Eima 2020 si prepara al sold out e studia il futuro dell’agricoltura 4.0

In poche settimane già oltre 1.200 partecipanti e spazi verso l’esaurimento: confermati i saloni tematici. Qualità delle produzioni ed evoluzione dell’alimentazione le sfide della meccanica nei prossimi anni

Nel 2018 Eima International, l’esposizione internazionale di macchine per l’agricoltura e il giardinaggio organizzata da FederUnacoma nei padiglioni di BolognaFiere, ha raggiunto quota 1.950 espositori. Oltre a loro, un cospicuo contingente di case costruttrici è rimasto escluso proprio per mancanza di spazio all’interno del quartiere fieristico. L’aspettativa degli espositori nei confronti dell’Eima appare così alta che proprio per il 2020 – anno nel quale a causa del cambiamento di calendario voluto dagli organizzatori del Sima di Parigi le aziende vedono ampliarsi l’offerta di eventi espositivi – l’esposizione bolognese registra un’adesione ancora maggiore del previsto. Le iscrizioni per questa edizione si sono aperte il 23 settembre e, solo nei primi due giorni, le domande di partecipazione formalizzate sono state oltre 600, per salire oggi fino a quasi 1.200 aziende espositrici che hanno già formalizzato la propria partecipazione. Un consistente numero di adesioni si attende da comparti produttivi come ad esempio quello della componentistica e dell’irrigazione che sono storicamente punti di forza di Eima International. La rassegna marcia dunque a passo di record e andrà ad esaurire in tempi brevi la propria capacità di accogliere industrie costruttrici. La richiesta di superficie risulta in crescita netta rispetto alle edizioni precedenti. L’area potenzialmente occupata oggi è pari a quasi 100 mila metri quadrati netti, cioè circa il 75% del totale disponibile. Con questi numeri, l’edizione 2020 di Eima International potrà essere completata per quanto riguarda il numero di aziende e l’assegnazione delle aree entro il prossimo aprile, con largo anticipo, quindi, rispetto alle edizioni passate e con vantaggi sul piano organizzativo anche per le imprese partecipanti. Eima si manterrà fedele alla sua formula, che prevede una rigorosa ripartizione merceologica con 14 settori di specializzazione e cinque saloni tematici, quelli di Eima Componenti, Eima Green, Eima Energy, Eima Idrotech, ai quali si aggiunge quest’anno il Salone di Eima Digital, dopo la positiva esperienza della scorsa edizione che per la prima volta aveva dedicato uno spazio specifico alle tecnologie per l’agricoltura 4.0. I contenuti tecnici – sempre altamente innovativi – sono la forza trainante della rassegna, e verranno valorizzati con iniziative specifiche. La mostra delle Novità Tecniche avrà un carattere ancora più internazionale e una visibilità maggiore. Nell’ambito di Eima International troverà spazio anche un’area dimostrativa all’aperto per attività di informazione e divulgazione al pubblico sulle applicazioni più avanzate della meccanizzazione agricola. Spazio, naturalmente, anche ai concorsi delle Novità tecniche e del Tractor of the Year, che hanno la funzione di ‘accendere i riflettori’ sulla tecnologia, ma non saranno l’unica forma di concorso ad Eima 2020. L’edizione prossima prevede infatti un’altra novità, un concorso che premia la qualità e l’estetica degli allestimenti nei singoli stand. Eima Internationall rappresenta infatti un momento di valorizzazione dei ‘brand’ aziendali e di particolare impegno, per le case costruttrici, nella comunicazione non soltanto dei prodotti ma anche della propria storia e i propri elementi distintivi. Tra le sfide che il comparto si trova ad affrontare in questa fase, due sono i nodi che concentrano particolarmente l’attenzione. Il primo è l’importanza crescente della qualità e salubrità delle produzioni, due aspetti sempre più centrali nell’intero sistema agroalimentare. Questi due requisiti richiedono una politica di filiera, vale a dire un sistema che parta dalla coltivazione dei prodotti con tutte le relative fasi agronomiche, per arrivare alla raccolta, allo stoccaggio, alla conservazione e alla prima lavorazione degli stessi. In questa prospettiva la meccanizzazione agricola assume un ruolo di primo piano. La qualità delle produzioni agricole, in termini di caratteristiche organolettiche e di salubrità del prodotto, dipende proprio dalle tecniche agronomiche oggi interamente affidate ai mezzi meccanici. Le operazioni di semina e di concimazione, i trattamenti antiparassitari, gli interventi di irrigazione, la raccolta del prodotto sono fasi che vengono oggi gestite in modo scientifico mediante mezzi meccanici precisi e tecnologicamente molto avanzati. Il monitoraggio delle coltivazioni, dello stato di maturazione e di salute dei prodotti, sono oggi possibili anche mediante l’uso di droni specializzati e di sistemi elettronici di precisione. Il prodotto che giunge a maturazione avrà dunque una maggiore o minore qualità e salubrità a seconda che sia stato coltivato con sistemi di vecchia concezione o con sistemi meccanizzati di ultima generazione. L’altro nodo è l’evoluzione delle diete alimentari: tra il 1950 e il 2010, secondo il Ciat (International Center for Tropical Agriculture), il consumo di frutta, agrumi e ortaggi è costantemente cresciuto. E questo rappresenta una grossa opportunità per l’industria meccanica della meccanica agricola, che che realizza mezzi meccanici – dalle trattrici compatte per frutteto e vigneto alle macchine per i trattamenti, fino ai sistemi per l’irrigazione e per la raccolta – rivolti proprio alle filiere agricole di qualità. Anche dal punto di vista politico, FederUnacoma intende tutelare questa specificità in ogni contesto, nazionale, europeo ed internazionale.


