Prezioso strumento che, da molti anni,
sostiene progetti e attività di rilievo

La storia / Il contributo venne istituito in via sperimentale; con il tempo è diventato un’importante fonte di sostentamento per molte realtà sociali

Dalla sperimentazione iniziale al mantenimento della formula del 5 per mille senza soluzione di continuità, il passo è stato molto breve. Risale alla manovra finanziaria varata nel 2005 e dunque valevole dal 2006, l’introduzione della possibilità di dare sostegno con una quota dell’Irpef a enti che svolgono attività socialmente rilevanti. Nella sua prima formulazione sono state quattro le categorie individuate ovvero volontariato, Onlus (Organizzazioni non lucrative di utilità sociale) e associazioni di promozione sociale (iscritte nei registri nazionale, regionale o provinciale), attività sociali svolte dal Comune di residenza, ricerca sanitaria, ricerca scientifica o delle Università. Una delle novità in materia di 5 per mille introdotta negli ultimi anni prevede poi che la facoltà di destinare la quota in base alla scelta del contribuente si applichi anche relativamente agli esercizi finanziari successivi, con riferimento alle dichiarazioni dei redditi dell’annualità precedente.


Il principio di sussidiarietà orizzontale

Libertà / Una firma 
che è espressione di democrazia fiscale

C’è una ragione in più per cui lo strumento del 5 per Mille ha resistito nel tempo fino ad arrivare al quindicesimo anno di applicazione. Questo istituto è considerato un esempio di sussidiarietà fiscale oltre che una forma di finanziamento del cosiddetto terzo settore.Viene, infatti, fatto notare come il 5 per Mille segua il principio della sussidiarietà orizzontale.Se con la sussidiarietà verticale sono gli enti pubblici a soddisfare le esigenze dei cittadini, con quella orizzontale ci pensano i cittadini. Di fatto, il 5 per Mille è ritenuto una forma fiscale con cui il contribuente può scegliere se e a chi destinare una parte della ricchezza prodotta. Si tratta di una sorta di democrazia fiscale in cui è possibile decidere in libertà se un’associazione o un ente no profit è meritevole di essere economicamente sostenuto. Il tutto ricordando che gli imprenditori non possono destinare il 5 per Mille dei redditi prodotti dall’azienda perché la quota è rifeirta all’Irpef e dunque ai redditi personali e non all’Ires.


Beneficiari

Evoluzione: requisiti più rigorosi

Nel tempo si è allargato lo spettro degli enti beneficiari ma, allo stesso tempo, le norme sono diventate più rigorose nel definire le condizioni per avere diritto al contributo. Le associazioni sportive dilettantistiche che svolgono attività sociale, ad esempio, possono accedere al beneficio se nell’organizzazione è presente il settore giovanile e sono affiliate a una federazione sportiva nazionale o a una disciplina sportiva associata o a un ente di promozione sportiva riconosciuti dal Coni. Inoltre le associazioni devono svolgere una delle tre attività: avviamento e formazione allo sport dei giovani di età inferiore a 18 anni e/o di persone di età non inferiore a 60 anni e/o di soggetti svantaggiati in ragione delle condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari.