Rendicontazione obbligatoria per chi riceve
Obiettivo doppio: trasparenza e tracciabilità

Importo / Non importa se la cifra ricevuta è alta o bassa, occorre sempre buttare giù una relazione molto dettagliata sui fini che si vogliono perseguire

Coloro che usufruiscono delle donazioni del 5 per mille sono comunque obbligati a redigere una sorta di report entro dodici mesi dalla ricezione del denaro. Non importa se la cifra ricevuta è alta o bassa, di qualsiasi importo essa sia la rendicontazione è obbligatoria. Tutti i soggetti che percepiscono quote del 5 per mille dell’Irpef sono tenuti a redigere entro 12 mesi dalla ricezione delle somme a essi destinate un apposito rendiconto, anche accompagnato da una relazione illustrativa, dai quali risulti in modo chiaro la finalità delle somme percepite per ciascuna delle annualità di riferimento.
La relazione deve essere trasmessa entro 30 giorni dalla data ultima prevista per la compilazione al Ministero per consentirne il controllo. Sono obbligati alla rendicontazione anche coloro che hanno percepito il beneficio a seguito della proroga dei termini per la presentazione della domanda di ammissione al contributo. I moduli per la rendicontazione sono scaricabili sia dal sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che dal sito dell’Agenzia delle entrate. Altrimenti possono essere scaricati anche dal Forum del Terzo Settore.
Il rendiconto deve essere debitamente firmato dal legale rappresentante dell’ente o associazione che beneficia del sostegno e deve essere corredato in copia (carta semplice) di un valido documento d’identità del medesimo rappresentante legale e dalla relazione descrittiva.


La preziosa possibilità di “accantonare” per il futuro

Tempistiche / In alcuni casi sono ventiquattro i mesi a disposizione

A coloro che beneficiano del 5 per mille, viene data anche un’altra opzione: quella di accantonare la cifra ricevuta per investirla in un secondo momento, magari in lavori più dispendiosi che necessitano dunque di sforzi economici maggiori e che possono essere affrontati avendo a disposizione un po’ più di tempo per organizzarsi (rendicontando dunque più avanti). In questi casi, come si può leggere sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, gli eventuali importi accantonati devono essere utilizzati e rendicontati entro 24 mesi dalla ricezione del contributo nel rispetto delle modalità previste dalle Linee Guida. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ai fini del controllo, potrà richiedere inoltre l’acquisizione di ulteriore documentazione integrativa e operare controlli amministrativo-contabili dei rendiconti anche presso le sedi degli enti beneficiari. La documentazione da parte dei beneficiari del 5 per mille potrà essere inviata a mezzo raccomandata A/R oppure tramite PEC, a seconda delle preferenze di ognuno.
Si possono comunque trovare maggiori informazioni sulla possibilità di accantonamento direttamente sul sito ufficiale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Una possibilità, questa dell’accantonamento, che molto spesso viene utilizzata per programmare i lavori futuri con più tempo a disposizione.