L’AREA DIGITAL

Ottimizzare il lavoro con la tecnologia

Ricca offerta di prodotti e grande attenzione a ricerca e formazione

L’area Digital crescerà già dalla prossima edizione: le applicazioni elettroniche, quelle informatiche e i sistemi di rete sono supporti ormai decisivi per l’ottimizzazione delle lavorazioni meccaniche in agricoltura. Eima Digital avrà una ricca offerta di prodotti e uno sviluppo sul fronte della ricerca, della formazione e della divulgazione. Questo in virtù di un programma molto articolato di convegni e workshop dedicati alle tecnologie 4.0, realizzati con il contributo di alcuni fra i maggiori atenei e centri sperimentali e grazie alla partecipazione istituzionale dell’Aef, l’associazione internazionale degli esperti di tecnologie digitali applicate all’agricoltura, che costituisce la struttura operativa più avanzata a livello mondiale sul tema.


«Macfrut è la vetrina della nostra ortofrutta»

A maggio 2020 la 37esima edizione della kermesse internazionale. Il presidente Piraccini: importante aggregare tutti gli attori della filier

L’ortofrutta italiana ha la sua vetrina nel mondo. È Macfrut, la fiera internazionale dell’ortofrutta, giunta all’edizione numero 37. Evento con un pieno di novità, la prima è rappresentata dalla data. Per la prima volta Macfrut aprirà i battenti il martedì (5 maggio), per chiudere nella giornata di giovedì 7 maggio 2020. Confermata la location, la Fiera di Rimini, pronta ad ospitare la piattaforma di business per la filiera ortofrutticola, settore cardine del sistema agroalimentare italiano. Alcuni dati parlano chiaro a riguardo. In termini di valore l’ortofrutta italiana vale oltre 12 miliardi di euro, mentre a livello di export rappresenta il 30% dell’agrifood se si aggrega anche il trasformato, prima voce del comparto. Numeri di questo tipo meritano una fiera a caratura internazionale, qual è Macfrut, da sempre organizzata da Cesena Fiera. «Macfrut è la vetrina dell’ortofrutta italiana nel mondo – spiega Renzo Piraccini, presidente di Macfrut – l’unica fiera di filiera del panorama europeo. L’Italia è leader in alcuni settori come tecnologie e packaging, nonché un grande produttore di ortofrutta che deve trovare nuovo slancio. Una grande fiera di settore come Macfrut contribuisce a raggiungere questo scopo. Fondamentale è fare gioco di squadra, aggregare tutti gli attori della filiera, uniti nel medesimo obiettivo: internazionalizzare e innovare il settore. Non a caso sono i due cardini di Macfrut. Il futuro dell’ortofrutta è nelle nostre mani, deve essere affrontato con idee, determinazione e coraggio». Coraggio che non manca alla kermesse che presenta una lunga lista di novità sul piano dei contenuti. La lista è lunga. La più rilevante è il nuovo salone Spices & Herbs Global Expo. Di fatto un nuovo padiglione interamente dedicato al mondo delle spezie, erbe officinali ed aromatiche. È la prima volta in ambito europeo di un evento dedicato a questo settore in grande fermento, punto di incontro globale tra produttori, tecnici, ricercatori, traders e trasformatori. Accompagnato da un programma di eventi e ospiti internazionali, il Salone è un’occasione unica per espositori e visitatori di accrescere le conoscenze e sviluppare una rete di contatti mondiali. E a conferma della centralità del focus, Ismea presenterà in fiera un Osservatorio mondiale sulle spezie e le erbe officinali mettendo a sistema una miriade di dati ad oggi senza una sintesi capace di fotografare nella sua completezza il settore. È la prima volta che avviene in Europa, con Macfrut a fare da apripista. Un progetto di largo respiro, dunque, che si