Le imprese non frenano sugli investimenti

Nonostante le incertezze dei mercati mondiali e il Pil italiano cresciuto di appena lo 0,9%, è stata mantenuta inalterata la redditività

di Antonio Matacena
e Marco Maria Mattei

Il 2018 è stato caratterizzato da incertezze e tensioni sui mercati mondiali. La guerra commerciale fra Stati Uniti e Cina, così come l’annunciata (e ancora incompiuta) Brexit, hanno inciso negativamente sulla crescita delle principali economie, rallentandone la crescita, soprattutto nel secondo semestre. La conseguente flessione della domanda estera ha penalizzato l’Italia, il cui PIL nel 2018 è cresciuto di appena lo 0,9%, contro l’1,7% del 2017. In questo complesso quadro macro- economico, è incoraggiante poter osservare che le imprese Top 500 di Bologna e provincia continuino ad investire e siano riuscite a mantenere tendenzialmente inalterata la redditività per i soci, nonostante abbiano decelerato nella corsa verso l’espansione dimensionale.
Gli indicatori economici comunemente utilizzati per misurare la dimensione registrano tutti variazioni positive, ma i valori sono inferiori rispetto a quelli dei due anni precedenti, che tuttavia – è bene ricordarlo – si erano caratterizzati per tassi di crescita particolarmente elevati. Nel 2018 i ricavi aggregati delle Top500 raggiungono il valore record di 68,5 miliardi di euro, grazie ad una crescita corretta per l’inflazione del 3,7%. Tale aumento, sebbene ancora economicamente significativo, è inferiore al 7% e al 6,7% osservati nelle precedenti edizioni. Approfondendo l’analisi, emerge come il contributo alla crescita marginalmente più significativo quest’anno provenga dalle aziende con un fatturato inferiore ai 100 milioni, superando le aziende più grandi – ed in particolare le prime 10 – che nei due esercizi precedenti avevano invece svolto un ruolo di traino. Economicamente non significativo, invece, è l’aumento degli attivi investiti delle Top500, pari allo 0,7% in termini reali. Questo dato può rappresentare una buona notizia, alla luce dell’incremento comunque rilevante dei fatturati.
Analogamente a quanto osservato l’anno scorso, infatti, anche nel 2018 le imprese bolognesi sono riuscite a migliorare lo sfruttamento degli investimenti in essere, aumentando i ricavi senza dover incrementare proporzionalmente il loro attivo investito. È invece significativo e superiore al 2017 l’incremento della patrimonializzazione. Il valore aggregato dei patrimoni netti 2018, infatti, aumenta in termini reali del 4,2%, mentre nella precedente edizione lo stesso dato aumentava di appena l’1,7%. Le imprese bolognesi sono quindi tornate ad una politica di distribuzione dei dividendi più prudente: complessivamente si stimano distribuzioni ai soci per circa 900 milioni, contro il miliardo e mezzo del precedente esercizio. Il ritorno alla tradizionale prudenza dei nostri imprenditori è probabilmente in parte legata all’accresciuta incertezza della situazione economica globale e in parte ad una leggera contrazione delle prospettive reddituali. Calano infatti lievemente i valori medi e mediani dei risultati operativi rispetto all’esercizio precedente, causati da una leggera flessione della marginalità operativa delle vendite (Ros). Tale flessione, tuttavia, è evidentemente stata gestita bene dalla maggioranza delle imprese che non hanno ridotto la redditività netta per i loro soci (Roe).
Ad un andamento non entusiasmante dei risultati economici, tuttavia, quest’anno si associa un incremento dei flussi di cassa generati dalla gestione. Nel corso del 2018, infatti, l’attività operativa delle Top500 ha complessivamente generato risorse monetarie per 3,8 miliardi di euro, con un aumento reale del 6,2% rispetto all’esercizio precedente. Sempre dai dati di rendiconto finanziario – quando disponibile – si evince che le disponibilità liquide prodotte dalla gestione sono state largamente impiegate per nuovi investimenti, il che ha consentito l’acquisto a livello aggerato di circa 3 miliardi in attività, dato tendenzialmente in linea con la scorsa edizione. Dà infine sempre grande speranza e soddisfazione la continua crescita del numero di dipendenti, crescita che abbiamo il piacere di osservare senza soluzione di continuità da quattro edizioni.
Complessivamente gli occupati delle Top500 alla fine del 2018 risultano essere 233 mila, fra sedi italiane ed estere, con un incremento (a valori comparabili) pari al 4,3%. Tale valore, seppur leggermente inferiore al 4,9% del 2017, non può non essere considerato un risultato decisamente positivo. L’analisi dei dati 2018 nel suo complesso conferma la capacità delle imprese bolognesi di reagire, con determinazione e sguardo proiettato al futuro, a contesti economici di incertezza. Gli imprenditori e i manager hanno infatti mantenuto alti gli investimenti in immobilizzazioni, nonostante gli scenari risultino sempre più sfidanti. La speranza è che il medesimo coraggio venga usato per valorizzare, con sempre maggiore intensità, le competenze umane e professionali presenti nel nostro territorio, vero presupposto per l’innovazione di successo.