Imprese

Digital Paper: L'IMPRESA FA NOTIZIA

«Correttezza e varietà nei servizi»

Ncv, l’ad Giordano Bianconi svela i punti di forza della società

di FEDERICA ORLANDI

NCV – Nuova Camp Veloci, nasce nel 1985 dalla fusione tra coop Veloci e Coop Camp (Coop. Autotrasporti Mercato Pontelungo). Il gruppo è attualmente leader nella fornitura di servizi di logistica integrata, trasporto, movimentazione, depositi, realizzazione di progetti di outsourcing, gestione degli archivi. Giordano Bianconi, ad di Ncv, ci racconti la storia della società. «Ncv è il risultato dell’unione di due strutture, la cooperativa Camp e la coop Veloci: una si occupava di distribuzione sul territorio regionale, l’altra di trasporti di linea. Più tardi io, che trent’anni fa sono entrato come direttore commerciale, ho capito che bisognava ampliare il servizio, in un mercato in così rapida evoluzione». E come? «Abbiamo investito in piattaforme per stoccare le merci. Ora abbiamo 22mila metri di magazzino di nostra proprietà soltanto ad Anzola, mentre in totale in tutta Italia arriviamo a 50mila metri». Voi offrite un servizio di trasporto e deposito merci, ma non solo. «Nel tempo abbiamo aggiunto alla nostra attività quella della gestione dei parcheggi, come quello dello Stadio e dell’Autostazione, e poi lavoriamo con Tper e siamo spedizionieri doganali accreditati all’Agenzia delle dogane – una trafila che ha richiesto anni, ma per cui è valsa la pena… Ci occupiamo anche di archivi, con un servizio di deposito e custodia». Di quanti mezzi disponete? «Circa trecento, con altrettanti lavoratori addetti. Teniamo molto alla professionalità del nostro servizio e alla formazione degli operatori. Non solo: ci teniamo ad applicare rigorosamente tutte le normative che riguardano il nostro settore. Insomma, ci riteniamo ‘brave persone’…». Una sicurezza in più per i vostri clienti. «In realtà quello che un tempo era un vantaggio oggi sembra quasi un handicap, agli occhi della clientela. Perché quello che conta, per chi acquista il nostro servizio, è il prezzo finale. E talvolta chi ha contratti differenti dai nostri riesce ad avere costi diversi e a offrire prezzi più bassi. Invece noi facciamo le cose per bene, e questo spesso ha un prezzo». Ma la correttezza alla fine paga: avete molti ‘affezionati’. «Abbiamo oltre mille clienti attivi, tra cui il Comune, o aziende come Toyota – per cui gestiamo i carrelli in Italia – e Magneti Marelli».


COTABO «Autisti che parlano l’inglese, auto ibride e tecnologia avanzata: così offriamo sempre il meglio»

UN’APP tutta nuova per avere un taxi a portata di telefonino. TaxiClick Easy è l’applicazione per chiamare un taxi Cotabo da smartphone, tinnovata per completare un servizio tecnolgoico iniziato nel 2009, da pionieri per il settore. TaxiClick geolocalizza l’utente, che così segnala la propria posizione in modo rapido e veloce; tutta la comunicazione, conferme comprese, avviene via app. E può gestire la clientela business e i possessori di taxi card, semplificando le richieste. Presidente Riccardo Carboni, un periodo di grandi novità. «TaxiClick Easy parte da Bologna, ma è una tecnologia che può integrarsi alla gestione del servizio taxi in Italia. L’applicazione mira a semplificare le richieste con un’interfaccia pensata per gli utenti meno tecnologici, per far crescere i servizi Cotabo. Anche la centrale radio-taxi è tutta nuova: ora è localizzata in un data center che permetterà di lavorare in rete con altre realtà, per ottimizzare i nostri investimenti o aiutare altre strutture di tassisti”.

Siete al passo con la tecnologia. Per quanto riguarda l’ambiente, invece? «Su 531 auto nella nostra flotta, circa un terzo è ibrido. L’evoluzione della categoria è continua anche sotto questo aspetto; i nostri soci sono particolarmente attenti al tema”.

E sotto quali altri aspetti? «Siccome la clientela abituale sta cambiando, e in città ci sono molti più turisti, ci stiamo adeguando. Una trentina di nostri operatori inizierà un corso di inglese, aumentando il numero di soci, già più della metà, che lo parlano almeno a livello base”.

Qualcosa da migliorare c’è? «Attendiamo la delibera comunale che adegui le tariffe, ferme al 2008. Sarà un cambiamento poco significativo per i clienti, importante per noi. Ci piacerebbe più attenzione da parte dell’amministrazione in un periodo di ‘lavori in corso’: fare lo slalom tra i cantieri è complicato, mentre garantire una buona velocità commerciale permetterebbe ai clienti di risparmiare e a noi di offrire un servizio migliore”. f.o.