inserisce nelle tre consolidate direttrici dell’evento: internazionalizzazione, innovazione, contenuti. Lo sguardo oltreconfine, da sempre è uno dei cardini della fiera. Sono ben 22 le missioni internazionali con la presentazione di Macfrut in giro per il mondo, tra eventi di business B2B, road show e partecipazione a fiere estere. Partite nel giugno scorso, ad essere toccati sono quattro continenti, dall’Asia al Sud America passando per Europa e Africa. Il tutto in collaborazione con vari enti e associazioni specializzati nei mercati esteri: Ice Agenzia, Aefi, Crédit Agricole, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione, Usaid. Partner internazionale di questa edizione è l’Asia. Più precisamente, “Frutta e spezie sulla via di Marco Polo”, con i riflettori puntati sui mercati emergenti dell’Asia, in forte crescita dal punto di vista della domanda di ortofrutta e spezie. Poi c’è la questione dei contenuti e dell’innovazione. E anche qui le proposte sono decisamente tante. A partire dalla riproposizione di un grande evento internazionale dedicato ai Biostimolanti, alla presenza delle principali aziende del settore in un confronto con le filiere produttive e i tecnici. Sotto il segno delle conferme anche le tre aree dinamiche che fanno di Macfrut un unicum nel panorama fieristico di settore: Acqua Campus il campo prova sulle innovazioni dell’irrigazione; Macfrut Field Solution, campo prova con le più moderne tecnologie per il settore orticolo e frutticolo; Greenhouse Technology Village, il villaggio dell’innovazione orticola in serra. Confermato anche il focus sulla frutta esotica con la terza edizione del Tropical Fruit Congress in questa edizione dedicato all’avocado. Altra novità è l’International Tomato Contest, il campionato mondiale del pomodoro con i player del settore, produttori e ditte sementiere, e il Simposio mondiale della fragola (9th International Strawberry Symposium) che si chiuderà in fiera il 6 maggio. Macfrut, unica fiera di filiera nel panorama internazionale, è una fiera che guarda al globale con i piedi ben piantati in Italia. E proprio dal nostro Paese arriva un’altra novità: la Sardegna Regione Partner. In questa regione il comparto ortofrutticolo contribuisce in modo significativo alla formazione del valore complessivo della produzione agricola (23%). Le potenzialità del comparto sono importanti: attualmente si coltivano circa 14.700 ettari. L’86% della produzione ortofrutticola è costituita da patate e ortaggi, di cui i carciofi costituiscono la quota principale, pari al 16%. Le colture principali sono pertanto il pomodoro e il carciofo (23% della produzione nazionale). Il pomodoro è prodotto sia in serra per il consumo fresco, sia in pien’aria per la trasformazione in polpe e pelati. Le altre colture orticole sono coltivate in superfici più ridotte, con varietà locali indirizzate a differenti target di consumo. Le pesche costituiscono invece la voce principale del settore frutticolo, che rappresenta, a sua volta, il 7% dell’intera produzione ortofrutticola. I vantaggi competitivi del comparto sono rappresentati anche dalla differente stagionalità delle produzioni ortofrutticole (anticipata o ritardata) rispetto ad altre regioni italiane, oltreché dalla valorizzazione dei prodotti di qualità, con gli imprenditori del comparto impegnati nell’implementare e mantenere elevati standard di prodotto e processo. In tema di qualità e di eccellenze, la Sardegna si caratterizza inoltre per le produzioni ortive certificate come il carciofo spinoso di Sardegna DOP e lo Zafferano di Sardegna DOP e per circa 50 prodotti agroalimentari tradizionali.


