L’ANALISI VARIAZIONI POSITIVE PER TUTTI GLI INDICATORI. BENE L’OCCUPAZIONE

Imprese in crescita e sempre solide
Si raccolgono i frutti degli investimenti

di ANTONIO MATACENA
e MARCO MARIA MATTEI

Il 2017 è stato un anno positivo per l’economia del nostro Paese grazie ad una crescita del prodotto interno lordo (Pil) pari all’1,5%, che rappresenta il dato migliore degli ultimi sei anni. Questo risultato, insieme ad una ripresa dell’economia mondiale, induce ad un cauto ottimismo, sebbene l’Italia sia l’unico grande stato europeo ad aver ancora un Pil pro-capite più basso di quello che aveva prima della crisi del 2008. Alla crescita del Paese hanno certamente dato un rilevante contributo le principali aziende di Bologna e provincia, che complessivamente nell’esercizio 2017 hanno ottenuto risultati meritevoli di plauso, continuando a crescere e migliorando la loro capacità di generare reddito. Gli indicatori economici comunemente utilizzati per misurare la dimensione segnano tutti variazioni positive, anche se di intensità differente. I ricavi aggregati 2017 delle Top 500 crescono in termini reali del 7%, raggiungendo il valore aggregato record di 66,7 miliardi di euro. Tale crescita è certamente economicamente significativa e leggermente superiore al 6,7% registrato nella precedente edizione.

APPROFONDENDO l’analisi, inoltre, emerge come il contributo alla crescita sia più equamente distribuito all’interno del campione rispetto all’anno scorso, quando erano unicamente le imprese più grandi ad aumentare significativamente la loro dimensione, mentre molte delle aziende nella parte bassa della graduatoria faticavano a mantenere inalterato il loro fatturato. Nel 2017 i ricavi delle prime 100 imprese delle Top500 crescono dell’8% (7,8% nella precedente edizione), mentre i ricavi delle ultime 100 imprese del 3,8% (nella precedente edizione calavano di uno 0,22%). Meno significativo rispetto al fatturato, invece, è l’aumento del valore aggregato del totale delle attività delle Top500, pari al 3,5%. Questo dato, inferiore a quello osservato l’anno scorso (pari al 6,6%), in realtà può rappresentare una buona notizia, alla luce dell’incremento diffuso dei ricavi. Significa infatti che nel 2017 le imprese sono riuscite a utilizzare meglio e più intensamente gli investimenti in essere, poiché hanno aumentato i ricavi senza dover incrementare il loro attivo investito in modo proporzionale. È invece poco rilevante l’incremento della patrimonializzazione delle imprese. Il valore aggregato dei patrimoni netti, infatti, aumenta solo dell’1,7%, mentre nella precedente edizione la stessa grandezza aumentava del 5,5%; e ciò nonostante il valore complessivo degli utili 2017 sia leggermente superiore a quello dello scorso anno. La ragione di questo aumento non pienamente soddisfacente è da ricercarsi in un cambiamento nella politica di distribuzione degli utili di molte aziende del campione, che nel 2017 hanno complessivamente distribuito risorse ai soci per circa un miliardo e mezzo di euro, rispetto agli 853 milioni della precedente edizione. Dà grande speranza e soddisfazione la continua crescita del numero di dipendenti, crescita che abbiamo il piacere di osservare senza soluzione di continuità da tre edizioni. Complessivamente gli occupati delle Top500 alla fine del 2017 risultano essere 226 mila, fra sedi italiane ed estere, con un incremento pari al 4,9% rispetto all’esercizio precedente (a valori comparabili). Anche la capacità reddituale delle Top500 presenta variazioni positive. La media degli utili aumenta in termini reali del 15,4% (la scorsa edizione l’aumento era del 12,5%), passando da 3,2 milioni di euro del 2016 a 3,7 milioni del 2017, con solo il 14% delle imprese che chiude il bilancio in perdita. Ad un miglioramento dei risultati economici, tuttavia, quest’anno non si associa un incremento dei flussi di cassa generati dalla gestione. Nel corso del 2017, infatti, le Top500 hanno generato complessivamente risorse monetarie dalla gestione operativa per 3,8 miliardi di euro, con una riduzione del 5,1% rispetto all’esercizio precedente. In controtendenza rispetto ai dati sui ricavi, questa variazione negativa è da imputarsi alle prime 100 imprese del campione, che complessivamente hanno ridotto dell’8% il flusso finanziario della gestione operativa, mentre le altre 400 imprese del campione a livello aggregato hanno aumentato del 13% il loro flusso di cassa. Questo dato rappresenta sicuramente l’elemento meno positivo del 2017, anche se è opportuno precisare che i flussi finanziari hanno fisiologicamente oscillazioni più pronunciate dei flussi economici. A tale riguardo, è rassicurante osservare che gli indici di bilancio che misurano la redditività operativa – Roi e Ros – mostrano un andamento stabile, attestandosi rispettivamente ad un valore mediano del 4,1% e del 3,1%. In miglioramento è invece la redditività dei soci (Roe), cha balza da un valore mediano del 8% del 2016 al 9,4% del 2017, anche grazie ad un minore costo per oneri finanziari. L’analisi dei dati 2017 nel suo complesso conferma la solidità delle maggiori imprese del tessuto economico bolognese, che continuano a crescere e creare valore. Nell’esercizio in esame, le Top500 e i loro soci hanno raccolto i frutti che derivano da investimenti effettuati in anni passati e di questo non ci si deve che rallegrare. La speranza, tuttavia, è che gli imprenditori e i manager delle imprese del nostro territorio continuino a seminare per il futuro, con la medesima convinzione e intensità che hanno avuto in passato.