«Un team unito per la dignità dei nostri ospiti»

Serena Angelini presiede il Cda della struttura per anziani ’San Petronio’: «Le proprietarie sono donne e questo fa la differenza»

Maria Serena Angelini è da circa tre anni presidente del Consiglio di amministrazione di San Petronio Srl, struttura che si occupa di assistenza ad anziani autosufficienti e non, in via Malvezza. È lei che con orgoglio racconta questa avventura imprenditoriale ’al femminile’, caratterizzata da «una forte vocazione rosa» e «altissimi standard qualitativi e innovativi nei servizi».
Angelini, come nasce San Petronio?
«San Petronio ha due proprietarie, donne. Io sono dottore commercialista e sono stata nominata presidente del Cda, comep professionista indipendente, proprio per dare un’impronta manageriale alla governance della società. Le socie sono imprenditrici lungimiranti e sempre presenti, che hanno avuto l’intuizione di comprendere che per amministrare una struttura di questo tipo e fare il ’salto di qualità’ occorrono professionalità esterne che non fanno parte della ’gestione ordinaria’ di una classica casa di riposo. Si tratta di Elia Rinaldi, che da quando aveva 18 anni gestisce case di riposo, e una delle sue figlie, Eleonora Folchi. La passione della signora Rinaldi è stata trasmessa a tutti i suoi figli, anche loro sempre presenti e operativi con ruoli apicali nella struttura, ulteriore garanzia dell’elevato standard qualitativo del nostro servizio ».
Una gestione ’rosa’: i vantaggi?
«Nostre priorità sono la qualità del servizio e il rispetto e la dignità dei nostri ospiti. Per questo la gestione al femminile e la presenza diretta della proprietà nella struttura sono vantaggiose. Il nostro servizio è difficile da standardizzare: la differenza la fanno le persone. Un elemento caratterizzante del San Petronio è la complicità di un team affiatato sia a livello di proprietà, sia manageriale e di direzione delle unità. Alla base di tutto vi è un rapporto armonioso tra tutto il personale».
Dicevamo che San Petronio è caratterizzato da alti standard innovativi: qualche esempio?
«La San Petronio è costantemente impegnata in attività di ricerca e sviluppo di nuove tecnologie a supporto dei servizi offerti ed è all’avanguardia in termini tecnologici, oltre che nel servizio sanitario, grazie anche a un’assistenza attiva 24 ore su 24. Inoltre, la gestione della cartella dei nostri ospiti è totalmente informatizzata, così come lo scambio di informazioni fra gli operatori. L’introduzione di sistemi informatici nella gestione dei processi di sanitari e assistenziali ha permesso di aumentare la condivisione delle informazioni fra lo staff azzerando incomprensioni ed errori. È stato un grande investimento, ma ha portato ampi risultati. E siamo innovativi anche sotto altri aspetti».
Per esempio?
«C’è grande attenzione alle patologie che affliggono i nostri anziani, sopratutto sull’impatto che demenza e deterioramento cognitivo hanno sulla loro qualità di vita. Perciò da un paio d’anni abbiamo orientato il nostro piano formativo interno verso nuove tecniche per gestire i disturbi comportamentali, affiancando alla terapia medica tradizionale metodi non farmacologici come la Doll Therapy (’terapia della bambola’) e la Pet Therapy, con gli animali, affiancati da un’associazione. Inoltre per mantenere il benessere fisico dei nostri ospiti ci siamo affidati al ballo, con l’associazione Olitango, che cura progetti nazionali di promozione della salute con la tangoterapia. Infine un grande sforzo economico e organizzativo è riservato al rispetto della libertà e della dignità dei nostri ospiti: dal 2017, in linea con il progetto Ausl ’Liberi dalla contenzione’, siamo impegnati nel complesso processo di riduzione delle contenzioni. Lo staff e l’amministrazione hanno ampliato le conoscenze sul tema acquistando nuovi letti Alzheimer e dotandosi di strumenti tecnologici (telecamere e sistemi di localizzazione indossabili) per evitare di ’confinare, contenere e chiudere’ gli ospiti affetti da demenza e con tendenza al ’wandering’, a girovagare».
Quanti siete?
«San Petronio ha oltre 60 dipendenti, ma il numero sale a più di 80 se si considerano i collaboratori esterni. Abbiamo molti ospiti: la struttura infatti possiede due autorizzazioni diverse, dal punto di vista normativo: siamo sia casa di riposo, riservata cioè a persone autosufficienti, sia casa residenza per anziani, per chi non è più autosufficiente».