SINERGIA

Con Fieravicola nasce in Romagna il polo dell’agrifood

Nasce in Romagna un grande polo vocato all’Agrifood. La sinergia nasce dalla messa in rete tra Macfrut e Fieravicola, la kermesse dedicata alle carni bianche con oltre 50 anni di storia, al centro di un rilancio con lo spostamento nella sede della Fiera di Rimini. In programma nel 2021, Fieravicola si terrà contestualmente all’edizione di Macfrut. Il progetto mette in rete due fiere diverse ma sinergiche sul piano dell’impulso internazionale dei mercati, e punta a creare un hub fieristico dell’agroalimentare. Le linee strategiche faranno capo alla newco guidata da Italian Exhibition Group.


Sigep, il gelato attira il mondo a Rimini

Tutto esaurito per la manifestazione di gennaio. Cagnoni (Ieg): «Il salone continua ad affinare la qualità della sua offerta»

C’è un unico appuntamento per i professionisti del foodservice dolce che unisce business, internazionalità e alta formazione: Sigep. «Il salone internazionale di Italian Exhibition Group (Ieg), già leader nelle cinque filiere rappresentate (ossia gelato, pasticceria, panificazione artigianali, cioccolato e caffè), continua ad affinare la qualità della sua offerta e ad offrire un panorama sempre più completo per gli operatori – spiega Lorenzo Cagnoni, presidente di Ieg –. La conferma arriva dalla ormai prossima edizione di gennaio 2020, che si avvarrà della contemporaneità con A.B. Tech Expo, il Salone delle tecnologie e prodotti per la panificazione, pasticceria e dolciario». Dunque, alla Fiera di Rimini, dal 18 al 22 gennaio prossimi, ci sarà ancor più spazio per incontri internazionali e occasioni di business con i mercati più promettenti. «Ad oggi la percentuale di espositori esteri presenti, sia diretti, sia rappresentati, è già pari al 20%, ossia superiore a quella delle edizioni precedenti – conferma Patrizia Cecchi, direttore fiere Italia di Ieg –. I brand stranieri che saranno in fiera giungono da oltre 30 Paesi e sono destinati ad aumentare, anche grazie al perfezionamento di accordi in via di definizione. I Paesi più rappresentati sono Spagna, Germania e Francia». In crescita costante l’interesse manifestato dal mondo delle associazioni internazionali con cui Ieg sta collaborando. Solo per fare qualche esempio, grazie alla Coppa del Mondo della Gelateria, Sigep può vantare una preziosa collaborazione con importanti realtà di settore: Confédération Nationale des Glaciers de France, Anhcea – Asociación nacional de heladeros artesanos (Spagna), Afadhya – Asociación Fabricantes Artesanales de Helados y Afines (Argentina), Uniteis – Associazione dei Gelatieri Italiani in Germania e Singapore Pastry Alliance. Queste associazioni hanno fra l’altro organizzato le selezioni per i team delle rispettive nazioni. Sempre per la filiera del gelato, Russian Ice Cream Association, associazione dei produttori industriali di gelato in Russia, interverrà a Sigep con un proprio rappresentante. Dal Canada è atteso l’arrivo dell’associazione dei ristoratori del Quebec (Arq – Association Restaurant Quèbec), mentre da Romania e Russia arriveranno anche produttori e gruppi di acquisto. Sul fronte caffè, il Presidente di Sca, Specialty Coffee Association (l’Associazione che da 3 anni ha riunito la Scaa, Associazione europea e la Scaa, associazione americana), Cristina Meinl e Yannis Apostolopoulos, Executive Director hanno confermato che saranno in visita fiera con tutto il Board internazionale. Prevista una