COSEPURI «Puntiamo su mezzi sicuri e sulla professionalità Obiettivi? Una rete in tutta Italia»

UNA CERTEZZA per chi prenota un’auto con conducente. Cosepuri alla crisi degli anni scorsi ha risposto investendo in tecnologia e centrali operative sempre più moderne. E sui veicoli: nell’ampio parco mezzi di recentissima immatricolazione dispone di 350 vetture di prestigio – di cui circa 200 su Bologna – 80 furgoni e 100 bus, tra cui l’ultimo arrivato, un bus Top Class Euro 6 di alta gamma, super accessoriato sotto il profilo della sicurezza. Presidente Gino Onofri, si parla ancora molto di Uber: è un vero concorrente? «A Bologna, no. In altre città è forse più una moda del venerdì sera, ma sta diminuendo. La nostra clientela ha bisogno di un servizio strutturato, che gestisca i picchi di lavoro e offra professionalità e garanzie, anche dal punto di vista del tariffario. Siamo un’azienda seria, con professionisti che ambiscono a fare questo mestiere. Non a caso, siamo stati invitati a Torino dall’Autorità di regolazione dei trasporti per presentare il nostro modello imprenditoriale e le innovazioni tecnologiche adottate per rispondere alle esigenze di mobilità dei cittadini”.

Obiettivi futuri? «La credibilità che abbiamo acquisito in 46 anni di attività ci ha consentito di espanderci geograficamente e di trasferire la nostra formula imprenditoriale anche in altre realtà territoriali (Milano, Firenze e Roma) con risultati validi. Miriamo a essere operativi in tutta Italia, così che la clientela possa usufruire del nostro servizio da una regione all’altra relazionandosi con un unico interlocutore e una sola centrale operativa”.f.o.


MINI TRAS «Con un servizio veloce ed efficiente trasportiamo la merce dappertutto. Puntando su sicurezza e formazione»

IL CONSORZIO Mini Tras nasce nel 1985, dall’idea di un gruppo di autisti che svolgevano attività di trasporto di persone (ncc) e che decidono invece di offrire un servizio di trasporto veloce e a chiamata anche per le merci. Un servizio che sul territorio all’epoca non esisteva. All’inizio dell’attività, il consorzio lavorava con piccoli autocarri, mentre ora opera sul territorio con consegne immediate personalizzate, grazie all’impiego di una trentina di automezzi che variano da piccoli autocarri (tipo Fiorino o Doblò) a Ducati, cassonati, centinati ed Euro cargo con sponda. Come funziona il servizio di Mini Tras? «Per ogni consegna e/o ritiro – spiega l’azienda – forniamo ai clienti l’automezzo adatto alle necessità del trasporto. Possiamo trasportare sia al minuto, con la piccola consegna frammentata, sia grossi quantitativi; trattiamo consegne di merce imballata e siamo specializzati nel trasporto di capi appesi (abbigliamento e moda) e metalmeccanica: l’esperienza consolidata ci permette di gestire il servizio con consegna dedicata immediata”.

Dove lavorate? «I nostri servizi coprono tutto il territorio nazionale e a richiesta anche internazionale. Il vantaggio che offre il nostro consorzio è quello di non doversi legare a un contratto che determini un periodo specifico o un numero di trasporti obbligati, ma è possibile chiamarci al bisogno”.

Il vostro segreto? «Per noi la pubblicità più importante è il passaparola dei nostri clienti soddisfatti. Inoltre puntiamo sulla sicurezza e la formazione dei nostri autisti, e il controllo e la pulizia dei nostri automezzi».


AUTOTRASPORTI GRUPPO BOLOGNESE «Siamo i più vecchi della città e ancora una grande famiglia. Ecco il nostro asso nella manica»

NON HA DUBBI Angelo Zanetti, dipendente della coop del settore più vecchia in città, Autotrasporti Gruppo Bolognese: «La nostra forza è essere sul territorio dal 1950, i primi. Abbiamo 35 soci, ci conosciamo uno a uno”.

Una grande famiglia: «Quando uno sbaglia, possiamo ancora permetterci di ‘sgridarlo’ – ride Zanetti –. Per il nostro presidente, camionista, il rapporto umano e l’equilibrio fra soci è la priorità”.

Zanetti, quello che per altri potrebbe essere un limite – uno staff ristretto – per voi è un punto di forza. «Non essere mai cresciuti troppo è stato il nostro segreto. Cerchiamo di offrire un servizio sempre migliore, anche se a differenza di realtà più grosse non possiamo accettare qualsiasi tipo di lavoro”.

