, con quasi 430mila persone inserite in percorsi formativi (per il 50% si tratta di donne); e 1,1 miliardi per il Psr. Con percentuali molto alte: nel primo caso si tratta del 99,6% della dotazione disponibile, nel secondo dell’84,3% e nel terzo, i fondi destinati all’agricoltura, del 93% delle risorse, con contributi già concessi per 903 milioni (73%).

LA REGIONE, quindi, rispetta e supera gli obiettivi di spesa fissati dall’Unione europea, confermando ottime performance nell’impiego delle risorse strutturali, utilizzate per sostenere la crescita del sistema regionale con azioni integrate in grado di generare appunto investimenti e nuova occupazione. Per continuare a sostenere queste azioni, nel Bilancio 2019 è stata alzata a 74 milioni di euro la quota di cofinanziamento regionale, rispetto alla media di 59 milioni degli anni dal 2014, generando investimenti per quasi 490 milioni su voci fondamentali come imprese, agricoltura, sviluppo, politiche attive per il lavoro e formazione.

PER QUANTO riguarda il Por Fesr, i quasi 482 milioni di euro destinati all’Emilia-Romagna sono stati distribuiti su sei priorità di intervento. Gli assi riprendono gli obiettivi tematici per l’attuazione della Strategia Europa 2020 e le priorità della politica di sviluppo regionale. All’asse Ricerca e Innovazione sono stati destinati 140,6 milioni di euro, mentre a Competitività ed attrattività del sistema produttivo ne sono stati destinati 120,5 milioni e alla Promozione della low carbon economy nei territori e nel sistema produttivo 104,4 milioni. Per la Valorizzazione delle risorse artistiche, culturali ed ambientali destinati 37,6 milioni, 30,1 per lo Sviluppo dell’Ict e attuazione dell’Agenda digitale, 30 milioni invece sono andati alle Città attrattive e partecipate. L’assistenza tecnica costa 18,8 milioni.

I FONDI Por Fse valgono 786,2 milioni di euro. Per mettere a frutto questo ‘tesoretto’ la Regione ha elaborato una strategia che individua tre priorità di intervento: valorizzare il capitale intellettuale attraverso politiche di investimento di imprese e Pubblica amministrazione; favorire innovazione, diversificazione e capacità imprenditoriale del sistema produttivo, orientandolo verso settori in crescita e ad alto utilizzo di competenze, che operino per la sostenibilità e che producano servizi alle persone; perseguire gli obiettivi di coesione sociale, integrazione e qualità dei servizi collettivi.

IL PSR vale una dotazione finanziaria di 1,19 miliardi. La ripartizione si distribuisce su tre macrotemi: competitività (a cui vanno 516 milioni), ambiente e clima (509 milioni) e sviluppo del territorio (140 milioni), con 25 milioni destinati all’assistenza tecnica. Ai tre macrotemi si aggiunge quello, trasversale, della conoscenza e innovazione.


AMBIENTE IL PREMIO INNOVATORI RESPONSABILI IN QUATTRO ANNI HA RACCOLTO OLTRE 230 PROGETTI

Economia verde e risparmio energetico, sfida su più fronti

RAFFORZAMENTO dell’economia verde, risparmio energetico, sviluppo di fonti rinnovabili, interventi su trasporti, ricerca e innovazione. Sono le azioni previste nel nuovo Piano energetico regionale, approvato nel 2016, che può contare su quasi 250 milioni di euro fra fondi regionali e comunitari fino al 2019. Tra le opportunità, anche il Fondo Energia, con 36 milioni di euro di credito agevolato e il contributo a fondo perduto per le spese di progettazione, a disposizione di imprese che puntino all’efficienza energetica. A giugno 2019 sono 185 i progetti approvati per più di 24 milioni di euro di contributi. Per quanto riguarda la qualificazione energetica del patrimonio edilizio pubblico, a fine 2018 sono stati finanziati 271 interventi per oltre 88 milioni di investimento e 22,84 milioni di contributi. Sul fronte delle imprese, grazie al fondo di finanza agevolata sono stati erogati contributi di efficientamento energetico pari a 18 milioni a favore di 137 aziende.

INOLTRE, sono in corso 168 progetti di diagnosi energetica nelle piccole e medie imprese e quattro progetti di innovazione energetica finanziati con la legge 14/2014 per la promozione degli investimenti. Un tema, quello ambientale, che è diventato ineludibile, così come è prioritario il perseguimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Il premio Innovatori responsabili in quattro anni ha raccolto oltre 230 progetti mentre sono migliaia le imprese che partecipano ai bandi regionali che hanno sottoscritto la Carta dei principi di responsabilità sociale, a conferma che il mondo produttivo è pronto a raccogliere questa sfida. Una sfida che passa anche dai nove laboratori provinciali avviati dalla Regione insieme ad enti locali e sistema camerale, con un investimento di 540mila euro tra 2017 e 2019, per fornire un supporto alle imprese nella coprogettazione sui temi della sostenibilità. Un impegno di cui la Regione si fa carico anche al proprio interno, grazie al gruppo di lavoro che coinvolge tutte le Direzioni, per sviluppare un Piano di azione regionale per l’Agenda 2030.