presentazione di Scanella Coffee Arena. Inoltre, presenteranno programmi di ricerca molto importanti sia sui nuovi trend di settore nel caffè, sia sui temi della sostenibilità. Folta e in continua crescita la compagine buyers: per citare alcuni Paesi, rappresentanti di grandi realtà e catene sono attesi da Sud est asiatico, Emirati Arabi, dal Nord Africa e da tutta l’Africa subsahariana, dagli Stati Uniti e da diversi Paesi del Sudamerica. L’iniziativa viene portata avanti sotto l’egida di Ice, con cui Sigep ed A.B.Tech Expo collaborano per un’importante iniziativa di incoming. Prevista anche la presenza di trade analyst senior che presidieranno desk informativi sui mercati esteri, fornendo consulenza a quelle imprese italiane che intendono entrare nei paesi più promettenti dei rispettivi settori di riferimento. Il supporto di Ice si estende anche alla visibilità su alcuni media di settore nordamericani, mentre azioni di complementarietà a quelle sviluppate in partnership con Ice vengono condotte sui mercati esteri dalla rete dei regional advisor di Ieg che operano in India, Nord e Sudafrica, America centro meridionale, Sud est asiatico ed in alcuni mercati europei come Gran Bretagna, Germania, Francia e Benelux, Spagna, Polonia, Russia e Repubbliche Csi. E non dimentichiamo i grandi concorsi internazionali, momenti di confronto e formazione unici per tutti i professionisti del mondo. Per il settore Gelato, come già anticipato, sono già al lavoro le squadre nazionali che si affronteranno alla nona Coppa del Mondo di Gelateria, la più importante competizione dedicata al gelato artigianale: 12 team formati da grandi professionisti provenienti da Messico, Singapore, Malesia, Giappone, Germania, Italia, Francia, Spagna, Polonia, Argentina, Colombia e Ungheria che si sono affinati nel corso di dure selezioni svoltesi nei diversi continenti. In palio la sfida finale nella prestigiosa cornice della Gelato Arena, posizionata sotto la cupola della Hall Sud, punto centrale e nevralgico del quartiere fieristico di Rimini. Per sostenere il lungo lavoro di preparazione delle proprie squadre, Italia e Francia, le due nazionali che ad oggi contano maggiori vittorie, hanno dato vita ai primi due club ‘Coppa del Mondo di Gelateria’, contributi importanti in termini di cultura, saper fare ed esperienza, formati da protagonisti di primo livello del settore che daranno una marcia in più ai concorrenti delle rispettive squadre. Per il settore Pasticceria, in attesa dei Mondiali Juniores e Femminile che Sigep ospiterà nel 2021, sempre a seguito di selezioni in più continenti, la Pastry Arena (pad. B5) vedrà nella giornata di sabato 18 gennaio il gradito ritorno di The Star of Sugar, competizione unica e spettacolare che prevede la realizzazione di splendide sculture in zucchero, con la novità 2020 della prova del ‘dolce da viaggio’. Ma le competizioni di pasticceria a Sigep non finiscono qui e vedranno anche i Campionati Italiani Seniores (domenica e lunedì) e Juniores (martedì), oltre a Sigep Giovani (mercoledì), gara d’eccellenza per le scuole professionali. Un Sigep, dunque, luogo di business e crescita internazionale per le aziende del comparto. Basti pensare che il quartiere fieristico è già sold out e pronto ad offrire ai visitatori il meglio della produzione mondiale. Tra business, innovazione e internazionalità, una piattaforma dove valorizzare le eccellenze e dare concreta rappresentatività a tutta la filiera del foodservice dolce.


