«Il grande balzo con un tocco di gioventù»

Enrico Bottazzi ha portato Asterix a un fatturato di 7 milioni: «I clienti si fidano di noi»

UN’AZIENDA nata 35 anni fa dai genitori e poi lanciata verso una nuova vita quando, nel 2007, a prendere le redini è stato l’allora appena 23enne Enrico Bottazzi. In quel momento Asterix, impresa di Facility Management al secondo posto in città per fatturato, nel settore privato, ha cambiato volto.

Bottazzi, ci racconti come è cominciata questa avventura.

«Oggi ho 35 anni e i miei genitori sono andati in pensione l’anno scorso. Ma già dal 2007, di fatto, mi lasciavano carta bianca su gran parte del lavoro. Era la mia prima esperienza e l’impatto è stato deciso: ho dovuto all’improvviso avere a che fare con dipendenti, banche, fornitori. Mi è piaciuto molto e quello che doveva essere un periodo di prova è diventato il mio impiego a tutti gli effetti».

Com’era l’azienda nel 2007?

«Una impresa famigliare, con 6-7 dipendenti. Io ho pensato: perché non ampliarci? Oggi abbiamo 400 dipendenti e un fatturato di sette milioni di euro. Prima ognuno faceva tutto, adesso l’azienda è strutturata, con tanti reparti differenti. È stato un passo importante».

I punti di forza di Asterix?

«La nostra funzione principale è quella dei servizi di pulizia, ma ci occupiamo anche di portierato reception, disinfestazioni, giardinaggio, fornitura di materiali per l’area bagno, facchinaggio, logistica… Il nostro target sono le top 500 aziende della città, in particolare quelle per cui igiene ed estetica dei locali sono importanti anche per il welfare dei dipendenti. Spaziamo dalla Puglia alla Lombardia, anche per seguire clienti che hanno filiali in tutta Italia».

Il tocco ‘giovane’ della vostra impresa?

«L’innovazione. Di recente abbiamo presentato in fiera a Farete e Sana un robot lava pavimenti che funziona senza l’operatore. E siamo attenti all’ambiente: usiamo detergenti bio italiani, con bottiglie in plastica riciclata che riutilizziamo, poi mezzi elettrici e a metano e sistemi di risparmio di acqua e detergente».

Qual è il segreto di un balzo così repentino?

«Crescere senza perdere clienti. Il nostro tasso di fidelizzazione è del 95%, dato non scontato in un settore con un turnover medio di 2-3 anni. Pulizia, temperatura in ufficio e qualità del cibo sono le principali lamentele dei dipendenti: il nostro servizio è importante. Noi lo facciamo in modo costante, solido e affidabile. All’inizio pensavo che il nostro successo fosse questione di fortuna, ma ho poi capito che quella c’entra poco: se lavori e ti impegni più della media, avrai risultati superiori alla media. Gli sforzi prima o poi vengono ripagati».


«Talento di gruppo e cura del personale: la forza di Antreem»

Parla l’ad e socio di maggioranza Fabio Poli

GIOVANI talenti e professionisti esperti che lavorano, fianco a fianco, con passione e competenza. Con le sfide, dicono da via Provinciale Selice 51 a Imola, «che ci ispirano a portare a termine progetti complessi ». Un team di 49 persone («eravamo 4 all’inizio »), età media 33 anni, guidate da Fabio Poli, ad e socio di maggioranza dell’azienda Antreem.

Ingegner Poli, innanzitutto che cos’è Antreem?

«Nasciamo nel 2012 e facciamo consulenza di progetto, di processo e organizzativa per aziende strutturate. Realizziamo progetti digitali complessi e multicanale. Ci occupiamo di tutta la progettazione e realizzazione, dalla definizione del bisogno, al design, fino alla implementazione e alla messa in produzione ».

Chi sono i vostri clienti?

«Aziende nel settore finance, banche, assicurazioni ma anche aziende globali come Crif e Prometeia. Lavoriamo anche con aziende manifatturiere, o nell’ambito del fashion con importanti gruppi come Luxottica e tra i nostri clienti possiamo vantare anche Vivaticket».

Il primo grande cliente con cui avete lavorato?

«La Cefla di Imola, ma già nel 2012 abbiamo iniziato con lo Ior, la banca del Vaticano».

E all’estero come va la situazione?

«Stiamo lavorando con alcuni grandi gruppi finanziari in Asia, nord America, Africa». Dal vostro sito, come principale mission, si legge: realizziamo soluzioni digitali di qualità mettendo al centro le persone. I numeri lo dimostrano… «Crediamo che la qualità del lavoro nasca dalla collaborazione, dalla condivisione e dalla qualità dei rapporti umani tra colleghi e con i clienti. Così come nella progettazione abbracciamo lo Human centered design, anche nei rapporti relazionali le esigenze personali sono per noi fondamentali. Siamo molto attenti agli aspetti personali, abbiamo studenti assunti a tempo indeterminato fin dal primo momento con contratti part time e trasformati in tempo pieno al momento della laurea. Abbiamo anche quattro professioniste donne che conciliano le proprie esigenze di mamme con orari flessibili. Abbiamo inoltre inserito un piano di welfare e alcuni servizi a disposizione dei dipendenti, come il fisioterapista aziendale».

Tra i partner, anche le università, non è vero?

«Vantiamo collaborazioni con l’Alma Mater di Bologna e con il Politecnico di Milano, oltre ad essere partner tecnologico di Abi Lab».

Veniamo agli obiettivi: quali i principali?

«Il nostro mercato è in espansione, vogliamo consolidarci e crescere. Un altro settore sul quale stiamo puntando molto è quello del biomedicale. Senza dimenticare la nostra propensione per la formazione: lo scorso anno più di 1600 ore per i nostri dipendenti ».

Le caratteristiche per lavorare ad Antreem?

«Voglia di crescere, di mettersi in gioco perché non vogliamo gente appagata. Crediamo in un team di consulenti con un incessante voglia di imparare e di portare effettivamente lo stato dell’arte dell’innov