Legge 14, ‘attratte’ trentacinque imprese

Con l’ultima tornata un volano da 56 milioni di euro. E rinasce IsottaFraschini

TRENTACINQUE imprese, tra cui anche grandi gruppi internazionali, leader in ricerca e innovazione, hanno scelto di puntare sull’Emilia-Romagna. La chiave di volta è stata la legge 14/2014 per la promozione degli investimenti, voluta dalla Regione per attrarre eccellenze e promuovere lo sviluppo. Il terzo bando ha visto la selezione dei progetti di 17 imprese, tra cui cinque con proprietà estera, pronte a investire oltre 56 milioni di euro.

TRA GLI ALTRI, lo storico marchio milanese IsottaFraschini, ma anche i gruppi Ferrari e Lamborghini. Le altre 14 imprese che realizzeranno gli investimenti sono Bellco srl, Datalogic, Elettric 80, Eurosets Srl, Fev Italia Srl, Imal, Injenia, Iungo Spa, Mind Srl, Nier Ingegneria Spa, Qura, System Logistics Spa, Vis Hydraulics Srl e Vrm Srl. Previsti nuovi insediamenti, due centri di ricerca ( quelli di Imal e di Vis Hydraulics) e 521 nuovi posti di lavoro: il contributo della Regione vale 22 milioni di euro.

I 17 PROGRAMMI di investimento ammessi a finanziamento riguardano per la metà il settore automotive (31,2 milioni di euro), per il 25% il comparto delle tecnologie della salute (14 milioni), e per il 15% la meccanica e l’elettronica (8,5 milioni). Il 13% degli investimenti previsti (circa sette milioni di euro) è realizzato in aree montane.

SONO CINQUE, invece, le aziende che hanno risposto al bando 2018, tutte attive in settori avanzati dell’industria 4.0: la multinazionale americana Ibm Italia e la californiana Eon Reality, Aetna Group con sede a Verucchio (Rn), il gruppo Sacmi a Imola e la modenese Energy Way. Complessivamente i progetti hanno beneficiato di contributi per 11,5 milioni di euro a fronte di 38,2 milioni di investimento complessivo generato.

PREVISTE in questo caso 250 nuove assunzioni, l’86% di laureati. Da sottolineare il progetto di Eon Reality, leader mondiale nel settore della realtà virtuale, che ha avviato il Worklife Innovation Hub a Casalecchio di Reno (in provincia di Bologna) in collaborazione con l’Università di Bologna: 6,3 milioni di euro il contributo pubblico, su un totale di oltre 24 milioni impiegati, e l’assunzione di 160 persone.

CON IL PRIMO bando del 2016 sono stati invece finanziati tredici progetti. Tra questi, spiccano quelli di Lamborghini, Ducati Motor, Ynap, Teko Telecom, Avl Italia, B. Braun Avitum Italy, Hpe e Ima. In totale l’investimento generato in questa tornata vale oltre 126 milioni di euro, di cui circa 41 milioni di finanziamento pubblico per oltre 1.200 nuovi posti di lavoro. In particolare l’accordo di sviluppo firmato nel 2017 tra Regione, ministero dello Sviluppo economico, Invitalia e Yoox Net-a-Porter Group (Ynap), leader globale nell’e-commerce del lusso, prevede oltre 210 milioni di euro di investimenti e più di 500 nuovi occupati entro la fine del 2020. Tra i grandi gruppi stranieri che hanno scelto di investire in EmiliaRomagna nel 2016 anche Philip Morris, con il nuovo stabilimento di Anzola Emilia (Bo).


SOSTEGNO PUBBLICO CONCESSI CONTRIBUTI PER FAVORIRE LA NASCITA DI NUOVE REALTÀ

L’Emilia-Romagna si conferma terra di startup e spin-off

L’EMILIA-ROMAGNA si conferma terra fertile per la nascita e lo sviluppo delle startup: complessivamente sono ben 902, circa il 9% del totale registrato a livello nazionale. Ma la capacità di innovare passa anche da 166 spin-off universitari, il 13% circa di quelli attivi in tutta la Penisola, oltre a due incubatori certificati dal Ministero. Per favorire la nascita di nuove realtà imprenditoriali dal 2015 a oggi sono stati concessi contributi per più di 14 milioni di cui circa 10 milioni attraverso le risorse del Por Fesr 2014-20. Nel solo 2019 sono stati messi a disposizione ulteriori 2,5 milioni di euro.

SI TRATTA di risorse che si sommano ai benefici derivanti dal fondo di finanza agevolata Starter: dal suo avvio ad oggi più di 220 pratiche per oltre 17,5 milioni di euro. A questi vanno aggiunti 2,5 milioni di dotazione per il Fondo rotativo per il microcredito a favore delle nuove imprese e dei professionisti: dal suo avvio più di 90 pratiche gestite per un importo erogato di più di 1,7 mln di euro. L’Emilia-Romagna inoltre è l’unica realtà italiana ad avere una collaborazione stabile con la Silicon Valley, attraverso Eit Digital, la struttura dell’Istituto europeo di innovazione e tecnologia. DAL 2015 a oggi, sono 65 le realtà, tra startup e pmi, portate dalla Regione in California. Altre dieci startup prenderanno la via della Silicon Valley a dicembre di quest’anno precedute, a novembre, da altre otto piccole e medie imprese. Una su tre ha chiuso o sta chiudendo contratti e otto su dieci tra quelle che hanno aderito al progetto, dichiarano di aver significativamente modificato il proprio modello di business dopo il periodo trascorso negli Stati Uniti.