LE ALTRE GARE

Campionati per i baristi italiani e i panettieri

Nella Coffee Arena (pad. D1) si svolgeranno i sette Campionati Italiani Baristi, valevoli per l’accesso ai mondiali del prestigioso World Coffee Events: Cibc, Cila, Cigs, Campionato italiano Brewers Cup, Campionato italiano Cup Tasters, Campionato italiano Ibrik e Campionato italiano Coffee Roasting. E nell’anno di A.B. Tech Expo non poteva certo mancare un’area per le competizioni della panificazione, anche qui senza frontiere: la Bakery Arena (pad. D4) ospiterà il concorso internazionale dedicato all’arte bianca Bread in the City – International Bakery Contest che, giunto alla sua 4a edizione, vedrà sfidarsi 8 squadre.


Marca 2020, spazio alle novità
Salone satellite e aree più grandi

Il 15 e 16 gennaio via alla sedicesima edizione della manifestazione a Bologna, in forte crescita. Il dg Bruzzone: «Per la prima volta un padiglione completamente dedicato al non food»

L’appuntamento, per la sedicesima edizione di MarcabyBolognaFiere, è per il 15 e il 16 gennaio dell’anno prossimo. In quei due giorni, i padiglioni di BolognaFiere torneranno a riempirsi per la manifestazione dedicata alla Mdd. «Sarà un’edizione ancora più ricca di contenuti e iniziative, con un nuovo lay-out che comprenderà, per la prima volta, anche un padiglione interamente dedicato al non-food, una fiera che porterà in primo piano tematiche di primaria importanza per il settore a livello di filiera», promette il dg di BolognaFiere Antonio Bruzzone. E d’altra parte, negli anni la manifestazione bolognese ha guadagnato sempre più spazio e importanza: «MarcabyBolognaFiere è alla sua sedicesima edizione e in questo periodo ha registrato un trend costante di crescita che negli ultimi cinque anni è sempre stato a due cifre – sottolinea il manager – a dimostrazione della crescente importanza dei prodotti a marchio del distributore e dell’accreditamento sempre più marcato della Fiera come evento di riferimento su scala non solo nazionale, ma anche europea. Strategica, in tal senso, la collaborazione con Adm (Associazione distribuzione moderna), nostro partner nell’organizzazione dell’evento, e il contributo del comitato tecnico scientifico costituito dalle principali insegne della Dmo, presenti anche in Fiera ». Tra le nuove iniziative un ‘Salone satellite’ innovativo, in cui le più attuali tendenze di mercato saranno esplose in focus di approfondimento per gli operatori con una formula inedita in cui i contenuti espositivi e quelli culturali potranno esprimersi in maniera estremamente flessibile. Bio, free from, tracciabilità e ristorazione collettiva sono fra le prime tematiche che il Salone esplorerà, il 15 e 16 gennaio 2020, nelle stesse giornate di MarcabyBolognaFiere, amplificando le opportunità di business e le sinergie attivabili. L’iniziativa si terrà nel padiglione 28, fra gli ultimi realizzati nell’ambito del piano di sviluppo/restyling del quartiere fieristico che, con investimenti per oltre 130 milioni, incrementerà la superficie espositiva del 30%, a completamento degli interventi pianificati nel 2024, rafforzando ulteriormente la leadership di BolognaFiere. Sana Up sarà lo spazio che darà visibilità ai prodotti più innovativi del settore bio: una vetrina per proporre le ultime novità del mondo del bio e facilitare il contatto fra i produttori di questo settore (food e non food) e i rappresentanti delle grandi insegne della Dmo e degli altri canali di vendita, che ogni anno partecipano