L’ANALISI

L’ANALISI IL CONTRIBUTO ALLA CRESCITA ARRIVA SOPRATTUTTO DALLE GRANDI IMPRESE

Aumentano dimensioni, fatturati e dipendenti
Ma non c’è il cambio di passo verso la ripresa

di ANTONIO MATACENA
e MARCO MARIA MATTEI

IL 2016 è stato un anno relativamente positivo per l’economia del nostro Paese. Per il secondo anno consecutivo cresce il prodotto interno lordo, sebbene ancora sotto la soglia psicologica dell’1%. A livello internazionale, invece, si è registrato un leggero rallentamento dei paesi avanzati e una riduzione degli scambi commerciali. All’interno di questo quadro macro-economico a luci e ombre, le prime 500 imprese di Bologna e provincia riescono a consolidare la crescita dimensionale e aumentano la capacità di generare reddito e flussi di cassa. Ciononostante, a livello complessivo, non si osserva (ancora) l’ulteriore cambio di passo verso una decisa ripresa economica che alcuni auspicavano. Gli indicatori economici comunemente utilizzati per misurare la dimensione segnano tutti variazioni positive. I ricavi aggregati 2016 delle Top500 crescono in termini reali rispetto all’esercizio precedente del 6,7% (senza considerare le aziende prive di dati 2015) e soprattutto raggiungono il valore complessivo record di 60,6 miliardi di euro. Ciò anche grazie al fatturato della neo-costituita Alleanza Coop 3.0, che balza al primo posto della nostra graduatoria. Analogo è l’aumento dimensionale che si osserva con riferimento al totale attivo e al patrimonio netto aggregati, che crescono rispettivamente del 6,6 e 5,5 percento. Questi tassi di crescita confermano la presenza di un’espansione dimensionale solida, ma risultano in leggero calo rispetto a quanto osservato nella precedente edizione di questo inserto, dove l’incremento del fatturato raggiungeva l’8,4%. Approfondendo l’analisi, inoltre, emerge come il contributo alla crescita non sia omogeneamente distribuito, ma provenga in misura molto superiore delle imprese di maggiori dimensioni, non solo in termini assoluti, ma anche in termini percentuali: il fatturato delle prime 100 imprese infatti cresce del 7,8%, mentre il fatturato delle ultime 100 imprese delle Top500 rimane pressoché invariato, riducendosi di uno 0,22%. Più diffuso e consistente è invece l’aumento del numero dei dipendenti osservato nel campione. Il 63% delle Top500 ha infatti aumentato nel 2016 il numero di dipendenti, mentre solamente il 27% ha ridotto il proprio organico. Complessivamente le prime 500 imprese di Bologna e provincia occupano più di 213 mila persone, fra sedi italiane e estere, con un incremento rispetto all’anno precedente (a valori comparabili) del 5,8%. Questo risultato, sebbene non eguagli percentualmente la performance della precedente edizione (+6,4%), appare nettamente superiore al dato nazionale di incremento dei lavoratori dipendenti, che nel 2016 si ferma ad un +1,9%.

PUNTO DI FORZA
L’economia bolognese conferma il suo processo di espansione

ANCHE la capacità reddituale delle Top 500 presenta variazioni positive. La media degli utili aumenta in termini reali del 12,5%, passando da 2,9 milioni di euro del 2015 a 3,2 milioni del 2016, con solo il 12,4% che chiude il bilancio in perdita (nell’edizione precedente era il 15,6%). È inoltre importante osservare che ad una accresciuta capacità di produrre reddito si associa un incremento ancor più consistente nella generazione di flussi di cassa dalla gestione. Nel corso del 2016, infatti, le imprese Top 500 hanno generato complessivamente risorse monetarie dalla gestione operativa per almeno 3,8 miliardi di euro, che in larghissima parte a livello aggregato sono stati utilizzati per finanziare nuovi investimenti. Precisamente, sulla base dei dati di rendiconto finanziario, nel 2016 le aziende del campione risultano aver acquistato nuove immobilizzazioni, al netto delle dismissioni, per 3,7 miliardi di Euro (+4,11% rispetto all’esercizio precedente). Passando all’esame della redditività operativa, si osserva una tendenziale stabilità degli indici di bilancio (ROI a ROS), che peraltro mostrano un lieve miglioramento, sebbene quantitativamente non significativo, sia rispetto all’anno precedente sia alla precedente edizione. L’ulteriore aumento dimensionale osservato, quindi, non è stato ancora sufficiente a generare diffuse economie di scala. Analogamente allo scorso anno, la speranza è che ciò in realtà sia dovuto alla volontà di molte aziende di aumentare gli investimenti in innovazione, anche a scapito della marginalità corrente, per garantire future prospettiva di crescita. La redditività dei soci (ROE), infine, dopo il balzo in avanti dell’anno scorso (2015) grazie principalmente alla riduzione della pressione fiscale generata dalla deducibilità ai fini IRAP del costo del personale, rimane pressoché invariata. L’analisi dei dati 2016 nel suo complesso conferma l’espansione dell’economia bolognese e l’abilità degli imprenditori e dei manager nel garantire un diffuso mantenimento dell’equilibrio economico. Tuttavia, la dimensione media delle nostre imprese e la distribuzione dei tassi di crescita sembrano suggerire la necessità di ulteriori riflessioni sulle future strategie, in particolare da parte delle aziende più piccole. Infatti il mantenimento dell’efficienza e dell’efficacia produttiva, indispensabili per competere nel mercato globale, in molti settori appare necessariamente legato a importati investimenti in digitalizzazione, robotica e intelligenza artificiale. Investimenti che ad oggi, purtroppo, non sembrano alla portata delle piccolemedie imprese.

2017-12-07T16:41:38+00:00Argomento: ECONOMIA|