Auto GPL o a metano: una scelta sostenibile che offre anche notevoli vantaggi economici

I dati / Entrambi i carburanti possono garantire un abbattimento dei costi considerevole rispetto alla benzina, che in alcuni casi si aggira intorno al 50%

Risparmiare alla guida, significa pensare immediatamente ad un’auto a GPL o a metano. Entrambi i propellenti garantiscono un abbattimento dei costi rispetto alla benzina che si aggira intorno al 50%. I migliori impianti che servono queste alimentazioni offrono tagli di costo importanti, soprattutto se misurati su lunghe percorrenze, totalizzando cifre dimezzate ad ogni pieno rispetto alla notoria super. Certo, c’è chi sostiene che con il gas la propulsione s’indebolisca, lasciando sull’asfalto un certo numero di cavalli; probabilmente, questo era vero un tempo, quando tecnologia e limiti di velocità erano fermi al palo dell’indefinibile. Oggi, con tutor che vigilano addirittura sulle medie orarie di percorrenza, i parametri di potenza si possono esprimere solo all’interno di forchette molto definite di velocità consentita, valori del tutto raggiungibili da ogni alimentazione a gas.La convenienza, dunque, la fa da padrona. Basti pensare che ogni anno aumentano i modelli di autovetture equipaggiate ex novo con impianto a gas. A ciò si aggiunga un sempre più fiorente mercato dell’usato, con la sua ampia gamma di offerte, ormai quasi tutte declinabili dalla benzina al gas. Come non valutare questo come un pregio, ovvero come un vantaggio che questa tipologia di propellente offre, determinando la propria tecnologia installabile sull’autovettura anche in un secondo momento? Nonostante il già evidente abbattimento di costi che scaturisce da un motore alimentato a gas, a chi tema difficoltà nel rintracciare stazioni di rifornimento è bene ricordare che, oggi in Italia, i punti di vendita del GPL sono circa 4mila e 1300 quelli a metano.


Usare meno carburante, lo stile di guida è importante

Cosa fare / Attenzione a non esagerare con le marce e l’acceleratore

Risparmiare carburante è possibile: basta avere uno stile di guida adeguato. Se si guida senza strappi, in modo fluido e scorrevole, evitando di frenare spesso e vigorosamente ed eliminando accelerazioni troppo spinte, l’abbattimento dei consumi si aggira fino al 30%. Non poco. Appropriato quindi dosare l’innesto delle marce, non tirarle, evitare di alzare in maniera iperbolica il numero di giri del motore e schiacciare a fondo l’acceleratore. Allo stesso modo, però, non bisogna tenere la coppia troppo bassa; quando i giri piombano giù i consumi si alzano. Per questo le marce vanno inserite in accordo con il motore, quando cioè questo è in grado di tenerle al regime corrispondente alla soglia minima di coppia. Alcune vetture, soprattutto i modelli più moderni, indicano il momento migliore in cui cambiare le marce per facilitare il compito del guidatore. Durante l’accensione, inoltre, è corretto non spingere eccessivamente sull’acceleratore, tanto quanto sfruttare il freno motore nelle decelerazioni, sollevando lentamente la frizione dopo aver scalato la marcia. Sbagliato partire sfrizionando, ancor più dannoso farlo in salita; per questa ragione, in questi casi è consigliabile usare il freno a mano. Per chi, inoltre, pensi di risparmiare affrontando le discese in folle, sappia che c’è sempre afflusso di carburante e, così, facendo, i freni tendono a consumarsi eccessivamente.Più in generale, per risparmiare benzina è consigliabile tenere la velocità costante e, naturalmente, moderata. Se, ad esempio, si riduce di 10 chilometri orari la velocità in autostrada, si può ottenere un risparmio significativo nella lunga percorrenza. A ciò, si aggiunga che i finestrini aperti alle alte velocità accrescono l’attrito del veicolo, aumentando così i consumi. Durante le soste che superino un minuto, spegnere il motore è un buon deterrente per non sprecare carburante e, quindi, gettare al vento quel consumo. Allo stesso modo, è bene fare attenzione a non esagerare con l’utilizzo del climatizzatore.