a MarcabyBolognaFiere. Per le imprese partecipanti, Sana Up sarà un percorso privilegiato per presentare le proprie novità bio che i consumatori, con sempre maggior frequenza, scelgono. Le opportunità di business verso i mercati esteri saranno supportate dalla presenza di delegazioni di buyer esteri e da una serie di iniziative finalizzate ad approfondire gli scenari di mercato. All’attenzione del mercato al tema delle intolleranze alimentari e alla crescente proposta da parte dei produttori di linee dedicate sarà dedicato uno speciale focus sui ‘free from’ che vedrà anche il coinvolgimento delle principali associazioni di riferimento. Altro ambito in cui si concentra l’attenzione dei consumatori e dei produttori è la tracciabilità dei prodotti che sarà affrontata nelle sue diverse declinazioni: un ruolo importante verrà giocato da FederBio Servizi, che presenterà la strategia di intervento di FederBio e AssoBio e le esperienze avviate nel campo dell’agricoltura digitale e blockchain per le diverse filiere del biologico. Il tema della grande ristorazione collettiva (mense aziendali) si svilupperà, invece, nell’ambito di un convegno. Altra novità del Marca 2020 sarà un intero padiglione riservato esclusivamente ai prodotti nonfood della Mdd. Il nuovo lay-out rafforza ulteriormente il posizionamento della manifestazione su scala internazionale che ora, con una ancor più definita articolazione dei settori merceologici, consentirà agli operatori italiani ed esteri, di ottimizzare i tempi di visita alla Fiera. L’edizione 2020 vede un’ulteriore crescita delle presenze espositive, più 10% per il quinto anno consecutivo, mentre crescono le proposte a declinazione ‘bio’ che rappresentano ora un quarto della superfice espositiva di MarcabyBolognaFiere. Il nuovo padiglione dedicato al nonfood, il 36, segna l’incremento nel numero degli espositori e della superficie espositiva di MarcabyBolognaFiere: sono oltre 100 le aziende operanti nei settori della ‘Cura della persona’ e della ‘Cura della Casa’, che hanno già confermato la loro presenza, per un totale di oltre 50 categorie merceologiche e centinaia di referenze. La nuova area espositiva completa il layout di MarcabyBolognaFiere 2020 aggiungendosi ai padiglioni 25, 26 e ai nuovi 29 e 30 (ultimi realizzati del piano di riqualificazione/ ampliamento del quartiere fieristico). L’edizione 2019 della Fiera si è conclusa registrando la presenza di 746 espositori, di oltre 10.100 operatori professionali (+7% rispetto al 2018), con un incremento degli operatori esteri del 11% a ulteriore conferma dell’interesse verso i prodotti made in Italy.


IL NUOVO FORMAT

Comparto del fresco, ecco l’esordio

Innovazione sostenibile, per l’ortofrutta approfondimento ad hoc

Un format espositivo chiavi in mano, un investimento a valore aggiunto grazie al quale incontrare la gdo e confrontarsi sul tema dell’innovazione sostenibile. Per la prima volta, nel gennaio 2020, a Marca esordirà Marca Fresh, lo spazio riservato alle novità del comparto del fresco posizionato all’interno della manifestazione che vedrà l’ortofrutta protagonista, con i suoi operatori, che si confronteranno sul tema dell’innovazione sostenibile. All’interno della nuova area i freschissimi dell’ortofrutta troveranno un importante e qualificato momento di approfondimento, studiato per valorizzare le imprese del settore che avranno l’opportunità di presentare quei prodotti che, nella scelte aziendali, rappresentano l’innovazione sostenibile.