«Tradizione antiquaria da madre a figlia»

Il negozio ’I Volpini’ propone mobili d’epoca dal 1989

«Prima ero una commercialista nel mio studio, quindi sono sempre stata ’manager’: ma è nel 1989 che con mio marito Leonardo abbiamo fondato ’I Volpini’». L’attività di cui parla Evelina Volpini è quella di via Santo Stefano, che si occupa di antiquariato e decorazione d’interni, proponendo restauri e perizie su mobili d’epoca e non solo. Evelina ne è fondatrice, con il marito, e amministratrice.
Evelina, ci racconti come è nata la sua impresa.
«L’idea ci è venuta per via del lavoro di mio marito, che era dirigente nel settore della moda e si occupava anche di allestimenti negli showroom con materiale d’epoca. Condividevamo questa passione, nonostante la nostra formazione derivasse dalla facoltà di Economia e commercio. Il mondo dell’arredamento ci affascinava, così abbiamo deciso di iniziare questa nuova attività. Ora in azienda ci siamo noi due con nostra figlia, Carlotta Ginevra, che nonostante la laurea in Scienze politiche ha scelto di seguire le orme di famiglia e ora è responsabile della nostra galleria a Cortina d’Ampezzo, in Galleria Croce Bianca, aperta nel 2012».
Cosa è cambiato dall’89?
«Quello era un momento spumeggiante per l’economia, si lavorava con impegno, ma si aveva più libertà e il nostro settore, pur delicato, era apprezzatissimo. Poi, soprattutto dopo l’entrata in vigore dell’euro, tutto è cambiato e l’economia è entrata in crisi. L’impegno ora è enorme e per una donna, che ha spesso impegni familiari non delegabili, è dura. La sfida è quella di avere tanti profili diversi: per fortuna noi donne siamo multitasking, affidabili e dedite. Caratteristiche che noto nelle donne di Aidda (Associazione imprenditrici e donne dirigenti d’azienda), di cui faccio parte».


CARROZZERIA VANELLI DI CASALECCHIO

«Il mio mestiere? Non chiamatelo lavoro da uomini. Tenacia e innovazione tecnologica, i nostri assi nella manica»

Elisa Vanelli è la titolare dell’attività, assieme al padre e altri tre soci «Siamo un’ottima squadra»

Non si dica che lavorare in carrozzeria è mestiere ’da maschio’. Se certi stereotipi ancora perdurano, ci pensa Elisa Vanelli della Carrozzeria Vanelli di Casalecchio di Reno a smentirli.
Elisa, è stato difficile fare un lavoro come il suo, in un ambiente da sempre ritenuto «maschile» ?
«Diciamo che non è stato facile, ma naturale: la carrozzeria, fondata da mio padre nel 1978, è il posto in cui ho trascorso la mia infanzia, mi sembrava normale. Da più grande, poi, ho cominciato a collaborare come addetta alla contabilità, anche se mentre seguivo i lavori in amministrazione continuavo a studiare, per laurearmi in Economia aziendale».
Cosa le ha fatto decidere di entrare nell’attività di famiglia?
«La svolta del 2000, quando c’è stata una sorta di rivoluzione sui piani tecnologico e gestionale; ho pensato che il mio contributo potesse fare la differenza per l’impresa di famiglia. Oggi sono felice di avervi partecipato».
Da quando la carrozzeria è diventata anche sua?
«Sono subentrata come socia familiare nel 1995 e ora siamo cinque: mio padre Sandro, che è il socio fondatore, poi Vincenzo Giglio, Cristiano Nunzio e Marco Renna, entrati nel 2000, e io (i soci sono insieme nella foto). Oltre a noi, ci sono anche due dipendenti e un’impiegata: siamo un’ottima squadra, dove ciascuno si impegna a dare il massimo nel proprio settore. Insieme abbiamo potuto costruire una realtà salda e riconosciuta nel nostro territorio. Inoltre, da quasi vent’anni ormai organizziamo un raduno di auto storiche che è diventato un appuntamento fisso per il paese: ne siamo orgogliosi».
Come si sposano tradizione e innovazione?
«Nel 2011 abbiamo sostenuto un importante investimento economico su tecnologia e immagine della carrozzeria. Abbiamo installato zone di preparazione all’avanguardia, per essere più competitivi e creare nuove opportunità di mercato. Prendendoci cura dell’ambiente».
Come?
«Tutte le nostre nuove attrezzature funzionano secondo le nuove norme ambientali. In più, eseguiamo un’accurata e costante pulizia dei filtri, oltre ovviamente a utilizzare esclusivamente vernici all’acqua».
Qual è il suo ruolo in carrozzeria?
«Diversificato: seguo le fasi di lavorazione, preparo i preventivi, gestisco le relazioni con la clientela, curo i rapporti con i soci e i contatti con i periti assicurativi ».