Il settore con cui lavorate di più? «Siamo forti per lo più sul packaging. Collaboriamo con le maggiori realtà del settore sul territorio. Abbiamo mezzi dai 9 ai 280 quintali, e in particolare andiamo fieri delle nostre gru, un servizio che non tutti offrono e che invece è particolarmente apprezzato dai clienti e ci contraddistingue. Così conquistiamo anche un certo rispetto…”.

Rispetto? «Sì: sui camionisti spesso ci sono molti pregiudizi. Invece sono lavoratori onestissimi, che si danno un gran daffare: non sarebbe male ‘riscattare’ la loro immagine”.

Federica Orlandi


COCCHI TRASPORTI Mezzo secolo di esperienza, dai frutti della terra della bassa ai pacchi veloci di Amazon

LA STORIA della Cocchi Trasporti parte nel 1976. In principio era un’azienda fatta da una sola persona: Claudio Cocchi col suo camion. Ovvero un padroncino che serviva prevalentemente le campagne nei dintorni di San Giovanni in Persiceto, con il trasporto di paglia, fieno, cereali. Oggi, più di quarant’anni dopo, quell’azienda è ancora a conduzione familiare (a Claudio si sono aggiunti la moglie Marinella e il figlio Luca), ma conta svariati dipendenti. Non male per quel lavoro intrapreso da Claudio, che in principio fu mille altre cose: da fabbro a pasticciere, dunque autotrasportatore. E oggi? «I trasporti legati alle campagne della bassa rimangono prevalenti, perlomeno in certi periodi dell’anno – spiega Luca Cocchi –. Ma a quelli si sono aggiunte molte altre attività. Dal trasporto di rifiuti ai concimi, fino alla logistica, con l’aggancio di un cliente importante come Amazon, che oggi copre il 20-25% del fatturato annuale”.

Dieci i mezzi di lavoro, dai camion stradali con semimorchio agli autoarticolati. Vasta l’area d’azione, che oggi copre gran parte del Nord Italia, con un nucleo forte in Emilia-Romagna e frequenti puntate oltre regione. Complicati gli anni della crisi: «Non si contano i clienti che, nei periodi bui, sono spariti dal mercato senza pagarci”.

Ma la Cocchi ce l’ha fatta, probabilmente, perché «abbiamo saputo reinventarci continuamente, senza aver paura di abbracciare mercati nuovi”.

Oggi le difficoltà sono principalmente burocratiche e normative. Perché «il codice della strada è sacrosanto – spiegano i Cocchi –, ma sono troppe le volte in cui un autista viene multato duramente perché ha sforato la tabella di marcia consentita, magari di tre o quattro minuti. Eventualità peraltro possibilissima quando si è sulla strada”.

Le innovazioni tecnologiche? «Aiutano eccome: se pensa a ciò che offrono, in termini di risparmio di fatica, le sponde mobili dei camion…”.

Ma se la tecnologia aiuta, il resto lo fa l’esperienza. Che, dai Cocchi, è una caratteristica di famiglia.


PREMIO SRL Traslochi da più di vent’anni «Abbiamo mosso musei e case, ma il settore non è riconosciuto»

PROTAGONISTI dei traslochi dal 1996. È la Premio Srl: anni di traslochi e trasferimenti, con obiettivo l’eccellenza, raggiunta attraverso l’ottimizzazione dei metodi, la pianificazione delle operazioni e lo sviluppo di procedure operative. Importanti i clienti avuti finora, dagli archivi alle biblioteche, dai comuni a interi ospedali e aziende. Nulla di semplice: «Quella dei traslochi è un’attività fortemente specialistica – spiegano da Premio, guidata da Massimo Miani –, caratterizzata da una complessità tecnica e operativa molto alta. E va considerato che, nel trasloco, le figure del committente, del caricatore e del ricevitore coincidono, con semplificazioni e altrettante complicazioni”.

Invece «solo un operatore del trasloco preparato conosce tutte le operazioni per la prestazione di un servizio, dal sopralluogo all’inscatolamento e alle autorizzazioni per l’occupazione di suolo pubblico”.

Un’attività specifica, ma che pure non rientra in alcun specifico riferimento, se non in quello dell’autotrasportatore conto terzi. «Di fatto, per la legge il traslocatore è un autotrasportatore”.

Eppure Aiti, l’Associazione Imprese Traslocatori Italiani, con un censimento commissionato nel 2013 ha rilevato 3.500 operatori, con un volume di affari di oltre 4 miliardi di euro e 67mila addetti. Da qui la necessità di una regolamentazione, poiché «l’assenza di una disciplina specifica porta a usare questa attività come riempitiva per talune aziende, mentre una normativa di riferimento eliminerebbe i rischi nell’applicazione di corretti adempimenti fiscali, per la sicurezza e un corretto impiego dei lavoratori, e la tutela dei consumatori».

2018-02-28T10:09:23+00:00Argomento: ECONOMIA|Speciale |