«Cna vicina all’ambiente,
con le aziende più ’green’»

L’intervista al vice presidente Alessandro Diolaiti

Solo nella nostra provincia sono 1.149 le imprese attente alla sostenibilità
L’agroalimentare è il settore principale, impegno da tessile e imballaggi

Green Economy, di cosa parliamo e qual è la situazione di Bologna?
«Un’impresa – afferma Alessandro Diolaiti vicepresidente Cna – è ’green’ quando è sensibile all’ambiente, per volontà di essere più sostenibili o per proporre servizi o prodotti tali da ridurre l’impatto ambientale dei clienti. L’ultima versione dell’Osservatorio GreenER, pubblicato da ARTER a maggio 2019, conta nella nostra regione 6.210 imprese ’Green Economy’. Rispetto all’anno precedente, un +13%. La prevalenza è nella provincia di Bologna: con 1.149 aziende green, copre il 19% del totale. I comparti in cui le imprese green sono particolarmente attive registra l’ingresso dei settori di produzione di imballaggi e tessile, abbigliamento e calzature. L’agroalimentare (42% ) resta il settore principale. Tutti ambiti significativi anche tra gli associati di Cna».
Quali ostacoli affronta un’impresa green?
«La ricerca di ART-ER evidenzia che le maggiori difficoltà sono legate agli elevati costi di ricerca e sviluppo e a quelli per il miglioramento ambientale dei processi, fino alla complessità d’accesso ai finanziamenti per gli investimenti. Il contatto di Cna con gli associati lo conferma: il nostro sostegno si sostanzia con la consulenza finanziaria di Serfina e con l’accesso a forme di aiuto economico alternative che non implicano esposizione con banche, come l’equity crowdfunding, il noleggio operativo o gli interventi di efficientamento energetico tramite Energy Service Company. Altra difficoltà è il riconoscimento da parte del mercato: Cna sta sensibilizzando la collettività sull’importanza di acquistare servizi e prodotti a valore aggiunto ambientale e valorizza le aziende sostenibili. Da anni diffondiamo e promuoviamo un cambiamento culturale».
Quali sono i principali risultati di Cna sui temi ambientali?
«Cna Nazionale siede da tempo ai tavoli con il governo e ha raggiunto diversi traguardi. Tra i più recenti e importanti, la soppressione del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri) dal 1° gennaio 2019. Poi, l’introduzione di agevolazioni a sostegno di progetti di ricerca e sviluppo per la riconversione dei processi produttivi verso un’economia circolare. È stato poi introdotto un meccanismo volontario di vuoto a rendere per incoraggiare il riutilizzo e il riciclo degli imballaggi. Non va dimenticato che Cna ha ottenuto nel 1986 l’introduzione delle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie con cui si è dato sostegno a interventi per il risparmio energetico e la riqualificazione ambientale degli edifici ».
Su cosa occorre che Cna continui a battersi?
«Cna chiede che le istituzioni si impegnino per un quadro legislativo più snello anche sul fronte delle norme ambientali, portino maggiori sostegni alle imprese che contribuiscono a raggiungere gli obiettivi Paese e si attivino per una legislazione più a misura di pmi. A tal proposito, vorrei rimarcare l’insoddisfazione di Cna sul recente decreto per le fonti rinnovabili elettriche, che esclude dagli incentivi gli impianti fotovoltaici con potenza inferiore ai 20 kW, quelli che servono alle imprese più piccole».